Draymond Green è stato espulso dopo aver dato un calcio a Domantas Sabonis.
Joe Dumars, vicepresidente esecutivo della NBA e responsabile delle operazioni di basket, ha dichiarato ad Adrian Wojnarowski (ESPN) che le azioni di Green dopo l’incidente sono stati determinanti nella decisione presa.
Quando la notizia della sospensione si è diffusa tra i Golden State Warriors, c’è stato un sentimento di sorpresa travolgente.
Bob Myers è stato informato martedì sera, poco prima che la NBA annunciasse formalmente la sua decisione. Ha parlato con Green, Stephen Curry, Joe Lacob e Steve Kerr.
Poi, ha detto chiaramente a Green: “Prenditi un giorno per digerire la decisione prima di rispondere”.
Ma c’è anche la consapevolezza che non c’è motivo, o tempo, di soffermarsi sulla decisione della Lega.
“Ci siamo già passati” ha detto Myers in conferenza stampa mercoledì. “Una volta prese queste decisioni, non c’è una corte d’appello. È finita. Si può reagire come si vuole, ma non cambia il fatto che non giocherà, non importa quello che penso io”.
Steve Kerr, ha invece parlato con i giornalisti all’indomani della sospensione. Ha detto che Green ha parlato alla squadra durante l’allenamento, dopo la notizia, e che tutti sono andati avanti.
“Come squadra, accettiamo Draymond per quello che è” sostiene.
Secondo Wojnarowski, Green ha ora 163 falli tecnici in carriera, 17 espulsioni e 4 sospensioni, di cui 2 nei playoffs.
Gli Warriors cercheranno quindi di evitare di finire sul 3-0 questa sera, quando ospiteranno i Sacramento Kings al Chase Center.

