
Kyle Lowry è letteralmente esploso tra le mura amiche dopo un inizio da incubo in quel di Cleveland
Aggrappati a questa serie, a questi playoffs, a questo momento storico della franchigia.
I Toronto Raptors in pochi giorni sono riusciti nell’impresa di mandare all’aria i pronostici della quasi totalità degli addetti ai lavori. Designati come vittima sacrificale dei Cleveland Cavaliers, hanno smentito tutto e tutti, sfruttando il fattore campo e guadagnandosi la possibilità di giocare gara 5 (pivotal game della serie) sul 2-2.
I turni precedenti superati tra enormi difficoltà contro Pacers e Heat (trascinandosi in entrambi i casi fino a gara 7), le contemporanee passeggiate di Cleveland contro Pistons e Hawks, l’infortunio di Valanciunas, e – più in generale – il vantaggio in termini di esperienza e talento dei Cavs, facevano presupporre un agevole passaggio del turno per LeBron James e compagni, con la sola variabile impazzita di un eventuale rientro del centro lituano. A conferma delle sensazioni negative attorno alle reali possibilità dei Raptors, la serie è iniziata con 2 prestazioni catastrofiche dei canadesi in Ohio, con uno scarto medio di +25 per i padroni di casa.
Con queste premesse il trasferimento a Toronto non sembrava comunque costituire una minaccia alle ambizioni di finals dei Cavs, impegnati a festeggiare le 10 vittorie consecutive in postseason, e abbastanza sicuri di poter aggiornare questo record.
Si erano sbagliati loro, ci eravamo sbagliati noi: in pratica, si erano sbagliati tutti.
I Raptors hanno azzannato gara 3 sin dalle prime battute, scappando nel punteggio nel 2° periodo, e gestendo nella ripresa il tentativo di rientro dei Cavs.
In gara 4 il canovaccio del 1° tempo è stato identico, mentre nel 2° gli ospiti sono riusciti addirittura a completare la rimonta. Il sangue freddo mostrato dai canadesi nelle battute finali ha evidenziato ancora una volta la maturità raggiunta da questi giocatori.
L’impressione da fuori è di un gruppo eterogeneo che conosce i propri limiti e accetta i ruoli dei compagni di squadra, trovandosi particolarmente a proprio agio nelle situazioni di difficoltà.
DeRozan (oltre 26 di media nella serie col 52% dal campo) e Lowry (27,5 punti e 21/33 dal campo nelle 2 vittorie a Toronto) hanno finalmente innalzato il loro livello di gioco, ma la chiave per continuare a sognare è senza dubbio l’impatto di Bismack Biyombo: l’africano porta in dote 6.8 punti, 12.3 rimbalzi e 2.3 stoppate, uno spauracchio per Love e Thompson, un’àncora a cui aggrapparsi per i suoi compagni. La leggendaria prestazione da 26 rimbalzi in gara 3 ha reso l’idea di come ogni Raptor sia pronto ad andare oltre i propri limiti per raggiungere i propri obiettivi.
Nell’intervista di fine partita Kyle Lowry ha parlato di resilience: sostanzialmente si tratta della forza di andare avanti contro avversità e ostacoli, concetto che riassume bene lo spirito combattivo di questa squadra.
L’energia dell’Air Canada Centre e dell’adiacente Jurassic Park non potranno essere replicate alla Quicken Loans Arena di Cleveland: un altro motivo in più per continuare a essere resilients.

