Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatMiami Heat, le pagelle di fine stagione: tra infortuni e sfortuna l’obiettivo Playoffs è sfumato

Miami Heat, le pagelle di fine stagione: tra infortuni e sfortuna l’obiettivo Playoffs è sfumato

di Mario Tomaino

Dopo aver trascorso gli ultimi quattro anni come principale contendente al titolo, complice anche la presenza di un certo LeBron James, la franchigia di South Beach ha dovuto fare i conti con un drastico calo prestazionale nel corso dell’ultima stagione.
Infortuni di entità più o meno grave, la partenza del ‘Prescelto‘ ed un inspiegabile approccio durante i terzi periodi, hanno influenzato in maniera notevole la stagione dei Miami Heat, impedendo alla squadra l’approdo ai Playoffs.
La redazione di NbaPassion e, in particolare, coloro i quali hanno seguito maggiormente la franchigia della Florida, hanno stilato un proprio parere circa la stagione dei protagonisti in campo, con tanto di voti annessi:

 

Mario Chalmers – STATS (10.2 PPG, 2.6 RPG, 3.8 APG)

Mario Basta. Rio sembra ormai essere arrivato al capolinea. Dopo il calo della passata stagione, anche quest’anno non ha entusiasmato. Prova a fare tutto ma in fin dei conti non fa bene quasi nulla. L’esperimento come sesto uomo non sembra averlo rigenerato e i tifosi ormai hanno perso la pazienza con lui. ANELLO MANCANTE – Voto: 5,5

Teto – La sua stagione è probabilmente uno dei punti più bassi di sempre in casacca Heat: Chalmers è apparso discontinuo. Chiamato al duro compito di tenere le redini in ottica playmaking, vi riesce solo in minima parte, risultando estremamente più versatile quando impiegato dalla panchina. L’arrivo di Dragic, oltre che privarlo del suo originale ruolo, ha destabilizzato le posizioni all’interno della gerarchia del team. Non è da escludere un possibile approdo verso altri lidi quest’estate. ALTALENTANTE VOTO: 5

Leonardo – Diciamola tutta, a Miami sono stanchi di Mario Chalmers. Ancora una volta una stagione incostante, anche nel nuovo ruolo di sesto uomo. Il ragazzo non ha grandi qualità ne offensive né difensive; sa fare un po’ di tutto, ma niente veramente bene. Se deve finalizzare il lavoro di qualcun altro (leggi LeBron) può starci, ma guai a dargli troppe responsabilità. ONDIVAGO Voto: 5+

Mattia – Rio in una stagione completamente nuova per lui, dove viene utilizzato da sesto uomo, è piu incostante della Borsa di New York. Una partita entra e fa 6/6 dal campo con 5 rimbalzi e 4 assist; la partita dopo magari fa 1/8 e 4 palle perse. Ormai non è più affidabile, qualora lo sia mai stato e, nonostante possa essere un simbolo degli Heat, forse il suo ciclo in Florida è finito. INAFFIDABILE. VOTO: 5,5

 

 

Norris Cole – STATS (6.3 PPG, 2.3 RPG, 3.5 APG)

MarioCon il netto calo di Chalmers, gli è stata data l’opportunità di poter mettersi in mostra da titolare. Dopo qualche lampo che ha fatto ben sperare, il suo declino è stato evidente; impalpabile la sua presenza sul parquet. L’addio durante la “trade-deadline” è stata la mossa più giusta per lui e per i Miami Heat. INSODDISFACENTE – Voto: 4,5

Teto Le premesse erano buone, l’avvio di stagione pure, i presupposti per far bene c’erano tutti. Così non è stato nel proseguo della stagione e Cole ha iniziato a collezionare prestazioni non all’altezza e peggio, a causa di ciò è stato spedito in Lousianna a Febbraio. DELUSIONE – VOTO: 4

LeonardoLo ammetto, ci puntavo molto ad inizio stagione. Mai errore fu più grande. Ha giocato una stagione veramente di basso livello, dove sono venute fuori tutte le sue lacune al tiro e nel playmaking (non che non si sapesse già). La mossa migliore dell’anno? Fare le valigie per New Orleans in cambio di Dragic. LIMITATO – Voto: 4

