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LeBron James, il dato nei quarti quarti che fa preoccupare i Lakers

di Michele Gibin
lebron james

Lo diciamo subito a scanso di equivoci: mai scommettere contro LeBron James, o perlomeno se volete farlo, siate al corrente delle controindicazioni.

Già il solo fatto che i Los Angeles Lakers partiti con 2 vittorie e 10 sconfitte in stagione siano in finale di conference, è già un’impresa pari solo al fatto che dall’altra parte vi siano i Miami Heat, partiti come LA dai play-in e con la testa di serie numero 8. Miami è avanti per 2-0 contro i Celtics e siamo ancora in attesa che i ragazzi di coach Spoelstra e di Jimmy Butler si sveglino, e potrebbe anche non accadere mai.

I Lakers sono invece sotto per 2-0 contro Denver dopo due partite in Colorado. I Nuggets sono più forti e questo lo si sapeva ancor prima di iniziare la serie, LeBron James e compagni avranno ora due partite alla Crypto.com Arena per provare a rimediare.

Nelle prime due partite, ad azzoppare i Lakers sono stati Nikola Jokic, Jamal Murray e percentuali al tiro risibili, soprattutto in gara 2 che la squadra di coach Darvin Ham ha avuto una chance di portare a casa, prima che Murray entrasse in trance agonistica arrivando a indicare pure Mike Breen a bordocampo in cabina di commento dopo l’ennesima tripla, a reclamare il suo “bang!” di diritto.

LA ha tirato con 8 su 30 da tre in gara 2, LeBron James ha chiuso con 0 su 6 dalla lunga distanza e nella serie non ha ancora segnato da tre punti, i Nuggets lo stanno invitando al tiro, per saggiarne la mira, e finora la scelta ha pagato.

LeBron ne ha viste troppe in 20 anni di carriera per preoccuparsi, sa benissimo come si rientra da uno 0-2 accumulato in trasferta e i Lakers sono abbastanza profondi e flessibili per provare a proporre ai Nuggets qualcosa di diverso già da gara 3. D’Angelo Russell ha giocato troppo male in gara 1 e gara 2, a Los Angeles è prevista almeno una partita di riscatto soprattutto in attacco. Anthony Davis ha segnato 40 punti in gara 1 e non ha segnato un tiro in gara 2, che versione si presenterà in gara 3?

LeBron James è stato regolarista in tutti i suoi playoffs, anche per un dato: il tiro da tre punti, che sembra scomparso. Il numero 6 Lakers sta tirando con il 23.3% da tre su 6.4 tentativi in questa post-season, nei quarti periodi finora giocati dopo gara 1 della serie di primo turno contro Memphis, James è a 0 su 19 da dietro l’arco.

A cosa è dovuto tale calo? In parte sicuramente alla fatica. LeBron James ha 38 anni, un chilometraggio mai visto prima per un giocatore NBA, e sta giocando 37.7 minuti a partita ai playoffs. Playoffs in cui LBJ è apparso, una volta tanto, “solo” molto forte e non quella forza della natura cui ci ha abituati in tanti anni, e persino le squadre avversarie ora sono meno intimorite dall’attaccarlo direttamente con l’uomo su cui viene dirottato in difesa.

Poche gambe nei finali significano anche poca spinta al tiro, un gesto tecnico-atletico delicato. Tanti dei tiri di LeBron nei finali finiscono corti, James riesce con meno efficacia a guadagnarsi tiri liberi e conclusioni in area quando il ritmo della partita rallenta ed è più complicato lanciarsi in transizione, dove il 4 volte campione NBA riesce ancora a volare e correre più di tutti. Le cifre nei quarti quarti di questi playoffs sono impietose, 4.5 punti di media con il 34.6% dal campo.

Come lo Shaquille O’Neal ultra trentenne ma ancora dominante di una volta, l’impressione è che LeBron James disponga di “gettoni” da spendere in una serie, 2-3 partite in una serie lunga in cui chiedere qualcosa di più al suo fisico roccioso. E’ stato così per chiudere la serie contro Golden State, a propria volta alle corde fisicamente, e contro Memphis in gara 2 quando i Lakers, dopo aver vinto gara 1, avevano tentato il blitz anche in gara 2 al FedEx Forum.

In gara 3 il gettone da spendere è obbligatorio, pena la chiusura anticipata della serie. LeBron non può più vincere probabilmente una partita di playoffs da solo, ai Lakers serviranno percentuali migliori da tre e un Davis formato serie contro gli Warriors. James avrà prevalentemente il compito di creare tali condizioni, creare buoni tiri per gli esterni e ri-sbloccare Anthony Davis in attacco e se sarà possibile, portare la squadra nel quarto quarto con margine, per assorbire i tentativi di Jokic e Murray di “mettere a nanna” il Re, per non sbagliare.

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