Al Palaleonessa arrivano le maglie nere di Trento. Appunti sparsi segue per la prima volta entrambe le quadre in quella che si preannuncia come una delle partita “must watch” della quarta giornata della LBA.
- E’ giusto ricordare che Trento proviene da una sconfitta a fil di sirena, contro Sassari, grazie ad una tripla allo scadere di Curtis Jerrells. Brescia invece ha perso contro Brindisi, in trasferta, per un divario molto più consistente.
- L’eroe di giornata, senza bisogno di togliere la pellicola alla gara, è il tifoso presente al palazzetto con la maglia di Milano. Come ha detto uno dei più grandi intellettuali contemporanei (ovvero Christian De Sica): “Delicatissimo..”. Se ci leggi, fai un fischio.
- Gentile parte dalla panchina. Brescia schiera lo stesso quintetto dall’inizio dell’anno: Vitali, Lansdowne, Horton, Abass, Cain.
- Nota a margine che però porta colore: le panchine di Brescia sono delle vere e proprie poltroncine con tanto di stemma Leonessa e spazio per le bottigliette d’acqua, come quelle che trovate nei cinema. E nelle minors si ruba ancora le panchine negli spogliatoi.
- Dolomiti Energia subito con la testa avanti, Craft su tutti a comandare gli uomini ospiti, solo l’acuto di Lansdowne per i Bresciani: 8-2 Trento.
- Craft spiega a tutti come mai è stato lui il miglior difensore della passata stagione e come mai, probabilmente, lo sarà anche quest’anno. Già un recupero ed uno sfondamento subito in 3 minuti.
- Vitali passa talmente bene la palla che riuscirebbe a fare un assist facendola passare dalla cruna di un ago.
- Si sveglia Brescia, si spegne Trento ma sempre avanti. 6 a 11 Trento a metà primo quarto.
- Gentile entra e subito 2 assist e recupero. Trento tenta la fuga. Brescia 0/4 da 3 punti.
- Mezzanotte ha fatto due grandi partite alla prima e seconda giornata, molto incolore invece la terza. Qui comincia bene poi si perde un po’ ma avrà modo di rifarsi.
- La meccanica di tiro di Gentile esce direttamente da un libro di Stephen King.
- Brescia ad ora sorretta dal cuore di Andrea Zerini. Solo 5 punti ma su 11 totali di squadra.
- La Germani chiude il primo periodo con un parziale di 8-1: risultato momentaneo sul 14-18 per Trento.
- “Ciao, sono Angelo Warner e faccio 5 punti di fila!”. Brescia in avanti, parziale allungato a 13-1.
- Sono molto vicino al barbiere di Blackmon.
- David Moss ha in casa un quadro che invecchia al posto suo.
- Mi dispiace dirlo ma in questo momento Stefano Gentile è molto più forte di suo fratello Alessandro.
- Tyler Cain sotto canestro fa quello che vuole!
- Brescia 29 Trento 24 a metà secondo quarto. Cain in cattedra.
- Non c’è, ad oggi, un playmaker italiano più forte di Vitali. assist ad ogni azione.
- Altro assist di Vitali, Horton la inciuffa dalla lunga, Brescia a +10 a 2 minuti dalla pausa lunga
- Gentile alla sirena riporta Trento a meno 6. A metà partita Brescia conduce per 40-34 su Trento.
- Ken Horton ci deve delle spiegazioni. Come fa uno di 2 metri e 3 centimetri a correre così velocemente. Chapeau.
- Massimo vantaggio per Brescia grazie alla tripla di Horton. Più 14 per la Leonessa.
- Parziale di 12-0 in 3 minuti di gioco per Brescia.
- Abass cancella il layup di Forray!! Top 5 di giornata subito!
- A metà terzo quarto Brescia conduce 60 a 39. Nel terzo quarto il parziale è 20 a 5.
- King e Kelly gli unici di Trento a 10 punti personali.
- Altra nota a margine: lo scorso anno Blackmon, in maglia Brindisi, segnò 35 punti sul campo della Leonessa. A fine terzo quarto è solo a 6 punti. Trento immobilizzata in attacco.
- Duello Cain/Knox stravinto dal primo, che a tre minuti dalla fine del terzo quarto ha 11 punti e 8 rimbalzi conquistati, mentre Knox è a zero punti e 3 rimbalzi.
- Le calze di Pascolo sono quelle che si metteva mio padre con l’abito buono.
- Trento è a 4 su 14 ai Tiri Liberi.
- Col passaggio in mezzo alle gambe di Forray è ufficialmente iniziato il garbage time.
- Brescia chiude 70 a 45 il terzo quarto. Parziale di 30 a 11.
- Inizia il quarto periodo con la tripla sbagliata di Moss, ma essenzialmente la partita è già chiusa. Vero che nel basket può succedere di tutto, ma l’attitudine in campo di Trento non è quella di una squadra che può e vuole recuperare un così largo divario.