Mattia – Per la prima volta in carriera è il playmaker titolare della squadra e da lui sia Spoelstra che Riley si aspettano moltissimo. L’avvio è molto positivo, salvo poi perdersi ed essere spedito in panchina fino a quando non viene trasferito ai Pelicans, nella trade che porta Goran Dragic a South Beach. INESISTENTE – VOTO: 4,5

 

 

Goran Dragic – STATS (16.3 PPG, 3.5 RPG, 4.5 APG)

MarioArrivato in pompa magna dopo una grande trade imbastita da Pat Riley, Dragic doveva dare la svolta al gioco degli Heat. Peccato che a causa di un apporto al di sotto delle vere aspettative, il gioco degli Heat è rimasto sempre molto statico, con lo sloveno incapace di fare la differenza. BENE MA NON BENISSIMO. Voto: 6

Teto: Giunto alla corte di Spoelstra in modo quasi inaspettato, Goran avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della rinascita. L’impatto generale dello sloveno è stato buono, ma era lecito aspettarsi qualcosa in più: limitato da problemi alla schiena e da una continuità altalenante, non riesce ad esprimere in toto le proprie innegabili qualità di regista e di scorer viste in Arizona. Il feeling con i nuovi compagni di squadra è fin da subito ottimale, l’intesa non da meno anche se ha probabilmente risentito dei soli 3 mesi a disposizione nella nuova squadra. TEMPERATO – VOTO: 7

LeonardoGran mossa di Riley, prenderlo dando via veramente poco. Giocatore che mi piace tantissimo, non più così giovane, ma rifirmarlo è una priorità. Con lui a guidare le operazioni e un po’ di fortuna (leggi meno infortuni), l’anno prossimo ci si potrà divertire. ESALTANTE Voto: 7+

Mattia – E’ il grande colpo di Riley al fotofinish del mercato e in quintetto con Wade e Bosh è pronto a fare faville. Come non detto: il giorno dopo il suo arrivo, Bosh viene colpito da un’embolia polmonare che lo tiene fuori tutta la stagione. Il ragazzo comunque non si comporta affatto male, tutti i tifosi Heat sperano nella sua rifirma a fine stagione in modo tale da avere un quintetto spaziale. Ma ha chiesto il massimo salariale e Riley non pare intenzionato a darglielo. Vedremo come finirà la vicenda. MASSIMO SALARIALE A CHI? – VOTO: 7-

 

 

Shabazz Napier – STATS (5.1 PPG, 2.2 RPG, 2.5 APG)

MarioSballottato dagli Heat alla D-League tante volte quanto bastano per farlo ammattire, il giovane rookie da UCONN ha una buona tecnica di base ma deve ancora crescere e parecchio, specie nella struttura fisica, ancora troppo sottosviluppata per gli standard NBA. GREZZO – Voto: 5

Teto – Il rookie fortemente voluto da James dimostra essere non ancora all’altezza del panorama professionistico: in rari frangenti ammalia per padronanza di gioco, ma il resto a stento raggiunge la mediocrità, tra viaggi in D-League e sedute in panchina prolungate.  RIMANDATO – VOTO: 5

Leonardo Ad inizio stagione mi aveva davvero stupito, guadagnandosi tanti minuti, soprattutto nei quarti periodi. Poi, poco a poco, è finito fuori dalle rotazioni, a causa degli evidenti limiti difensivi. Potrà crescere senza pressioni anche l’anno prossimo, ma temo davvero che abbiamo sprecato una scelta nello scorso Draft. BUST? Voto: 5,5

Mattia – Il talento di Uconn arriva a Miami da eterna promessa ma, tranne il gioco di prestigio che fa al Barclays Center, viene notato per poco altro. Non riesce mai a convincere definitivamente la dirigenza Heat e probabilmente a fine stagione potrebbe essere scambiato anche se sarà difficile trovare una squadra a lui interessata. IMMATURO – VOTO: 4

 

 

Dwyane Wade – STATS (21.5 PPG, 3.5 RPG, 4.8 APG)

MarioSemplicemente un instancabile condottiero. Si accolla come sempre il peso di provare a postare i suoi Heat ai Playoffs; obiettivo non riuscito ma la colpa non è assolutamente sua. Nonostante i soliti problemi alle ginocchia, nonostante le gravi assenze, Flash è sempre sul pezzo, regalando ai tifosi prestazioni di assoluta classe e talento. ORGOGLIOSO – Voto: 8,5

