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Kings, De’Aaron Fox: “Gara 6 nostra miglior partita dell’anno”

di Michele Gibin
sacramento kings

Pensare che senza una vittoria tra poche ore in gara 7, l’impresa compiuta dai Sacramento Kings in gara 6 al Chase Center in trasferta, sotto per 3-2 nella serie contro i campioni NBA in carica, possa essere presto dimenticata, suona quasi crudele.

I Kings di De’Aaron Fox e Malik Monk dovranno fare ancora un altro passo tra le mura amiche del Golden 1 Center per non sprecare l’occasionissima che si sono creati con la vittoria per 118-99 contro i Golden State Warriors, una partita giocata ai limiti della perfezione visti palcoscenico e pressione.

Gara 7 di domenica sarà appena la terza nella storia della franchigia da giocare in casa, la seconda da quando la squadra ha sede a Sacramento. La prima, tutti i tifosi di Sacramento Kings e Lakers la ricordano benissimo, la finale di conference del 2001, quella del KO ai tempi supplementari, dell’airball di Peja Stojakovic e della fine del sogno di “Beat LA”, di battere gli odiati gialloviola.

E’ passata un’eternità da allora, Keegan Murray aveva un anno quando Shaq, Kobe e Mike Bibby, Chris Webber e Vlade Divac si scontravano. E stavolta i Kings ci arrivano con più spinta, dopo aver vinto gara 6 in trasferta al contrario di quanto successe nel 2001.

Al Chase Center i Sacramento Kings sono stati la squadra migliore, più aggressiva, più determinata a imporre ritmo e livello fisico della gara. Sacramento ha conquistato 18 rimbalzi d’attacco, causato 18 palle perse di Golden State, segnato 17 triple puntando sulla mole di tiri come predicato per tutta la serie da coach Mike Brown, e ha stravinto il duello delle panchine con Monk, Trey Lyles e Terrence Davis. Fox e compagni hanno concesso appena 19 punti nel quarto quarto agli Warriors, eclissatisi per il resto, Stephen Curry a parte. Jordan Poole è tornato quello semi disastroso delle prime due partite, Draymond Green è apparso appannato dopo la super gara 5 di due giorni prima e Klay Thompson ha restituito in difesa ciò che è riuscito a creare in attacco, dove ha inoltre tirato male (2 su 9 da tre).

Fox e Monk hanno attaccato la difesa di Golden State dritto per dritto sin dal primo possesso. Sacramento ha iniziato con un parziale di 8-0, resistito al rientro dei padroni di casa e poi ripreso il controllo della partita senza più cederlo. “Oggi volevamo colpire per primi, per secondi, per terzi e per ultimi e ci siamo riusciti“, ha detto De’Aaron Fox, autore di 26 punti con 11 assist e 10 su 18 al tiro nonostante l’infortunio alla mano sinistra “Grazie al nostro ritmo siamo stati in controllo per quasi tutta la partita. Forse è stata la nostra miglior partita dell’anno“.

Loro erano più stanchi“, così Monk, top scorer con 28 punti “Noi siamo una squadra più giovane e sapevamo che potevamo avvantaggiarci di questo. Domenica ci riproveremo“.

Al contrario di gara 5, Sacramento non ha pagato stavolta le difficoltà di Domantas Sabonis, che ha chiuso con 7 punti, 11 rimbalzi (di cui 9 in attacco) e 6 falli in appena 23 minuti. I Kings hanno finito per giocare meglio senza il centro lituano e con Trey Lyles ad allargare il campo in attacco e a reggere a rimbalzo contro Kevon Looney e contro un Green pesante, ancor più ancorato a terra del solito. Il solo a provarci in casa Warriors è stato Curry (29 punti) il cui sforzo è stato respinto di volta in volta da Monk, Fox e per una volta da Kevin Huerter, e anche dagli errori in transizione e di lettura di Jordan Poole, spesso fuori controllo, da 2 su 11 al tiro e sempre sul limite dell’infrazione di doppio palleggio, ormai tollerata dagli arbitri.

I Golden State Warriors suonano delusi dalla loro controprestazione in gara 6: “Tanti errori di concentrazione e loro ne hanno approfittato. Non so dire se sia una questione di energia o di concentrazione, so solo che dobbiamo imparare in fretta la lezione di oggi“, così Curry.

Non eravamo pronti“, rincara ThompsonOra tocca a noi andare a Sacramento e fare l’esatto opposto di quello che abbiamo combinato oggi, e sapremo rispondere. Conosco questo gruppo, domenica risponderemo come i campioni che siamo. Di brutte sconfitte in questi anni ne abbiamo subite ma la serie non è finita. E’ ancora la prima che arriva a 4 vittorie e ci siamo vicini“.

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