2 – Stephen Curry
Il fatto che a 35 anni, il suo chilometraggio e i numerosi problemi alle caviglie che lo assillavano a inizio carriera sia ancora tra i top 5 (e sono stato largo) della lega, è qualcosa di sorprendente.
29 punti di media la scorsa regular season e 30.5 negli scorsi playoffs.
A volte ha delle partite in cui il tabellino non rende giustizia a tutto quello che fa in campo. La “gravity” che genera su un campo di pallacanestro è un qualcosa di irreplicabile da chiunque altro: è stato marcato con qualsiasi tipo di difesa, uomo, zona, raddoppiato, triplicato, box-and-one, ma la sua capacità di creare vantaggio per tutta la squadra rimane un mistero a oggi insoluto per tutte le squadre avversarie.
Se a questo aggiungiamo anche l’enorme passo avanti che ha fatto nelle ultime stagioni nella metà campo difensiva, allora siamo di fronte a uno dei giocatori più completi dell’epoca moderna.
1 – Luka Doncic
32 punti, con il 50% dal campo e il 56% di percentuale reale di tiro, 8 assist, 8 rimbalzi di media l’anno scorso.
Un biglietto da visita niente male per un 24enne che già da qualche anno sta progettando di conquistare la NBA a suon di prestazioni monstre.
Solo una volta Dallas è arrivata ad annusare il titolo dopo l’epoca Nowitzki ed è stata due anni fa, quando ha perso in finale di Conference contro Golden State.
Nella NBA di oggi, e l’hanno dimostrato gli stessi Mavericks con il solo Doncic, una franchigia non può vincere con una sola superstar, seppur d’élite come lo sloveno: il progetto di Cuban di affiancargli Kyrie Irving per ora non ha dato gli effetti sperati.
I Mavericks, e quindi Doncic, sono a un punto importante della loro storia: lo sloveno è sotto contratto con la squadra texana fino al 2027, con una player option per l’ultimo anno, ma Cuban e il GM Harrison devono apportare modifiche sostanziali al roster per rimanere competitivi ogni anno per il titolo ed evitare che la loro superstar possa avanzare richieste di trade

