Win or go home: l‘Olympiakos, partito coi favori del pronostico, si trova colle spalle al muro nella serie di playoff contro l‘Efes, che è avanti 2-1 e stasera potrà chiudere i conti davanti al pubblico amico. I greci, gara uno a parte, stanno deludendo molto. L’Efes li sta battendo sul loro terreno, quello della difesa forte e dei ritmi bassi; Spanoulis è sembrato fin qui l’unico biancorosso in grado di dare un contributo costante in attacco. L’Efes, dal canto suo, sta sorprendendo tutti con la sua capacità di cambiare pelle nei momenti importanti, trasformandosi in un team di grande difesa e anche di gioco ragionato. Velimir Perasovic sa di essere vicino a compiere un’altra impresa, ma teme un leone ferito come l’Olympiakos e sa anche che perdere gara quattro potrebbe voler dire addio alle Final Four.

Gli ingranaggi dell’Olympiakos di coach Sfairopoulos sembrano essersi inceppati proprio sul più bello, in gara quattro però è vietato sbagliare
Efes: difesa, difesa e ancora difesa
L’Efes sembra aver imparato giusto in tempo che “la difesa fa vincere le partite”. Perasovic ci ha messo una stagione intera, ma è riuscito ad insegnare ai suoi che nella propria metà campo non si può fare affidamento solo sull’atletismo, per quanto esso sia straripante. Lezione imparata: dopo gara due, anche nel terzo atto della serie i turchi hanno dato una prova difensiva magistrale, tenendo l’Olympiakos a 60 punti realizzati, 15 dei quali a nome Spanoulis, e al 37.5% da due punti (12/32). E se Dunston sta presidiando l’area efficacemente, sugli esterni va notato la pressione asfissiante di Dogus Balbay. Quando il numero quattro è in campo si occupa di Spanoulis e lo costringe a tiri difficili, spesso forzati (quando non gli impedisce proprio di prendere il pallone). Questa determinazione difensiva sarà chiave anche in gara quattro, ma non dimentichiamoci di ciò che succede dall’altra parte.

L’aggressività e la pressione di Dogus Balbay su Spanoulis saranno ancora elementi chiave per battere l’Olympiakos
Nel quarto periodo dell’ultima gara l’Olympiakos era però arrivato sul meno uno, dopo essere stato sotto di quattordici punti nel terzo periodo. Una rimonta lenta, ma dilapidare un vantaggio in doppia cifra quando la partita è a punteggio basso non è affatto positivo. E questo è avvenuto perché l’Efes ha avuto un lungo blackout in attacco. Certamente pensare di attaccare efficacemente una difesa come quella greca tirando coll’11% da tre punti (2/18) è quasi utopistico e proprio in questo dovrà migliorare la squadra turca. Ritrovando il tiro dall’arco, sarà più facile trovare spazio in area, anche per caricare di falli i lunghi ospiti. Ma in un eventuale finale punto a punto è doveroso per gli uomini di Perasovic aumentare la precisione dalla lunetta, dopo l’8/16 di gara tre. Con la stessa efficacia difensiva e percentuali al tiro migliori l’Efes volerà alle Final Four.

Thomas Heurtel è il migliore tiratore di liberi dell’Efes, con oltre l’86% di realizzazione. Potrebbe pesare contro l’Olympiakos
Olympiakos: ok difesa e Spanoulis, ma gli altri?
Se c’è una persona, in questa serie, che può dire di predicare nel deserto è certamente Vassilis Spanoulis, unico uomo sempre in doppia cifra di punti nelle tre gare per il team di Atene. Ovviamente questo non può bastare per pensare anche solo di vincere una partita in quel di Istanbul. Si attende una certa continuità offensiva soprattutto dai senatori del gruppo, quali Printezis, Mantzaris o Papanikolaou. Certamente quel che più sta mancando è il movimento di palla. La squadra di Sfairopoulos è spesso costretta a far affidamento sul tiro da tre punti e viene tenuta a percentuali bassissime dentro l’area, data anche la mancanza di tecnica in post-basso di Milutinov e Birch. Ritrovare una circolazione decente deve essere il primo ordine del coach greco.

Kostas Papanikolaou avrebbe tutto per portare punti a questo Olympiakos, ma finora è parso un fantasma
D’altra parte, l’intensità difensiva messa fin qui nella serie è certamente quella giusta e deve essere il punto di partenza per cercare di ribaltare la serie. l’Olympiakos sta facendo un ottimo lavoro soprattutto sul perimetro, tenendo l’Efes a percentuali pessime da dietro l’arco. Qualche problema in più sussiste nella protezione del ferro, soprattutto quando Milutinov lascia il posto a Birch. In ogni caso, coach Sfairopoulos può essere soddisfatto della continuità difensiva della propria squadra, ma dovrà essere bravo a sfruttarla per trovare energia anche in attacco. Più facile a dirsi che a farsi, ma nella pallacanestro si vince su entrambe le metà campo e l’Olympiakos lo sta imparando a proprie spese.

Servirà il massimo aiuto a Vassilis Spanoulis da parte degli altri giocatori dell’Olympiakos per ritrovare qualità ed efficacia in attacco