TetoL’elemento del roster più rilevante ai fini del rendimento dello stesso. Con 33 primavere alle spalle, il prodotto di Marquette sembra vivere una seconda giovinezza, complice la dipartita di James ed il trattamento alle ginocchia andato a buon fine. Soffre a tratti le “crisi del terzo periodo” tanto familiari agli Heat e, nonostante gli infotuni che gli impediscono di prendere parte all’All-Star Game, si carica la squadra sulle spalle a causa dell’assenza di Bosh. INDISPENSABILE – VOTO: 8,5

Leonardo Stagione superba del capitano, a tratti quasi eroica. Mi fermo qui, per non sfociare nella divinizzazione del personaggio. Dico solo che la coppia che forma con Dragic mi intriga e non poco. LEADER – Voto: 7,5

MattiaDoveva tornare il trascinatore della squadra dopo l’addio di Lebron James e, non disdegna affatto, nonostante le ginocchia non gli diano pace. Nel momento clou della stagione sfodera prestazioni monumentali, tali da ricordare il Flash versione 2006. Peccato per l’erroraccio a Detroit che porta alla sconfitta gli Heat, in una partita che sarebbe stata il crocevia per accedere ai playoffs. IMMORTALE – Voto 8

 

 

Tyler Johnson – STATS (5.9 PPG, 2.5 RPG, 1.3 APG)

MarioUna piccola, piacevole sorpresa. Dopo una prima parte di stagione passata in D-League, il buon Tyler, favorito dai molti infortuni che hanno colpito il roster, ha avuto l’opportunità di mettersi in mostra, dando prova di buona tenacia e numeri interessanti, come quelli messi insieme contro i Kings (26 punti) e i Suns (24 punti).  BUON PROSPETTO – Voto: 6,5

Teto Dimostrazione lampante di quanto, impegno e duro lavoro, danno i rispettivi frutti: arrivato più in sordina di Whiteside, dimostra energia incredibile oltre che palpabile combattività, specie nei frangenti più bui. TENACEVOTO: 6.5

LeonardoIn preseason non mi aveva fatto una buona impressione, ed era infatti stato mandato in D-League. Richiamato in prima squadra è sembrato completamente un altro giocatore: non solo atletismo, ma anche energia e tiro da fuori (poi scemato verso fine stagione). Non ha tantissimo upside, ma dalla panchina può far bene.  SOLIDO – Voto: 6,5

Mattia -Pescato dalla D-League, parte in sordina. Fortuna sua vuole che pian piano gli infortuni colpiscano quasi tutti e si ritrovi a giocare anche 25-30 minuti. Lotta come un leone e ha una buonissima mano da 3 punti. Il prossimo anno può giocarsela alla grande con i compagni per un minutaggio sempre più importante. GUERRIERO. VOTO 7

 

 

Shawne Williams – STATS (6.6 PPG, 3.2 RPG, 0.8 APG)

MarioPartito alla grande con la fiducia di Spoelstra alle spalle, Williams sembrava essere una interessante soluzione offensiva specie dall’arco. Poi il calo, i dubbi sul suo rendimento e l’addio ufficializzato a Febbraio, passando prima per NOLA, fermandosi poi ai Pistons. OGGETTO MISTERIOSO – Voto: 5

Teto L’avvio di stagione lascia presagire che si trattasse di un innesto piuttosto solido e capace. Si adatta in modo rapido allo stile di gioco dei propri compagni, risultanto essere un tiratore decisamente pericoloso da 3 punti, specialmente quando riceve palla dagli scarichi. Finirà per essere impiegato sempre meno venendo successivamente spedito altrove. NON RILEVATOVOTO: 4

LeonardoAnche lui partito fortissimo, finito poi fuori dalle rotazioni per problemi difensivi. Il suo tiro da 3 ci sarebbe servito molto, ma per Dragic questo ed altro, anche se mi sarebbe piaciuto vederlo ancora in maglia Heat. VIAGGIATORE – Voto: 6

MattiaParte titolare in quintetto per le prime partite ed è una sorpresa per tutto lo staff tecnico: come gli lasciano spazio colpisce puntualmente da 3 punti. Quando è in quintetto insieme a Bosh, permette di aprire il campo per le penetrazioni di Wade. Purtroppo anche lui sparisce alla lunga dalle rotazioni e viene spedito ai Pelicans insieme a Cole. DISCONTINUO – VOTO: 6

 

 

Luol Deng – STATS ( 14 PPG, 5.2 RPG, 1.9 APG)

