Prenderà il via domani alle ore 21 la serie playoff che vede fronteggiarsi i Cleveland Cavaliers di LeBron James, seconda forza nella Eastern Conference, e la vera e propria sorpresa ad Est, i Boston Celtics, che grazie ad un’ottima seconda parte di stagione acciuffano il settimo posto e blindano la partecipazione alla post season dopo due stagioni di assenza. La prima sfida sarà alla Quick Loans Arena di Cleveland, alla luce del fatto che la franchigia allenata da David Blatt, grazie al miglior piazzamento in classifica, ha il fattore campo dalla propria parte.
#2 Cleveland Cavaliers:
La stagione dei Cavs è cominciata in sordina, condizionata da vari infortuni ed una chimica di squadra non proprio perfetta: la conseguenza è stata una prima parte di stagione nelle ultime posizioni disponibili per i playoff per la squadra di LeBron James, che appunto nel primo spicchio di stagione si è dovuto fermare al cospetto di uno dei rari infortuni in cui è incappato nella sua carriera. L’assenza del numero #23 si è fatta sentire, e il solo Kevin Love coadiuvato da Kyrie Irving non si sono mostrati all’altezza della situazione, collezionando una striscia negativa nel periodo di fermo di James. Con il rientro dell’ala nativa di Akron ed il successivo arrivo del centro Timofey Mozgov, cestista russo ex Nuggets approdato alla corte di coach Blatt per far fronte all’infortunio accorso a Varejao (fuori tutta la stagione), le cose si sono messe decisamente meglio: dopo l’All-Star Game LeBron e compagni hanno inanellato una serie incredibile di vittorie, trasformandosi in un vero e proprio carro armato e riuscendo così ad agguantare il secondo posto finale.
I Cavs possono contare sulla presenza a roster di tre star di primo livello, la PG Kyrie Irving, il figliol prodigo LeBron James nello spot di SF, e Kevin Love, arrivato in Ohio la scorsa estate dai Timberwolves, nello spot di power forward. A completare il quintetto J.R. Smith, SG arrivata prima della trade deadline dai Knicks e appunto il russo Mozgov, l’ultimo tassello aggiunto dai Cavs, centro dalle spiccate doti difensive. David Blatt ed i suoi ragazzi sono tra le favorite al titolo e possono contare su giocatori offensivamente molto validi, ma anche su dei buonissimi difensori: su tutti i punti di LeBron James e Kevin Love, utilizzato molto da tiratore oltre l’arco dei tre punti nel sistema dei Cavs, ed il contributo difensivo di Mozgov saranno fondamentali. Un ruolo di prim’ordine sarà anche quello giocato dalla panchina, ricca di tiratori: James Jones e Mike Miller rappresentano le maggiori minacce nella ben assortita panchina dei Cavs.
TEAM LEADERS:
LeBron James 25.3 PPG,
Kevin Love 9.7 RPG,
LeBron James 7.4 APG,
LeBron James 1.6 SPG.
Timofey Mozgov 1.2 BPG
#7 Boston Celtics:
La franchigia allenata da Brad Stevens ha disputato una stagione che, nel complesso, si è rivelata ben al di sopra delle aspettative: la prima parte di stagione è stata caratterizzata da un’enorme difficoltà a gestire i finali di partita, nonostante la presenza a roster di ottimi nomi come Rajon Rondo e Jeff Green, la franchigia biancoverde nel primo spicchio di stagione (precedente all’ All-Star Game) ha sofferto molto i quarti quarti di quasi tutte le gare, subendo parziali a volte imbarazzanti e gettando via così molte potenziali vittorie. Prima della trade deadline, però si è assistito all’addio dei pezzi da novanta del team, quel Rajon Rondo che era stato eletto capitano giusto la stagione prima e l’ala Jeff Green: da lì il roster ha subito vari cambiamenti, dando il definitivo benvenuto a Jae Crowder, ormai diventato un pezzo fondamentale della panchina dei Celtics. L’ultimo giorno disponibile per gli scambi, due colpi al fotofinish di Ainge hanno portato Isaiah Thomas da Phoenix a Boston in cambio di Thornton ed una pick, oltre a Jonas Jerebko e Gigi Datome dai Pistons in cambio, appunto, di Prince. Con l’addio delle uniche due “star” il roster dei Celtics si è compattato e stabilizzato, e coach Stevens ha finalmente definito le rotazioni in campo: dopo l’All-Star Game la stagione dei C’s è più che positiva, il problema della gestione dei finali di partita non si è più fatto sentire e, al contrario, sono spesso arrivate vittorie al fotofinish figlie di un’atteggiamento di squadra ottimo, a dimostrazione che questa è una squadra che non molla mai, nemmeno nelle gare più ostiche. In tutto questo però, una nota negativa: l’infortunio da stress al piede per Jared Sullinger, costretto a saltare quasi tutta la regular season dopo l’All-Star Game, ma prontamente recuperato per la postseason: rimane da vedere quale sarà il minutaggio per la PF numero #7.
Dalla loro i Celtics possono contare “solamente” sulla poca pressione: la serie con i Cavs è, sulla carta, proibitiva ma è sotto gli occhi di tutti che la partecipazione ai playoff per un team in ricostruzione e così giovane sia già un premio
agli sforzi compiuti. Il principale punto di forza di questa franchigia è il reparto guardie, veramente molto ben assortito: al back court di partenza molto difensivo formato da Marcus Smart, rookie di scuola Oklahoma State, ed Avery Bradley si aggiunge Isaiah Thomas, ottimo sesto uomo capace di andare più volte abbondantemente sopra i 20 punti a partita. Il vero punto debole invece è la fase difensiva, soprattutto sul perimetro: i Celtics hanno spesso buttato al vento molte partite nel secondo tempo, quando le franchigie superiori tecnicamente hanno alzato i ritmi di gioco, e questo potrebbe essere determinante ai fini della serie.
TEAM LEADERS:
Isaiah Thomas 19.0 PPG,
Jared Sullinger 7.6 RPG,
Evan Turner 5.5 APG,
Marcus Smart 1.5 SPG,
Jared Sullinger 0.7 BPG
La serie:
La serie vede nettamente favoriti i Cleveland Cavaliers, probabilmente in 4-6 gare al massimo, ma attenzione alle sorprese: la banda di coach Stevens potrà giocarsela senza particolari pressioni, mentre la franchigia dell’Ohio, alla luce anche dei grossi nomi a roster, non può permettersi di sbagliare. Il duello principale sarà quello tra LeBron James ed il suo diretto marcatore, probabilmente Evan Turner, ala ex Sixers. Altri duelli cruciali saranno quelli tra Irving e Bradley, che dovrà limitare al massimo l’estro della PG dei Cavs se vorrà dare ai suoi C’s una fievole speranza. Ultimo duello da tenere d’occhio sarà quello tra Kevin Love, molto forte in attacco ma non altrettanto in difesa, e Brandon Bass, PF molto esperta che fa della difesa e del jump shot dalla media il suo pane quotidiano.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

