Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiI Warriors non mollano, contro i Celtics arriva la W numero 24

I Warriors non mollano, contro i Celtics arriva la W numero 24

di Paolo Sinacore

I Celtics vanno ad un passo dall’infliggere la prima sconfitta stagionale ai Warriors, ma devono arrendersi dopo 2 combattutissimi overtime (124-119).

Uno splendido Olynyk ha guidato i suoi nel 2° tempo, ma non è bastato

Uno splendido Olynyk ha guidato i suoi nella ripresa, ma non è bastato

Al TD Garden gli ospiti si presentano senza gli infortunati Harrison Barnes e Klay Thompson, assenze di lusso che rappresenterebbero un handicap incolmabile per qualsiasi franchigia in questa lega.

Ma Golden State a volte sembra funzionare col pilota automatico inserito, a prescindere dalle assenze e da quanto gli avversari riescano a limitare i suoi giocatori chiave. Boston ci prova davvero in tutti i modi, e grazie alla vena realizzativa di Avery Bradley (19, di cui 15 nel 1° tempo) riesce a restare a contatto nel punteggio (57-53 all’intervallo). Nel 3° parziale l’inerzia sembra scivolare inesorabilmente dalla parte dei Warriors, con Stephen Curry e Draymond Green che trascinano i loro compagni fino al vantaggio in doppia cifra. I ritmi si alzano, la frenesia in campo aumenta, e a trarre beneficio da tutto ciò non possono che essere i ragazzi di Luke Walton. A mettere una pezza a questo tentativo di fuga ci pensano David Lee (10 in 15′) e soprattutto un indemoniato Kelly Olynyk (28+6), che si buttano a ripetizione nel pitturato sfruttando tutti i mismatch concessi in successione dalla difesa avversaria. Boston arriva addirittura sul +5 a pochi minuti dalla fine, con Curry apparentemente in completa confusione (chiuderà a quota 38, ma con un inusuale 33% dal campo), costretto a una gestione problematica della palla dall’asfissiante difesa di Bradley. L’mvp trova comunque la forza di mettere una tripla fondamentale a 45” dalla sirena, mentre dall’altra parte Isaiah Thomas fallisce il tiro della vittoria facendosi stoppare da Shaun Livingston.

E’ overtime, e ancora una volta le squadre si rincorrono lungo il parquet con poca lucidità, e con tantissimi giocatori con problemi di falli. Sul +3 Golden State, è sempre lo scatenato Olynyk a pareggiare i conti dall’angolo, con Evan Turner sugli scudi (13+9+6) a dar manforte al compagno di squadra canadese. Purtroppo per i Celtics, Thomas continua a litigare col ferro (finirà a quota 18 con 7/22 dal campo), e a pochi secondi dalla fine spreca un altro tentativo per portare a casa il match.

Il 2° supplementare è terra per pochissimi, e per continuare l’incredibile striscia di vittorie i Warriors devono aggrapparsi alla grinta e alla determinazione di Andre Iguodala (13+10+5, con tripla fondamentale a 2 minuti dalla fine), e del solito Green, protagonista di una prestazione a tutto tondo condita da 24 punti, 11 rimbalzi, 8 assist, 5 recuperi e 5 stoppate in 50 minuti di onnipotenza cestistica.

Le vittorie consecutive in regular season per i Warriors, contando le ultime 4 della scorsa stagione, sono oramai 28: il complicato back to back di Milwaukee sarà un test decisivo per puntare ancora al record di 33 W dei Lakers ’71-72.

Ancora più complicato l’impegno dei Celtics, attesi sul campo di Charlotte da una delle squadre più in forma della lega.

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