MarioA lui è spettato l’ingrato compito di sostituire la pesante partenza di LBJ, ma Deng non gli ha mai dato tanto peso, forse. Ad ogni modo, il senegalese ha dato il contributo che tutti si aspettavano, difendendo bene e attacco il canestro con buona frequenza. COSTANTE. Voto: 6+

Teto – Chiamato al duro compito di colmare il vuoto lasciato dalla partenza di LeBron James, mostra da subito qualità a lui note: eccellenza difensiva, tiro affidabile e buona costanza in generale. Pur non realizzando prestazioni esorbitanti, la stagione di Deng a South Beach è stata piuttosto soddisfacente. Il suo impegno e la sua professionalità, gli faranno guadagnare (contratto permettendo) nuovamente il posto da titolare. SOLIDO – VOTO: 7

Leonardo –  Se giocasse tutte le volte contro i Cavs, sarebbe un Top 3 nella Lega. Purtroppo, però, ci sono anche altre 78 partite, nelle quali alterna grandissime prestazioni a uscite deludenti. Giocatore perfetto per fare da comprimario, meno se deve essere la stella. UTILE – Voto: 6+

MattiaChiamato a sostituire il ‘Re’, è una presenza costante sia in attacco che in difesa. E’ l’ago della bilancia per gli schemi di Spoelstra e risponde presente. Chiaro che non ha il talento e la stoffa del Re, ma in certe occasioni non lo fa rimpiangere. Ottima scelta quella di Riley, sperando che l’anno prossimo sfrutti la player-option altrimenti per Miami son dolori. COSTANTE – VOTO 7,5

 

 

Danny Granger – STATS (6.3 PPG, 2.7 RPG, 0.6 APG)

MarioLa speranza era quella di vederlo ai livelli di Indiana ma la sua stagione è stata davvero anonima. Spesso ignorato dai compagni, lo si poteva ammirar girovagare da una parte all’altra del campo senza toccare un pallone, aspettando uno scarico sul lato debole che non arriverà. Una liberazione averlo dato ai Suns. ANONIMO – Voto: 4,5

TetoApprodato a South Beach in veste di aiuto dalla panchina, l’impatto di Granger non si discosterà molto da ciò che ci attendeva. Salvo una manciata di prodezze nel mese di Gennaio, si smarrisce tra le rotazioni di coach Spoelstra e, poco più tardi, farà le valigie. OMBRA – Voto: 4
Leonardo L’ex Pacers ha fallito anche il terzo (e forse ultimo) tentativo di tornare ad essere un giocatore NBA. Mai stato rapidissmo, quest’anno è sembrato spesso sulle gambe (tanti tiri finiti sul primo ferro indicano proprio stanchezza), pur non avendo mai giocato molto. VAI A FARE “DANNY DA QUALCHE ALTRA PARTE – Voto: 5-
Mattia – E’ la riserva di Deng, e se tornasse quello di Indiana, sarebbe un’ottima risorsa. Peccato che quei tempi siano passati anche per lui e ormai è un giocatore finito, nonostante abbia sempre un enorme talento. NON SI VIVE DI RICORDI – VOTO: 5
Michael Beasley -STATS (8.8 PPG, 3.7 RPG, 1.8 APG)
MarioArrivato come sostituto di Bosh, il figliol prodigo ha saputo apportare una discreta quantità di punti agli Heat grazie alla sua tecnica innata, peccato che, la difesa è quella che è ma, pensando al suo vero talento, le sue prestazioni non sono state niente di eccezionale tutto sommato.MEDIOCRE – Voto 5
Teto Discorso quasi inverso rispetto a quello per Johson, qui il talento abbonda, ma è a livello mentale che non tutto va come dovrebbe.Parliamoci chiaro: B-Easy pare abbia fatto tesoro dell’ultima possibilità di approdo in NBA, dimostrandosi un ottimo gragario, capace di difendere in modo costante e realizzare punti egregiamente, peccato per una continuità non invidiabile.  (QUASI) REDENTO – VOTO: 6.5
Leonardo“no, ti prego” è stato quello che ho pensato quando si parlava di un suo possibile (ri)ritorno a South Beach. E invece si. Anche quest’anno ci siamo rifatti gli occhi (…) grazie alle decine di inutili long two e alle eccellenti difese (…) sul pick and roll. Andare UNA volta in post, brutto eh? Via, subito.INGUARDABILE – Voto: 4

