Chi o cosa può arrestare la potenza dei Golden State Warriors? Due titoli in 3 anni, 3 premi MVP nel roster, una delle squadre più forti di tutti i tempi e avversari non all’altezza, attualmente è difficile immaginarli sconfitti in una serie playoff, ma cercando bene si trovano almeno 7 risposte alla domanda iniziale.
Problemi interni

Kevin Durant in stampelle
Il modo in cui si è integrato Kevin Durant nel sistema dei Golden State Warriors non è da sottovalutare, perchè è vero che in una squadra/sistema che funziona è più facile inserire nuovi giocatori, ma è altrettanto vero che la controprova con delle superstar non era scontata. Spieghiamo: Ian Clark, Javale McGee o Leandro Barbosa, sono tutti comprimari che hanno reso parecchio con i Warriors, beneficiando di una struttura perfettamente funzionante non solo in campo. Insomma lavorare in un’azienda in cui i tuoi colleghi si divertono, vanno a lavoro col sorriso e ottengono ottimi risultati, è più facile rispetto al farlo in un posto dove si respira tensione, o dove i colleghi non si aiutano e cercano di rubarsi la poltrona a vicenda, i risultati possono anche arrivare se si hanno a disposizione professionisti di alto livello, ma la struttura alle spalle è ben diversa. Tutto questo per dire che aggiungere KD non è come inserire un Barbosa (premio G.A.C. a me).
Detto ciò il problema di gestire così tante star in un solo team, non è risolto con l’anello al dito, anzi… Durant potrebbe volere questa squadra sempre più in mano, o Klay Thompson potrebbe andar via fra qualche anno per avere una squadra “sua”, Draymond Green non è il più tranquillo del mondo ecc ecc. Non sono problematiche tangibili al momento, ma non sono neanche da escludere per il futuro. In più la situazione di Coach Kerr (che tornerà per la prossima stagione, ma non sarà al 100%), la panchina da costruire sempre con meno fondi (Curry sarà maxato) e gli infortuni dietro l’angolo, sono variabili impazzite nel percorso degli Warriors e per questo se vogliono creare una dinastia non possono rilassarsi neanche con il Larry O’Brien in mano.

