
DeMarre Carroll dei Toronto Raptors
TORONTO RAPTORS #2 Est: (56 W – 26 L)
RECORD in RS vs INDIANA = 3-1 TOR
La franchigia canadese arriva da una regular season da record: 56 W, 4° titolo dell’Atlantic Division (3° consecutivo), e 2° posto di Conference dietro ai Cavaliers, miglior piazzamento della sua storia.
Quello che si apprestano a vivere è l’ottavo playoff nei loro 21 anni di presenza nella Lega, il terzo di fila (come nel triennio 2000-2002).
I precedenti a riguardo sono al limite del tragicomico: una sola serie di playoff vinta, il 3-2 rifilato ai New York Knicks nel 2001.
Nelle ultime 2 postseason i Raptors sono usciti in entrambe le occasioni pur avendo il fattore campo a proprio favore: dopo il più che onorevole 3-4 contro i Brooklyn Nets nel 2014, serie decisa da una tiratissima gara 7 vinta dagli ospiti 104-103 all’Air Canada Centre, 12 mesi dopo è arrivato un pesante quanto inatteso 0-4 contro i Washington Wizards.
Altro dato interessante è come Toronto abbia vinto una sola gara 1 in tutte le serie disputate, quella a Philadelphia contro i Sixers nella semifinale di Conference del 2001.
La squadra gira attorno al duo di backcourt composto da Kyle Lowry (21.2 punti, 6.4 assist e 2.1 recuperi) e DeMar DeRozan (23.5 punti, 4.5 rimbalzi e 4 assist), il cui talento è ormai riconosciuto da tutti gli addetti ai lavori. Le possibilità dei Raptors ruotano attorno all’impatto dei 2 Allstar, e alla loro capacità di mettere in moto un supporting cast che forse da queste parti non è mai stato così di livello.
Sotto canestro Jonas Valanciunas (12.8 + 9.1) e Luis Scola (8.7 + 4.7) sono i lunghi titolari, perfettamente bilanciati nel gioco dentro-fuori (l’argentino tira col 40% da 3, il lituano col 56% da 2).
La panchina è fra le più affidabili della Lega (Cory Joseph, Terrence Ross e Bismack Biyombo i fiori all’occhiello), e dovrebbe rappresentare una risorsa fondamentale da cui attingere anche nei minuti finali delle partite.
Il ruolo che invece merita un discorso a parte è quello di small forward, teoricamente occupato da Demarre Carroll, se non fosse che l’ex Atlanta è reduce da un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori per 4 mesi, e non sembra avere ancora il minutaggio necessario per partire dall’inizio. L’opzione vagliata da Casey nelle ultime settimane consiste nella promozione in quintetto del rookie Norman Powell (12 gare in doppia cifra nelle ultime 17), il cui apporto positivo su entrambi i lati del campo potrebbe essere decisivo per una sua eventuale riconferma nello starting 5. Ma stiamo pur sempre parlando di un rookie scelto alla 48, e un eventuale match up con Paul George non può che essere un handicap considerevole per i canadesi.
I Raptors sono molto lenti (29esimi per numero di possessi) ma discretamente efficaci in attacco (15esimi per percentuale dal campo). Un eventuale aumento del ritmo di gioco da parte dei Pacers potrebbe rivelarsi pericoloso per le sorti della squadra di coach Dwayne Casey, che ha costruito le sue fortune su un attacco a metà campo tanto statico quanto razionale, limitando il più possibile le palle perse (13.1, quinti assoluti).
INDIANA PACERS #7 Est: ( 45W -37 L)

Nov 16, 2015; Chicago, IL, USA; Indiana Pacers forward Paul George (13) drives against Chicago Bulls guard Jimmy Butler (21)
I Pacers sono tornati a qualificarsi ai Playoff e non è notizia da poco, vista l’assenza nella post-season del 2015. Dopo una stagione altalenante ma sostanzialmente positiva, la franchigia guidata da Larry Bird e’ riuscita ad ottenere la 7a posizione in Regular season, il che la porterà a scontrarsi, al primo turno, con i pericolosi Toronto Raptors. I Pacers hanno, quindi, tutto sommato, rispettato le previsioni di inizio stagione che li davano come outsider, possibile rivelazione della stagione con annessa qualificazione nei primi otto della quanto mai combattuta Eastern Conference (come in effetti e’ stato ). Gli elementi di spicco della squadra sono l’uomo franchigia Paul George, “the Mississipi Bullet” Monta Ellis, il play ex pallino di coach Popovich George Hill e il rookie Myles Turner, vera rivelazione positiva della stagione, capace di convincere anche i più scettici che non avevano puntato su di lui allo scorso draft. Il coach e’ Frank Vogel, alla sua 6a stagione NBA, con ben 5 (compresa quella di quest’anno) apparizioni ai playoff. I Pacers, infatti, a parte lo scorso anno per via di infortuni molteplici, sono sempre stati un punto di riferimento per la loro conference e negli ultimi anni se non sono andati alle Finals e’ sempre stato a causa dei Miami Heat dei Big Three. Quest’anno il primo (e si spera non l’unico) avversario ai Playoff sarà la franchigia del “nord”, del Canada, i Toronto Raptors.
“The North” ha quest’anno fatto una stagione fantastica e sicuramente partono da favoriti nella serie, sopratutto anche guardando agli scontri diretti tra le due squadre in Regular Season, che vede in vantaggio i canadesi per 3-1. Punto di forza dei Pacers e’ la spensieratezza con cui la squadra molto probabilmente vivrà questi playoff, in quanto non è di certo questo l’anno in cui si punta alla definitiva consacrazione. Sul piano del gioco fondamentale sarà una buona percentuale al tiro da 3, in modo da allargare il campo, una difesa concentrata per tutta la partita, come spesso non e’ successo in stagione, e l’apporto della panchina, sicuramente una delle più “lunghe” della Conference. Punto debole sarà , invece, la grande fisicità dei Raptors, la presenza di un ottimo lungo come Valanciunas, oltre che alle giocate individuali di Lowry e De Rozan, in grado di “spezzare” la partita, rendendo la vita agli acerbi Pacers ancora più complessa, anche sotto un punto di vista mentale. La serie probabilmente sarà comunque giocata a viso aperto da entrambe le squadre ed è quindi pronosticabile un 4-2 per i Raptors.

