Chicago, Illinois. Si è appena concluso il secondo giorno del Draft Combine NBA e i “dirigenti” degli Orlando Magic stanno lavorando a pieno regime in vista del Draft che ci sarà alla fine di giugno, in attesa della Lottery di martedi quando scopriremo l’ordine ufficiale di scelta. Ma c’è un altro componente dei Magic presente a Chicago, è Tobias Harris, che in un’intervista a SNY.tv ed al The Knicks Blog ha parlato della sua futura free agency. “Sì, sarà molto eccitante,” ha riferito l’ala, “ogni volta che sei free agent è eccitante. Ci sono un sacco di buoni giocatori che saranno free agent con me e sarà molto divertente vedere dove questi ragazzi andranno a giocare. Sarà bello e interessante vedere la mia situazione come si evolverà.” Alla domanda su un suo ritorno al Madison Square Garden, Harris ha riferito “Vedremo. La free agency non inizierà fino a Luglio, solo li sarò in grado di discutere di questo. Per ora mi limito a lavorare per cercare di migliorarmi e le cose andranno come dovranno. Tu non puoi sapere cosa potrebbe succedere ma allo stesso tempo io sono restricted free agent quindi non dipenderà soltanto da me.” E’ ovvio che c’è molta pressione da parte dei giornalisti di New York su Tobias Harris, è un obiettivo dei Knicks e non lo nascondono neanche troppo. Sarà anche questo un nodo da sciogliere da parte dei Magic che nel frattempo stanno proseguendo l’avvicinamento al Draft osservando ed intervistando i futuri giocatori NBA presenti a Chicago.
La NBA permette di parlare per 30 minuti con ognuno dei 18 giocatori presenti a Chicago, ma questo non significa certo che ogni squadra è obbligata a parlare con tutti. La prima sorpresa è stata la scelta di non “intervistare” alcuni giocatori che sembravano, invece, essere sul taccuino dei Magic durante la stagione collegiale. Il primo è Stanley Johnson, ragazzo molto spesso accostato ai Magic per le sue indiscusse doti di tiratore e di mentalità difensiva. In stagione, il ragazzo di Arizona, ha ottenuto 13,8 punti di media con il 44,6% al tiro. Nelle misurazioni ufficiali effettuate al Combine, Johnson ha fatto registrare 199 cm di altezza con 212 cm di “apertura alare”. Il peso è di 110 kg con il 7,5% di grasso corporeo. Le doti fisiche non sembrano certo un problema e avrà una possibilità di farsi notare nella prova individuale, vista la sua non partecipazione al 5 contro 5.
Un altro giocatore non considerato, per ora, dai Magic è stato Willie Cauley-Stein. Lungo moderno con indubbie qualità difensive che potrebbe accoppiarsi alla perfezione con Nik Vucevic. I Magic avranno comunque la possibilità di visionare sia lui che Johnson nell’allenamento individuale che si svolgerà ad Orlando.
Parliamo ora dei giocatori che hanno stimolato la curiosità dello staff dei Magic. Iniziamo dal primo giorno, in cui si sono particolarmente concentrati su giocatori che arriveranno presumibilmente al secondo giro, dove Orlando sceglierà con tutta probabilità alla posizione numero 51.
Cominciamo con Anthony Brown di Stanford. Guardia di 198 centimetri con una media di 14,8 punti ed il 44,1% al tiro da tre nel suo ultimo anno da senior. Ma non è soltanto un tiratore, infatti, ha catturato anche 6,9 rimbalzi a gara. Brown potrebbe essere entrato nel campo visivo degli scout Magic in quanto ha giocato contro Stanley Johnson nella Pac-12. Secondo Draft Express, Brown è dato alla posizione 36, quindi un po’ troppo alto per la futura posizione dei Magic, ma se dovesse diventare un reale obiettivo della franchigia, Orlando potrebbe pensare di inserire la scelta in uno scambio.
In base alle informazioni riportate da Keith Pompey del Philadelphia Inquirer, sembra che Orlando abbia parlato anche con Rakeem Christmas da Syracuse. Ala di 206 centimetri che, con una media di 17,5 punti e 9 rimbalzi, è stato il miglior giocatore di post di Syracuse nell’ultima stagione. E’ un po’ sottodimensionato per giocare centro al piano di sopra e dovrebbe aumentare il suo raggio di tiro se vuole giocare ala forte. Sempre secondo Draft Express è dato alla 56, quindi nel raggio di scelta Magic. Ha la seconda più lunga apertura alare dei giocatori presenti al momento a Chicago con ben 226 centimetri e con le braccia alzate raggiunge i 280 centimetri. Doti fisiche indiscusse che fanno drizzare le antenne agli scout delle squadre anche se è un giocatore ancora senza un ruolo ben definito e tutto da costruire.
Nella seconda giornata di Combine i Magic si sono dedicati ad un giocatore molto interessante e chiacchierato, ovvero Frank Kaminsky da Wisconsin. Kaminsky sarà sicuramente una Lottery Pick, ovvero verrà scelto nelle prime 16, ma i Magic avranno una scelta troppo alta per usarla sull’ex Wisconisn. E’ sicuramente un buon difensore al ferro e ha tutte le caratteristiche per essere un centro in NBA. E’ il più alto presente a Chicago ed è spesso accostato a Brook Lopez come tipo di giocatore.
Secondo Josh Robbins, l’attendibile giornalista dell’Orlando Sentinel, i Magic si sono ancora dedicati alla conoscenza di giocatori che saranno scelti al secondo giro, facendo quattro chiacchiere anche con Rashad Vaughn di UNLV e Jordan Michey di LSU. Il primo è una guardia di 1,95 metri che nel suo anno da freshman ha segnato 17,8 punti a partita. Non è un tiratore clamoroso, infatti i suoi numeri dicono che ha tirato con il 44% scarso, con poco più del 38% da oltre l’arco. In più, dalla lunetta non raggiunge il 70%. Misura 201 centimetri di apertura alare ed ha soltanto il 6% di grasso corporeo. Vaughn non dovrebbe essere disponibile alla 51 in quanto la sua chiamata è prevista per la fine del primo giro, ma gli addetti ai lavori dicono che potrebbe finire praticamente ovunque.
Per quanto riguarda Michey, è una power forward di 205 centimetri che ha messo a segno 15,4 punti conditi da quasi 10 rimbalzi nel suo anno da sophomore a LSU. Secondo le misurazioni ufficiali ha fatto registrare ben 222 centimetri di apertura alare e per essere 127 kg ha solamente il 7,2% di grasso. Ha messo a referto 8 stoppate nel 5 contro 5 di martedi scorso. Dovrà lavorare molto perché anche lui è un’ala grande sottodimensionata, ma la somiglianza ad un altro giocatore uscito da LSU, Glenn Davis, lo porta ad avere caratteristiche difensive particolari ma da non sottovalutare. Potrebbe essere ancora disponibile per la scelta del secondo giro dei Magic, ma come per Vaughn, potrebbe finire dappertutto.
Il dettaglio da considerare quando si parla di “interviste” è che le squadre vogliono soltanto sapere se i giocatori hanno attinenza al programma della franchigia, sia dal punto di vista tecnico che umano e d’intenti. Se un giocatore viene intervistato non vuol dire che verrà poi scelto da quella squadra e conseguentemente, viceversa. Tutto è soltanto parte del processo che porterà, al Draft di fine giugno.
Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)