Mattia – Richiamato dalla Cina per sostituire Bosh, si appresta ad affrontare la terza avventura in maglia Heat. Gli si chiede di essere quantomeno con la testa sulle spalle e di impegnarsi in difesa. Il ragazzo dimostra di aver capito e si sacrifica più volte giocando anche Pivot nei momenti di emergenza. Rimane però troppo discontinuo e non so quanto possa essere utile alla causa Heat per il prossimo anno. LIMITATO –  VOTO: 6-

 

 

James Ennis – STATS (5 PPG, 2.8 RPG, 0.8 APG)

MarioIl nome è uguale a quello del James partito in estate, peccato che la sostanza non sia la stessa. Dopo una buona Pre-Season che faceva ben sperare Miami, l’inizio della Regular ha fatto crollare il castello di sabbia: Ennis non è pronto per giocare ad alti livelli. La soddisfazione (magra), però, di aver avuto il riconoscimento della miglior schiacciata della stagione. RIMANDATO – Voto: 5

Teto Altro giovane a disposizione della squadra, quando è impiegato in campo, seppur in maniera ridotta, fa ciò che gli viene chiesto: dotato di un buon tiro, atletismo spaventoso e buone qualità generali, specialmente sul finire di stagione. POCO MATURO – VOTO: 6

LeonardoPartito fortissimo (chi non ricorda la schiacciata contro Rasual Butler dell’opening night?), si è spento alla distanza, palesando lacune nel trattamento di palla e al tiro da fuori. Ha dichiarato che in estate lavorerà molto per migliorare. Mi piace. PROSPETTO Voto: 5+

MattiaL’altro rookie si presenta con una schiacciata pazzesca che fa restare tutti gli spettatori dell’AAA a bocca aperta. Esce dalle rotazioni di Spoesltra, per poi rientrare nella parte clou, trovandosi a meraviglia con Goran Dragic. Può essere un’ottima riserva per la prossima stagione, visto il potenziale miglioramento che può avere. PROMESSA. VOTO: 6,5

 

 

Chris Bosh – STATS (21.1 PPG, 7 RPG, 3.1 APG)

MarioColonna portante del progetto post-James insieme a Wade, Bosh ha dato prova di sapere ancora essere la prima (o al limite seconda) donna del roster, trascinando i suoi com ai tempi dei Raptors. Peccato per l’infortunio patito a metà stagione, sarebbe stato un fattore importante nella corsa ai Playoffs. GRAVE PERDITA. Voto: 7,5

TetoTra gli uomini più importanti a disposizione di coach Spoelstra, nella prima fase di Regular Season mette in mostra tanta qualità e solidità nella metà campo difensiva quanto in quella offensiva. Quando tutto sembrava dovesse andare per il verso giusto grazie al colpo di mercato ‘Rileyano’, un dannato embolo polmomare lo costringe ad abbandonare la stagione, resta fermo a sole 44 partite giocate. SFORTUNATO – VOTO: 7.5

LeonardoIn una stagione in cui lo aspettavano tutti al guado per urlargli in faccia che non era più una superstar, secondo me se l’è cavata più che bene. Peccato non averlo mai visto con Dragic, a causa dell’infortunio che ha ci precluso i Playoffs e una possibile serie contro i Cavs in cui avremmo visto i veri rapporti tra James e le sue (ormai) ex truppe d’assalto. SFORTUNATO – Voto: 7

MattiaAnche lui dopo la partenza del Prescelto doveva acquisire un ruolo di maggiore rilievo nell’attacco Heat e così sarà risultando decisivo più volte ma non essendo mai un vero e proprio trascinatore. La domanda che sorge spontanea è: ma vale davvero la pena dargli il massimo salariale? A questa domanda purtroppo non possiamo rispondere. Viene colpito da un’embolia polmonare il giorno dopo l’arrivo di Dragic, è vivo per miracolo e sicuramente pronto a rifarsi nella prossima stagione. BENE MA NON BENISSIMO – Voto 7+

 

 

Hassan Whiteside – STATS (11.8 PPG, 10.1 RPG, 0.1 APG)

