Dopo la trade che ha visto coinvolto James Harden, l’offseason degli Oklahoma City Thunder è sempre stata vissuta con un po’ di apprensione dai tifosi. Quest’anno tuttavia sarà molto difficile vedere stravolgimenti, a causa del limitato spazio salariale, conseguenza dei molti contratti garantiti nel roster di Oklahoma.
Anche l’anno scorso la situazione è stata più o meno simile, ma il GM Sam Presti è stato comunque capace di assicurarsi Anthony Morrow con un contratto triennale da 10 milioni di euro e una resa sicuramente positiva, supportata da una media molto alta da 3 punti (43,4%) e 10,7 punti di media a partita.

Anthony Morrow, arrivato la scorsa estate alla corte dei Thunder, è stata una scommessa vinta del GM Sam Presti
Quest’anno è difficile capire chi possa essere il Morrow di turno, anche perché il salary cap incombe e l’ammontare totale degli stipendi si aggira per il momento intorno ai 78,2 milioni di dollari, contando il contratto garantito del centro Enes Kanter.
Un po’ di margine tuttavia è atteso dall’addio di alcuni giocatori che hanno trovato poco spazio nell’arco dell’ultima stagione: da Lamb a Perry Jones, passando per Novak, la dirigenza dei Thunder potrebbe arrivare a risparmiare circa 8,7 milioni di dollari.
Per questo motivo Sam Presti potrebbe riuscire a trovare il margine minimo per lavorare
nella prossima free agent, cercando una pedina con le caratteristiche essenziali per coprire le lacune del roster a disposizione di Billy Donovan.
Ecco la lista dei possibili candidati:
- LUKE BABBITT, Ala piccola, New Orleans Pelicans, 981 084 $
Indovinello: chi è stato il miglior tiratore da 3 punti dell’ultima regular season? Curry? Korver? Thompson? Nessuno di tutti questi. Con uno stupefacente 51,3% il miglio tiratore da tre è stato Luke Babbitt dei New Orleans Pelicans.
Ad essere onesti la sua stagione ha vissuto di pochi tiri presi (115 tentativi in totale tutta la stagione) e un impiego che raramente ha raggiunto i 20 minuti: tuttavia il venticinquenne ha mostrato una capacità nella scelta di tiro che non è da sottovalutare, tanto da far molta gola a Sam Presti.
Infatti l’idea è quella che Babbitt garantirebbe un duplice vantaggio: da un lato infatti affiancherebbe Morrow come arma da tre punti, dall’altra ritroverebbe il suo coach Monty Williams che è stato capace di valorizzarlo fino ad ora.
Ad ammettere l’interesse è stato Jimmy Smith, di NOLA.com:” E’ un ragazzo solido e un gran lavoratore, tutti lo amano per questo. Potrebbe capitare di non sentirlo dire una sola parola per settimane, ma quando lo fa nello spogliatoio o durante un time-out è sempre qualcosa di molto solido. È un faro per noi, le sue percentuali di tiro parlano da sole”.
Un suo arrivo permetterebbe di aiutare tutta la squadra ad esprimersi meglio, a partire ad esempio dai lunghi dove McGary sarebbe libero di agire di più in post basso, dove si trova più a suo agio.
- K.J. MCDANIELS, Guardia/Ala piccola, Houston Rockets, 507 336 $

K.J. Mc Daniels, da febbraio agli Houston Rockets dopo la trade
con i Philadelphia 76ers
La vita dopo il college è stata traumatica per numerose promesse rimaste poi nel tempo delle meteore incapaci di esplodere. Questo è ciò che non è successo a K.J. McDaniels, scelto con la chiamata numero 32 dai Philadelphia 76ers con un contratto di un anno non garantito (cosa comune per i giocatori scelti al secondo giro del draft) dopo che il suo campionato NCAA era terminato prematuramente a causa dell’eliminazione della sua Clemson al primo turno.
Il suo esordio a Philadelphia tuttavia è stato qualcosa di sorprendente: 52 partite, 9,2 punti di media uniti a 3,8 rimbalzi e 1,3 stoppate. La scelta di tradarlo a Houston a febbraio, secondo John Smallwood di Philly.com, è stata motivata dal fatto che si voleva garantire una elevata flessibilità e meno all’aumento potenziale che si sarebbe dovuto aspettare dal giocatore.
