Draymond Green, bontà sua, ritiene di aver subito un torto nell’essere stato escluso dal pool di 41 giocatori dai quali verrano selezionati i 12 per Team USA alle Olimpiadi di Parigi 2024, e nell’ultima puntata del suo podcast ha chiamato in causa Grant Hill, capo di USA Basketball.
Hill aveva specificato che i problemi disciplinati e le sospensioni in cui Green è incappato negli ultimi due anni hanno giocato un ruolo nella decisione, ovvero quella di togliersi da subito il dubbio se convocarlo o meno anche nel gruppone dei 41.
“Hill? Sarebbe stato bello me lo avesse detto di persona. Soprattutto dato che poi lo hai reso pubblico, il perché” ha detto Draymond Green “Mi ha fatto male, si. Anche perché ero un grande fan di Grant Hill e comunque, se mai una chiamata dovesse arrivare io la valigia ce l’ho pronta per andare a giocare la mia terza Olimpiade. In quanto a Grant Hill, si sappia che io ho sempre detto che quando sono arrivato nella NBA, solo due personalità mi avevano colpito, una era Kobe Bryant e l’altra era Grant Hill“.
Parole che, al netto dell’orgoglio di un giocatore vincente e competitivo, non lasciano presagire chissà quali cambiamenti nell’atteggiamento di Draymond Green i cui problemi di indisciplina sono costati ai Golden State Warriors partite, grattacapi non richiesti e distrazioni extra. Solo in questa stagione Green ha accumulato due sospensioni per un totale di 21 partite saltate, e 3 espulsioni. Le due sospensioni si quest’anno sono arrivatebdopo due atti di aggressione a un avversario, prima la presa al collo alle spalle ai danni di Rudy Gobert durante una rissa contro i Minnesota Timberwolves, quindi un pugno al viso di Jusuf Nurkic dei Phoenix Suns durante una normale fase di gioco.

