La lunga, lunghissima estate del basket NBA non è stata certo priva di spunti. Tra il draft, la Summer League, la free-agency e i clamorosi scambi che hanno ridisegnato la mappa della lega, c’è stato pane in abbondanza per i denti di ogni appassionato. Ora, però, si torna finalmente a giocare; le trenta franchigie sono pronte a riaccendere i riflettori sul campionato più spettacolare del mondo. Come ormai da tradizione, inganniamo l’estenuante attesa con un gioco tanto divertente, quanto inutile: il Power Ranking! Tra questa e la prossima settimana vedremo come le trenta squadre si presentano al via della stagione 2017/18, partendo da quella meno attrezzata e arrivando alla più credibile candidata al titolo NBA. Sempre sulla carta, sia ben chiaro! La cosa più interessante sarà infatti riprendere questi pronostici a stagione conclusa, andando a scoprire le (pochissime) conferme e le (moltissime, ci si augura) sorprese di un’annata tutta da vivere. Che aspettiamo? Let’s go!
(QUI trovate la seconda e ultima parte)
30 – Brooklyn Nets

D’Angelo Russell (a sinistra) e Jeremy Lin, presente e futuro dei Nets
Anche quest’anno i Nets partono dal fondo. La celeberrima trade con i Boston Celtics per Kevin Garnett e Paul Pierce (2013) aveva di fatto compromesso il futuro della franchigia, rimasta priva di scelte in lotteria fino al 2019. Eppure (ed è davvero strano affermarlo), ultimamente la dirigenza si sta muovendo bene, almeno nel limite delle sue possibilità. Il GM Sean Marks e soci hanno utilizzato i pochissimi asset a disposizione per costruire una squadra giovane e di prospettiva, seppur a lungo termine. I ‘pezzi pregiati’ arrivati in off-season si chiamano Allen Crabbe e D’Angelo Russell. Il primo è titolare di un contratto spaventoso (oltre 18,5 milioni per tre anni), ma il salary cap è l’ultimo dei problemi a Brooklyn. Il secondo è invece reduce da un biennio piuttosto complicato nella Los Angeles gialloviola, dove le aspettative su di lui e sulla squadra hanno dovuto presto fare i conti con la dura realtà, che ha dimostrato come sia l’uno che l’altra fossero ancora troppo acerbi. Ora ‘D’Lo’ si ritrova tra i leader di un gruppo dalle poche pretese, in un contesto in cui potrà dimostrare il suo valore senza eccessiva pressione.
La stagione 2017/18 servirà ai Nets per modellare ulteriormente la pietra, cercando di capire cosa tenere e cosa sacrificare sulla lunga strada verso i piani alti. Lo scenario migliore sarebbe pescare una nuova speranza (il Devin Booker del caso, per intenderci) dal folto gruppo dei giovanissimi: Russell e Crabbe, ma anche i vari LeVert, Hollis-Jefferson, Whitehead, Kilpatrick e Jarrett Allen, arrivato dall’ultimo draft. Ad aiutarli ci saranno veterani come Jeremy Lin, Trevor Booker e Timofey Mozgov (vedi Crabbe per la questione contratto), sempre che non vengano scambiati a stagione in corso per inserire nuovi mattoncini necessari alla ricostruzione. Insomma, di vittorie se ne vedranno ancora poche, ma forse il peggio è passato.
29 – Atlanta Hawks

Il nucleo giovane degli Hawks 2017/18. Da sinistra: Kent Bazemore, Taurean Prince, John Collins, DeAndre’ Bembry e Dennis Schroder
Inizia una nuova era in Georgia. Dopo anni di malcelata mediocrità (anche nella stagione dei record 2014/15 era lampante come gli Hawks non avessero una singola chance in chiave Finals), gli addii di Paul Millsap, Tim Hardaway Jr. e Dwight Howard danno il via libera alla ricostruzione. Atlanta ha assemblato un roster ‘raccattando dalla spazzatura’ della off-season. L’operazione-Howard ha portato Marco Belinelli (le cui ambizioni di gloria dovranno essere rimandate) e ‘Legalizaciòn’ Miles Plumlee, reduce da stagioni pessime dopo i fasti di Phoenix. Poi è stata la volta della free-agency, che ha visto la firma di Dewayne Dedmon, una delle rivelazioni dell’ultima annata in casa Spurs. Interessanti le mosse al draft; con la diciannovesima scelta è stato selezionato John Collins, capace di entrare nel primo quintetto della Summer League (per quel che può valere), mentre alla 41 è stato chiamato Tyler Dorsey, protagonista di un grandioso torneo NCAA con gli Oregon Ducks. Via dunque con la ‘linea giovane’, guidata da Dennis Schroder (atteso al definitivo salto di qualità) e Taurean Prince. Si riuscisse poi a piazzare da qualche parte il pesante contratto di Kent Bazemore (19 milioni nel 2019/20) e quello dello stesso Plumlee, si potrebbe liberare ulteriore spazio per costruire la squadra che verrà. I playoff, con ogni probabilità, rimarranno un dolce ricordo. Per una franchigia invischiata da anni in un perenne grigiore, però, forse sarà meglio così.
28 – Indiana Pacers

Nuovi volti e nuove divise per gli Indiana Pacers 2017/18
Dopo la deludente stagione passata, in casa Pacers è arrivata l’ora della rifondazione. Paul George è stato ceduto agli Oklahoma City Thunder, in cambio di Victor Oladipo e Domantas Sabonis. Se è vero che forse si poteva ottenere qualcosa in più (la prima scelta del 2018 offerta da Boston, ad esempio), è altrettanto vero che l’esplicita volontà di PG13 di lasciare Indianapolis al termine del contratto aveva messo la franchigia in una condizione di svantaggio. I due nuovi innesti non sono (e forse non saranno mai) dei fenomeni, ma sono appena agli inizi delle rispettive carriere. Lo scorso anno sono stati inevitabilmente oscurati dalle prestazioni sovrannaturali di Russell Westbrook, nella stagione che sta per iniziare avranno finalmente modo per esprimersi al meglio. Con loro ci sarà Myles Turner, il designato uomo-franchigia di questa nuova era. Dopo due stagioni più che positive, per il giovanissimo centro (classe 1996) potrebbe essere arrivato il momento della definitiva esplosione.
L’organico a disposizione di coach Nate McMillan presenta alcuni ‘reduci’ del vecchio corso (da Glenn Robinson a Thaddeus Young, fino agli ‘immarcescibili’ Lance Stephenson e Al Jefferson), ma anche tante facce nuove. Oladipo e Sabonis a parte, i due innesti più importanti si chiamano Darren Collison e Bojan Bogdanovic, ma in ottica futura bisognerà valutare soprattutto l’impatto degli ex-UCLA T.J. Leaf e Ike Anigbogu.
Nella disastrata Eastern Conference attuale, con il quintetto Collison-Oladipo-Bogdanovic-Sabonis-Turner si potrebbe anche puntare ai playoff. L’idea, però, è che davanti ai Pacers ci siano squadre (vedi Knicks, Magic, Pistons) altrettanto mediocri, ma più ‘affamate’ di post-season.