Tuttavia la sua esperienza ai Rockets non è stata delle migliori: con una media di 3,3 minuti in 10 partite, ha dovuto dare forfait per il resto della stagione a causa di un gomito fratturato. Tuttavia, nonostante un minutaggio basso, K.J. è riuscito a guadagnarsi ben 20 voti per l’All-Rookie Team, più dei quotati Dante Exum e Aaron Gordon.
Il contratto di McDaniels prevede lo status di restricted free agent e pertanto Houston potrà pareggiare qualsiasi offerta per tenersi le prestazioni del giovane rookie: tuttavia la difficoltà di inserimento all’interno delle rotazioni dovrebbero renderlo un elemento di mercato che Sam Presti potrebbe non lasciarsi sfuggire.
Infatti McDaniels assicurerebbe una guardia con capacità che mancano finora all’interno del roster. Waiters e Morrow spesso soffrono nella fase difensiva; mentre Roberson ha una media punti troppo bassa e Lamb sembra aver sofferto in modo eccessivo le attenzioni mediatiche che lo hanno accompagnato sin dal primo anno in NBA: per questo le sue capacità di stoppatore potrebbero far comodo a Billy Donovan, che troverebbe in lui un ulteriore opzione, che potrebbe schierarlo sia come guardia che come riserva di Durant in grado di farlo rifiatare in diversi momenti della partita. Le sue percentuali ad oggi sono state basse (solo 28,7% da tre), ma i suoi numeri realizzativi con i Sixers mostrano come il giocatore abbia concrete capacità di contribuire all’attacco.
- RICHARD JEFFERSON, ala piccola, Dallas Mavericks, 915 243 $
Sulla carta i Thunder possono tranquillamente candidarsi al titolo. Infatti tra le sue fila ci sono due talenti assoluti come Kevin Durant e Russell Westbrook, un difensore tra i più forti del campionato come Serge Ibaka, uno scorer in post basso del livello di Kanter, una serie di giovani interessanti, ma mancano dei veterani con esperienza (soprattutto dopo la partenza di Kendrick Perkins a febbraio): infatti solo Collison ha più di 29 anni, di cui 10 di esperienza NBA.
Proprio in questo ragionamento entra in ballo Jefferson, il quale può essere un’ottima arma dalla panchina. Nelle ultime quattro stagioni l’ex New Jersey Nets ha tirato da tre con almeno il 40%, raggiungendo nell’ultimo anno un eccellente 42,6%.
Inoltre Jefferson ha una esperienza postseason di tutto rispetto: due finals con i Nets e diverse esperienze ai playoff con Spurs, Mavs e Warriors gli garantiscono un curriculum di tutto rispetto.
In diciassette stagioni è riuscito a disputare oltre 1000 partite, cosa possibile solo grazie ad una condizione fisica notevole nell’arco dell’intera carriera. A confermare dell’ottimo impatto che riesce a garantire è intervenuto il coach della sua ultima stagione, Rick Carlisle: “E’ un duro, combatte aggressivo sia in attacco che in difesa. Se lo lasci tirare da tre, segna. Lo amo, mi piace il modo in cui gioca perché ci mette molta forza, la stessa di tutti gli elementi della mia squadra e per questo penso sia un grande valore il suo contributo”
Al tributo di coach Carlslie si è aggiunto anche Dirk Nowitzki, che ammette di essere impressionato dal suo stato di forma messa in relazione alla sua età.
A Oklahoma quindi il suo contributo sarebbe di sicuro valore in qualità di vice-Durant, oltre ad erigersi come punto di riferimento all’interno dello spogliatoio. Dal canto suo, Jefferson potrebbe essere attratto dalla possibilità di giocare in una squadra pretendente al titolo.
Per tutti questi motivi la dirigenza dei Thunder spera nella possibilità di centrare per una seconda volta, dopo Morrow, l’elemento giusto nella free agent così da completare il roster necessario per provare l’assalto ad un titolo sfuggito troppe volte.
Per NBA Passion,
Matteo Meschi



