Le Final Four di Eurolega sono cominciate all’insegna del grande basket e dello spettacolo. Nella prima semifinale, l’Olympiakos riesce a sorprendere il CSKA, dopo una partita sempre in mano ai russi, ma mai realmente chiusa. L’Armata Rossa ancora una volta sbatte contro il team del Pireo, ricadendo nei suoi peggiori incubi.
La partita
Il CSKA comincia forte la propria Final Four, con una difesa asfissiante e un attacco guidato dal talento di Nando De Colo; l‘Olympiakos, invece, fatica a muovere il pallone ed è in difficoltà nella difesa perimetrale, trovandosi sotto 18-12 dopo i primi dieci minuti di gioco. Nel secondo quarto, guidato da Georgios Printezis (10 punti nel primo tempo) e dalla voglia della panchina, il team di Sfairopoulos trova maggiore fluidità in attacco continua a soffrire nell’altra metà campo, dove imperversa il genio di Milos Teodosic (15 con 4/5 da tre nei primi 20′). All’intervallo lungo, i russi sono ancora in controllo, col punteggio sul 40-33. Mentre Vassilis Spanoulis continua a faticare, Vangelis Mantzaris e e Kostas Papanikolaou provano, con le conclusioni dall’arco, a tenere in linea di galleggiamento la propria squadra.
Il CSKA arriva fino ad undici punti di vantaggio, ma a fine terzo periodo ne conserva solo quattro (64-60).Nel quarto quarto riaffiorano i fantasmi del passato: Spanoulis si accende, Teodosic e De Colo non riescono più a trovare la via del canestro. In un finale estremamente equilibrato, prevale l’Olympiakos, grazie alle magie del suo leader. Finisce 78-82.
CSKA: la pressione ha la meglio (ancora)
Sembrava tutto fatto, proprio come nella finale del 2012 e nella semifinale del 2015, eppure è finita male anche questa volta. L’impressione è che il problema più grave della squadra russa stia nella gestione dei vantaggi. Nella semifinale contro l’Olympiakos, i ragazzi di Itoudis hanno difeso alla grande solo per metà partita, rimanendo attaccati al loro attacco fino a metà terzo quarto, sul 60-49. Da lì il buio anche nella metà campo offensiva. Di fronte al calo di Teodosic e De Colo, i loro compagni non sono riusciti a creare nulla di buono, intestardendosi in soluzioni individuali mai veramente produttive.
Dal punto di vista tecnico, ha pesato l’enorme quantità di rimbalzi offensivi concessi ai greci (ben 19) e la disattenzione nella difesa perimetrale, che ha portato i russi a concedere più del 42% da tre punti. E’ forse scontato dire che nel finale ci si aspettava di più da De Colo, ma non bastano due fuoriclasse per vincere una partita di pallacanestro a questi livelli. Dall’Olympiakos il CSKA impara, ancora una volta, che tecnica e qualità non bastano, servono voglia di restare sempre in partita e concentrazione per tutti i quaranta minuti. Il solito vecchio CSKA delle Final Four.

Anche stavolta Milos Teodosic deve dire addio all’Eurolega in semifinale
Olympiakos: l’unione fa la forza
Venticinque minuti almeno giocati a fatica, il pallino del gioco in mano agli avversari, Spanoulis da 0/4 al tiro. Sembrava impossibile, invece ce l’hanno fatta…anche questa volta. L’Olympiakos (senza Hackett e Lojeski) è riuscito a compiere un’altra impresa. E’ vero, Spanoulis ha deciso la partita nell’ultimo quarto con 10 punti, ma gli è stato possibile fare ciò grazie ai suoi compagni, che nel secondo tempo hanno alzato il livello in difesa e hanno cominciato a segnare tiri importanti. Ben sei giocatori hanno segnato almeno 8 punti. L’esplosione offensiva è arrivata nel terzo quarto, quando il tiro da tre punti (14/33 totale) ha permesso di aprire l’area per le incursioni al ferro dell’ultimo periodo. Magistrale anche la difesa greca negli ultimi quindici minuti: il CSKA non ha più trovato soluzioni del perimetro, andando a segno quasi esclusivamente dalla lunetta.
Non è la vittoria di Spanoulis, è la vittoria del gruppo Olympiakos, che ancora una volta si è dimostrata squadra, e che squadra! VAI AL PROSSIMO>>>

Vassilis Spanoulis si accende nel quarto periodo e regala l’atto decisivo di queste Final Four al suo Olympiakos

