4 – Anthony Edwards
Che il cielo sia il limite per lui mi sembra lampante.
Due anni fa e l’anno scorso nei playoffs ha segnato rispettivamente 25.2 e 31.6 punti di media a partita.
Nella serie degli ultimi playoffs contro Denver, è stata sicuramente l’unica nota positiva di Minnesota.
Una Minnesota che ha già sostituito l’uomo al comando dalla franchigia, da Towns a lui, avendo capito di essere davanti a un giocatore davvero speciale.
I Timberwolves rischiano però di avere fatto un grosso errore di valutazione la scorsa estate andando a prendere Gobert: al di là del ruolo che ricoprirà Towns, Edwards ha bisogno di spazio a centro area per far detonare la dinamite che ha nelle gambe e il francese non è proprio il prototipo di lungo che allarga il campo.
3 – Devin Booker
Il proprietario dei Phoenix Suns Matt Ishbia, come già spiegato nell’articolo delle 10 migliori ali per Kevin Durant, è andato più che all-in.
Dopo l’anno zero dell’esperimento con Kevin Durant, quest’anno arriva l’anno uno dell’esperimento Booker-Beal-Durant-Ayton.
Non male, considerando che proprio Booker l’anno scorso ha viaggiato a 34 punti di media nelle 11 partite giocate dai Suns nei playoffs nella passata stagione, tirando con il 58.5% dal campo e distribuendo più di 7 assist a partita.
Un giocatore capace di segnare in qualsiasi modo possibile: se riesce anche a mantenere lo stesso livello di playmaking mostrato la scorsa stagione, Phoenix ha in casa un gioiello pregiatissimo per il lungo-lunghissimo periodo, anche quando l’esperimento con Beal e Durant sarà terminato, quantomeno per necessità salariali.