Mario – La sorpresa della stagione dei Miami Heat ha un solo nome: Hassan Whiteside. Il lungo che per tanto tempo ha girovagato senza meta, finalmente sembra aver effettuato il salto di qualità che gli ha consentito di giocare ad alti livelli per tutta la stagione, eccezzion fatta per l’ultima parte di stagione dove, finito l’effetto sorpresa, è leggermente calato. JOLLY – Voto: 7+

Teto – Bob Cousy lo ha paragonato niente meno che a Bill Russell, alcuni invece a Zo Mourning o Shaq, parliamo di Hassan Whiteside. Dopo aver girato il mondo in stile marcopoliano, approda in Florida pronto ad essere etichettato come ennesimo bidone: sbagliato. Dotato di atletismo e velocità tipiche di un 4, il “bambinone” di Miami ha rapidamente silenziato gli scettici a suon di mostruose stoppate, schiacciate brutali, difesa perimetrale asfissiante e capacità di rimbalzo non comuni. Ha rappresentato la vera e propria sorpresa in ambito Heat. TENTACOLARE – VOTO: 8

Leonardo Il diamante grezzo pescato dal mago Pat è stata la nota più lieta della stagione, senza dubbio. Già in doppia doppia quest’anno, vanno limati molti aspetti, sia tecnici (oltre alle stoppate, in difesa fa ben poco) e caratteriali (un po’ troppo egoista e “focoso”). Ma ha grandi margini e l’ambiente è quello giusto per crescere. FUTURIBILE Voto: 7,5

Mattia  – E’ l’ennesimo colpaccio di Riley: pescato dalla D-League, da eterno sconosciuto ci mette pochissimo ad entrare nel cuore di South Beach sfoderando prestazioni complete con punti, rimbalzi e stoppate risultando piuttosto dominante. Degna di nota la tripla doppia contro i Chicago Bulls, dove ha messo a segno 14 punti 13 rimbalzi e 12 stoppate: roba da urlo. Se riesce a evitare scatti di ira può diventare davvero il nuovo Shaq. SHAQALONZO – VOTO: 8

 

 

Udonis Haslem – STATS (4.2 PPG, 4.2 RPG, 0.7 APG)

MarioC’è poco da dire sul suo conto: il cuore e l’anima di questi Miami Heat. Partito da gregario, le tante assenze hanno reso Haslem un titolare a tutti gli effetti e, il suo carisma e il suo amore per la franchigia, gli consentono di dare il massimo per gli Heat in ogni circostanza. CUORE E ANIMA – Voto: 7

Teto – UD non si risparmia mai: viene utilizzato persino come centro all’interno di uno dei tanti stravolgimenti attuati da Spoelstea durante la stagione e, quando più si ha bisogno di lui, tira fuori gli attributi. Indispensabile quando 3/4 di roster non è disponibile, dimostra incredibile cuore e tenacia, nonostante le numerose primavere alle spalle. COMBATTENTE – VOTO: 7

LeonardoIl Capitano non si discute, si ama. Giocatore letteralmente finito da almeno due anni, eppure quando serve tira sempre fuori gli attributi e trova un modo di aiutare questa squadra. Ha giocato partite con infiltrazioni, sul dolore, con infortuni vari, senza mai arrendersi. Uno per cui vale la pena tifare Miami. LEADER (parte 2) – Voto: 6+

MattiaIl capitano degli Heat, si prepara a vivere l’ennesima stagione da gregario ma, gli infortuni patiti in stagione, lo costringono a fare gli straordinari e in certe circostanze, essere addirittura il Pivot titolare. Ma lui, da lottatore baluardo e con un cuore grosso come l’AAArena, risponde sempre presente portando a termine la stagione in maniera eccezionale. ETERNO – VOTO: 7,5

 

 

Chris Andersen – STATS (5.3 PPG, 5 RPG, 0.7 APG)

Mario – Semplicemente Birdman. Riesce a contribuire come sempre alla causa, con la solita intensità difensiva e qualche stoppata in faccia all’avversario che non fa mai male, addirittura qualche (rara) tripla. L’età avanza per tutti e lui non fa eccezione, nonostante ciò, in campo è uno di quelli che mette tutto quello che ha. TOSTO – Voto: 6,5

Teto Emblema carismatico della franchigia tanto quanto la signorina con la torcia sulle rive dell’Hudson a New York, il vetusto Birdman fa ciò che può sul parquet nonostante gli infortuni, aiutando i compagni sotto le plancie dando manforte come solo lui sa fare.  IDOLO – VOTO: 6.5