- Situazione rimbalzi tutta in mano a Brescia, 39 a 24 ad 8 minuti dalla conclusione delle ostilità.
- Horton ruba, inchioda e balla tornando in difesa. Leonessa più 30 e partita definitivamente chiusa.
- Warner sta facendo una grandissima partita. E pensare che parliamo di uno che ha giocato nel campionato di Cipro Nord, proprio così, e in Mozambico.
- 82 a 53 a metà quarto periodo ma realmente ben poco da commentare in campo.
- Noto però un largo uso dell’instant replay da parte degli arbitri. Lo trovo giustissimo.
- Quinto fallo di Laquintana ma 15 punti per lui.
- Tutti i giocatori di Brescia entrati in campo hanno segnato: 11 su 11.
- Peccato che sta poco in campo rispetto ad altri, ma Zerini è da annoverare tra i migliori difensori della lega. A fine gara si incolla alle scarpe di Gentile, l’unico a provarci ancora di Trento.
- Abass 17 punti. MVP italiano oggi.
- Partita che va a morire con la vittoria di Brescia per 92 a 66. 17 di Abass e Horton, 15 di Laquintana. 13 di Gentile per Trento che non ha avuto niente dal lungo Knox.
- Ultima nota: serata no al tiro per Lansdowne ma tra 3 giorni si gioca in Eurocup. La guardia si è messa a tirare al buio del palazzetto, dopo che tutti se ne sono andati.



Parliamoci chiaro: sono i precursori del basket del domani, ma anche di oggi in fin dei conti. Hanno preso in mano concetti di più squadre e li hanno messi insieme. Ecco la velocità dei Suns di D’Antoni, i meccanismi degli Spurs di Popovich e l’incredibile facilità di metterla da lontano degli Splash Brothers. Pacchetto fatto e venduto: 3 titoli in 4 anni e forse 4 in 5. Anche più di forse. Se poi le loro strade si separeranno sarà doloroso ma necessario. Klay ha bisogno di essere un primo o secondo violino in carriera. Durant vuole tornare a dettare legge e fondamentalmente a Cousins gli hanno già comunicato che non lo potranno ri-firmare. Poi tutto può accadere.
c’è. Longilineo, muscolo esplosivo, braccia interminabili e la giusta dose di geni nel corpo: africani misti alla scuola cestistica greca. L’attitudine al lavoro? un capolavoro. Vive in palestra, non pensa ad altro, è un ragazzo timido, semplice e vuole solo diventare più forte possibile. “Qui a Millwaukee non hai distrazioni. E’ perfetto per poter migliorare. A New York dove arrivai per il Draft c’erano tutti questi grattaceli. Lì non ci riuscirei” ha detto ai microfoni di Vice Sport.
Yao Ming era la rivoluzione. Nel 2002 venne scelto per primo dai Rockets, che anni prima al posto suo scelsero un altro straniero, lo stesso precursore di una nidiata di giovani talenti provenuti dal continente africano. Oddio Akeem quanto meno fece l’università negli USA, a Houston appunto. Yao è arrivato proprio dalla Cina e come JR Smith vi può spiegare bene, l’attitudine è un pelino diversa. Yao subito si presenta all’audience americana con un clamoroso ‘Handshake Fail’: seduti sul divano bianco di casa Ming, nel tentativo di complimentarsi a vicenda, il gigante insieme a genitori ed agente hanno messo in piedi un siparietto confuso di mani e congratulazioni che ha fatto ribaltare mezza america. Charles Barkley profetizzò che mai avrebbe segnato più di 19 punti in una partita nella NBA, smentito qualche palla a due più tardi, cosa che gli costo una calda effusione col didietro di un mulo.
Poi solo 5 partite in 2 anni, l’imposizione dei 24 minuti massimi a partita per avere il tempo di recuperare il piede infortunato e la sofferta, insostenibile decisione di dire basta al basket giocato. Un addio leggero, senza tanti fronzoli, colui che mai è stato premiato dalla NBA come miglior qualcosa e che forse è stato sottoposto ad un riflettore molto più ampio delle sue reali capacità, ma che davanti a tutto non ha mai fatto sfigurare la sua imponente personalità posata. Un mondo che collideva con un altro in un sistema pensato fin nei minimi dettagli, sia il periodo di partite, di recupero e di stop tra una stagione e l’altra e che veniva puntualmente sovvertito perchè “La nazionale cinese chiama”, quindi d’estate invece di riposarsi si va con i compatrioti. Era dura essere Yao Ming e solo Yao Ming

Pensate che sia un caso i vari contrattoni firmati da Wall ed i Morris? vi sbagliate. Non è uno che si fa vedere spesso, anzi, lavora mestamente dietro le quinte, ma ormai ha ottenuto una stima ed un rispetto talmente profondi che se deve dire qualcosa, tutti nella sala stanno zitti ed ascoltano.