L’Anadolu Efes Istanbul volta pagina: il club turco ha ufficializzato la separazione da Igor Kokoskov, arrivato soltanto in estate con un contratto triennale e chiamato a raccogliere l’eredità di Luca Banchi. La decisione arriva nel momento più delicato della stagione, con la squadra impantanata nei bassifondi della classifica di Eurolega e reduce da una serata da dimenticare sul parquet di Monaco.
L’Efes saluta Kokoskov
Il pesante 102-66 rimediato mercoledì sera contro il Bayern ha rappresentato la terza sconfitta consecutiva in Eurolega e ha lasciato l’Efes in un terzetto appaiato al 14° posto con un bilancio di 5-8. Troppo poco per una società abituata, fino a pochi anni fa, a lottare per le Final Four e a costruire attorno a sé un’identità vincente.
Il club ha scelto di intervenire prima che la stagione scivolasse ulteriormente, interrompendo il rapporto con un allenatore arrivato a Istanbul con credenziali importanti ma mai riuscito a imprimere una svolta tecnica alla squadra. L’inserimento dei nuovi giocatori, le rotazioni instabili e la mancanza di continuità difensiva hanno finito per logorare un percorso iniziato con ambizioni ben diverse.
Kokoskov, 53 anni, porta con sé un bagaglio di esperienze di altissimo livello. Prima dell’Efes aveva trascorso due stagioni come assistente di Quinn Snyder agli Atlanta Hawks, dopo essere stato il primo allenatore NBA nato e cresciuto fuori dal Nord America ai tempi dei Phoenix Suns nel 2018. Il momento più luminoso della sua carriera rimane la guida della Slovenia campione d’Europa nel 2017, con una squadra trascinata dai giovani Luka Doncic e Goran Dragic. In Eurolega aveva già lasciato il segno a Istanbul, ma sulla sponda Fenerbahce, durante la stagione 2020-21.
L’addio a Kokoskov arriva in una settimana movimentata per la massima competizione europea, segnata da scossoni sulle panchine più prestigiose: Ettore Messina ha lasciato l’Olimpia Milano, Zeljko Obradovic ha chiuso la sua esperienza al Partizan, mentre Oded Kattash è vicino all’esonero al Maccabi.