LeonardoSolo amore per Birdman. Anche quest’anno, con 36 primavere sulle spalle, ha giocato un’ottima stagione, confermandosi come ottimo rincalzo dalla panchina. E attenzione, perché sta lavorando sul tiro da 3… INOSSIDABILE – Voto: 7-

MattiaIl celebre Birdman, in una stagione tormentata dagli infortuni, fa la sua parte quando vede il campo non fornendo mai prestazioni strabilianti, ma nella norma come sempre ha fatto in carriera. Purtroppo gli anni passano anche per lui e probabilmente il prossimo sarà l’ultimo in Nba, prima di appendere le famose scarpe al chiodo. GLI ANNI PASSANO PER TUTTI – VOTO: 6

 

 

Josh McRoberts, Justin Hamilton, Henry Walker, Zoran Dragic, Andre Dawkins, Shannon Brown:

Mario, Teto, Leonardo, Mattia – Per loro il contagocce è stato l’unico amico avuto in stagione. Tra infortuni e scelte tecniche di Spoelstra, il campo è stato visto con il binocolo. Caso a parte per McRoberts, invece: dopo i tanti problemi fisici patiti, il prossimo anno potrà avere un’altra chance quasi certamente. ANONIMI – Voto: S.V.

 

 

Coach Erik Spoelstra

MarioDoveva essere il valore aggiunto di questi Heat, dalla sua mente sarebbero dovuti nascere nuovi schemi affinchè Miami potesse sopperire la partenza di James e invece niente di tutto ciò. Impossibile pensare di poter giocare come fatto fino alla passata stagione con questo roster. Fa quello che può quando l’emergenza infortuni colpisce il team. ASSENTE INGIUSTIFICATO – VOTO: 6–

TetoL’ultimo a lasciare il vascello che affonda assieme a Wade, trovatosi dinnanzi infortuni e problemi di ogni sorta, fa il possibile per tenere la squadra in piedi, arrivando ad assemblare ben 30 variazioni di quintetto differente in 82 match. SAPIENTE – VOTO: 7

Leonardo – Sempre al centro di tante critiche (spesso troppo severe), il coach filippino si è ritrovato senza le certezze degli anni passati e con una squadra incerottata oltre i limiti della decenza. Secondo me ne capisce molto più di quanto non gli venga accreditato da questa parte dell’Atlantico. PARAFULMINE – Voto: 6-

MattiaNell’anno dell’addio di Lebron James, deve dimostrare a tutta l’America di essere un allenatore valido. L’inizio è convincente, peccato per gli infortuni che spezzano la squadra a metà, ma lui è l’ultimo ad arrendersi ed a prendersi le proprie responsabilità qualora le avesse. Purtroppo a parlare alla fine è il campo, e il non raggiungimento dei Playoffs pesa come un macigno. SFORTUNATO. VOTO: 7+

 

 

Pat Riley

Mario – Il fulcro di tutto ciò che gira attorno ai Miami Heat. Nonostante la dolorosa partenza di LeBron James, Pat allestisce un roster di tutto rispetto con gente funzionale; a Febbraio è ‘Riley Show’ con il botto Dragic ma le sue fatiche e le sue invenzioni in chiave mercato non bastano a portare Miami ai Playoffs. THE BOSS – Voto: 9

TetoSaggio, deciso, scaltro ed imprescindibile per la squadra, Riley è il GM che ogni franchigia desiderebbe avere con sé. Attua colpi di mercato impensabili ed è capace di sostenere la squadra con grande energia. – L’UOMO IN PIU’ – VOTO: 8

Leonardo – Altra stagione e altra magata di Pat, che ci regala Dragic per pochi spiccioli (ora però va rifirmato). Le critiche per il contratto di Bosh ci possono stare, ma con l’innalzamento del cap che verrà realizzato nei prossimi anni, non c’è da scandalizzarsi. Pat Riley ha sempre un piano. GENIO – Voto: 7

MattiaFino a quando sarà a capo degli Heat, a Miami arriveranno sempre grandissimi giocatori visto il prestigio che possiede. E’ protagonista del colpo Whiteside-Dragic, ma dovrà trovare un accordo con quest’ultimo, per dare un senso alla trade di Febbraio. IN PAT WE TRUST. VOTO: 10

 

 

Per NbaPassion,
Mario Tomaino, Matteo Ceneri, Leonardo Zeppieri, Mattia Picchi

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