Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiChe succede a Lakers e Pacers? Le finaliste dell’IST in crisi

Che succede a Lakers e Pacers? Le finaliste dell’IST in crisi

di Riccardo Rivoli
lakers pacers IST

Combinando il record delle due squadre dopo la finale di In-Season Tournament, Lakers e Pacers hanno vinto 2 partite al fronte di 7 sconfitte. E’ una situazione grave o un semplice calo fisiologico? Il fatto che sia avvenuto dopo il weekend di Las Vegas è solo una coincidenza?

Indiana Pacers

A Las Vegas gli Indiana Pacers hanno perso una grande occasione. Non perché l’IST abbia un’effettiva importanza, ma perché poteva essere uno step importante nella crescita di questa squadra. Infatti il torneo di Adam Silver era una grande occasione soprattutto per le squadre emergenti per mettersi alla prova con un obiettivo più abbordabile dell’anello e con dei ritmi più simili a quelli della post-season. Squadre che non hanno un obiettivo ben definito, che vacillano tra playoff e play-in, potevano mirare a qualcosa di concreto, motivando i propri giocatori e creando un’identità di squadra più forte.

Indiana è una di queste squadre. L’obiettivo è l’accesso diretto ai playoffs, ma non è scandaloso l’attuale ottavo posto. E’ il primo anno che i Pacers giocano a questi livelli, quindi devono e dobbiamo ancora capire a quanto possano ambire. Però una cosa è stata molto chiara in queste 25 partite: la filosofia di Rick Carlisle. 

Indiana è il miglior attacco (sia per punti che per assist) e la peggiore difesa in NBA con 127.4 punti segnati di media e 127 subiti. Un attacco che ha come stella Tyrese Haliburton, attaccante totale, capace di segnare in ogni modo e con altissime percentuali, oltre ad essere il miglior assistman della Lega. Però, la cosa che rende speciale questo attacco è che non dipende dalla propria stella, ma ogni azione è diversa da quella precedente. Tutti i giocatori sono delle schegge impazzite e potrebbero andare tutti in doppia cifra ogni notte (7 giocatori in doppia cifra contro i Clippers stanotte). E’ un attacco che viaggia a velocità folli e ricorda quei Suns di D’Antoni in cui si tirava sempre nei primi secondi dell’azione. 

Per sostenere un attacco così frenetico Carlisle decide di sacrificare la difesa, che assomiglia a quella dell’All-Star Game. Non gli interessa se la squadra avversaria prenderà 100 tiri, tanto segneranno comunque meno punti. Questo stile di gioco è praticamente insostenibile sulle 82 partite, soprattutto se è il primo anno che lo fai in modo così estremo. Quindi un calo prestazionale è fisiologico.

Queste ultime 4 sconfitte sono comunque arrivate contro Milwaukee, Washington, Minnesota e Clippers, tutte squadre più forti, Wizards esclusi. I Bucks in questo momento sono difficilissimi da battere: Lillard sta trovando il suo ritmo e Giannis in quella partita ne ha segnati 64. Twolves e Clippers sono due squadre in forma smagliante e fortissime in difesa, quindi la nemesi di questi Pacers. Il problema è che nessuna di queste partite è stata realmente combattuta e che le difese stanno capendo come limitare Haliburton, che difatti ha avuto percentuali più basse negli ultimi incontri. 

Prima o poi doveva arrivare questo calo e non è un caso che sia arrivato proprio dopo la settimana in cui Indiana ha avuto le attenzioni di tutta la NBA su di sé. Le franchigie NBA hanno avuto modo di rendersi conto della minaccia costituita dai ragazzi di coach Carlisle e adesso stanno cercando il modo di arginarli. Questo non significa che d’ora in poi i Pacers perderanno tutte le partite, ma significa che le altre squadre li conoscono e che non sono più una sorpresa e che quindi anche loro dovranno trovare delle contromisure per tornare a scalare la classifica.

Los Angeles Lakers

Per i Lakers la situazione è ancora meno preoccupante. Negli ultimi anni abbiamo conosciuto sia il dottor Jekyll che il Mister Hyde dei gialloviola: quando conta i Lakers sono una squadra, quando conta meno sono un’altra squadra. Non è così stupefacente che abbiano vinto l’IST: tra le contender i Lakers sono quelli che hanno preso più seriamente questo torneo e  abbiamo visto l’estate scorsa che questa squadra quando fa sul serio può battere chiunque. Se ci aggiungi che buona parte delle contender ha giocato le partite del torneo come normali partite di regular season, le probabilità che LeBron e compagni portassero a casa il premio si alza a dismisura. 

Allo stesso modo non è sorprendente che abbiano più di qualche inciampo in Regular Season. Le squadre che vanno bene in stagione per poi crollare ai playoff sono solitamente squadre forti in attacco, ma deboli in difesa. I Lakers sono l’esatto opposto, infatti non ci si può aspettare che arrivino nelle prime posizioni della Conference. Anzi, nemmeno gli interessa  arrivare nelle prime posizioni, ma si accontenteranno dell’accesso diretto ai playoffs.

Nelle 5 partite dopo la finale di Las Vegas hanno perso contro Dallas, San Antonio e New York, tutte partite fattibili. Ora Los Angeles è ottava a Ovest e a 1.5 vittorie dalla sesta posizione, attualmente occupata dai Clippers. La Western Conference è molto competitiva quest’anno, quindi non sarà facile per i gialloviola entrare tra le prime 6. Questo periodo negativo compensa il grande sforzo che ha portato alla vittoria dell’IST, ma già da questa settimana i Lakers devono tornare a fare sul serio.

 

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