Se la stagione dei Nets è stata complessa e travagliata, l’offseason non è certo da meno. Da possibile contender a squadra smontata, a partire dalla rottura con James Harden fino alla richiesta di trade di Kevin Durant. Quest’ultimo ha lanciato un ultimatum alla società dichiarando di non voler restare nel caso rimangano anche Sean Marks, il general manager, e il coach, Steve Nash. Il New York Post però ha messo nella bocca di Irving le stesse parole di Durant, scrivendo che l’ex giocatore di Duke addirittura “odierebbe” Marks e Nash.
A rispondere è stata da subito l’agente del giocatore, Shetellia Riley Irving: “Non sono sicura da dove provengano queste voci, ma Kyrie non odia né Steve né Sean”, ha detto Shetellia Irving. “Non fa parte del suo essere né del modo in cui si rappresenta nel mondo. Riguarda la pace, l’amore e l’accettazione”.
Sicuramente se Irving non odia Marks e Nash, non vuol dire che approvi come abbiano lavorato nell’ultimo anno. L’ex Cavaliers e i Nets hanno infatti avuto vari scontri di idee, soprattutto nell’ultima stagione. La società ha proibito a Irving di giocare solo le partite in trasferta, quando non poteva giocare quelle in casa per via dell’obbligo di vaccino a New York. Inoltre i Nets non hanno voluto offrire al giocatore un contratto redditizio a lungo termine quest’estate, spingendolo a cercare qualche scambio per un’altra squadra, prima che alla fine decidesse di esercitare la sua player option 2022/23.
Il giorno dopo è stato lo stesso Kyrie a smentire delle “rivelazioni” circa le trattative fallite con i Nets sul rinnovo di contratto, fatte dal polemista, conduttore e podcaster Ric Bucher. Secondo Bucher, Irving avrebbe chiesto ai Nets “di giocare solo 60 partite all’anno e senza back to back” quale parte delle condizioni per firmare il nuovo accordo. Via Twitter, il giocatore ha esortato i suoi follower e gli utenti a non credere a tali report e a “spezzare” il controllo dei media “sul vostro subconscio e sulle vostre emozioni”. Anche Ben Simmons, compagno di squadra di Irving a Brooklyn, è intervenuto sempre via social per bollare come “bugie” le dichiarazioni di Bucher, che ha raccontato di prima della decisione dell’ex Sixers di non giocare in gara 4 della serie di playoffs contro i Celtics, già compromessa sullo 0-3, Simmons avesse “addirittura” lasciato la chat di gruppo dei Nets per evitare domande (come se le stesse domande non avessero potuto fargliele di persona, peraltro…).
“Perché ripostate delle cose false?“, ha chiesto Ben Simmons su Twitter al portale NBA Buzz, che aveva citato le parole di Bucher. L’ex 76ers ha poi incassato il sostegno di Shams Charania, che ha spiegato al Pat McAfee Show che “questa cosa non è mai accaduta. E’ una bella storia, ma non è mai accaduta“.
When you’re ready to Break free from the media’s control over your subconscious thoughts and emotions, meet me on One of my platforms and let’s chop it up.
— A11Even (@KyrieIrving) August 11, 2022
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