Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCharlotte HornetsKemba Walker e Steph Curry: le cifre di un anno da incorniciare

Kemba Walker e Steph Curry: le cifre di un anno da incorniciare

di Giacomo Mugnai

Tempo fa il buon Caron Butler espresse la sua preferenza sull’ All Star Game: Kemba Walker in versione stella.

Una di quelle piccole, impercettibili. Si muove sul campo come un astro cadente, velocissimo. Ma non cade Kemba, brilla.

Per la seconda volta viene nominato “Players of The Week“, insieme a Steph Curry. A proposito, auguri in ritardo.

Si parla spesso di ‘sottovalutare’ giocatori, di prestazioni che passano inosservate agli occhi dei più, di Damian Lillard oscurato da Steph, di James Harden che i 40 li mette (quasi) sempre ma non bastano per la corsa al premio. Mai di Kemba Walker, mai. Né di questi Charlotte Hornets elettrici come il celeste della loro divisa, ad un passo da un sogno chiamato Playoff. Fino a ieri quinti nella Eastern Conference e adesso sesti in lotta con gli Atlanta Hawks.

7 vittorie consecutive, SETTE. Fermati soltanto dall’ improbabile ripresa dei Dallas Mavericks, questa notte cavalcati dalla doppia doppia dell’ infinito Dirk Nowitzki. Sghignazzano i vecchi Bobcats, con Michael Kidd-Glichrist OUT e Al Jefferson appena uscito dal rodaggio. Un allenatore che in silenzio ti prende e ti riscopre giocatore, i due ‘Jeremy’ ringraziano Steve Clifford e vanno avanti.

Per le 4 W di questa settimana ci pensa il figlio del Bronx: era stato rimproverato per l’ imprecisione dall’ arco, un 30% scarso in carriera, troppo poco per uno di 1,85m. Ha risposto questa settimana con 16/31, 51,6%.

Kemba Walker a canestro nel match contro i Sacramento Kings

Kemba Walker a canestro nel match contro i Sacramento Kings

34 punti, 7 rimbalzi e 6 assist per superare in casa 108-103 i Minnesota Timberwolves. Altri 35 conditi da 7 rimbalzi e 7 assist contro i New Orleans Pelicans. Sufficienti i 16 punti con 8 assist per battere i Detroit Pistons; poi 26-6-5 in faccia al barba e agli Houston Rockets.

Una seconda metà di stagione da incorniciare lo potrebbe inserire tra i candidati per il MIP grazie ad un sensibile miglioramento del tiro da 3 punti dal 30% della scorsa stagione (62 gare giocate) al 38% di quest’ anno, ai 21.4 punti di media contro i 17.7 della stagione 2013/2014, finora la migliore. 29.9 punti per 100 possessi contro i 26.2 dello scorso anno. Una delle PG con più minuti nelle gambe: 2302 totali, 36 a partita.

Media settimanale:

27.8 pts, 6.8 ast, 5 reb, 51.6% 3P.

Davanti a Steph si china il capo e si toglie il cappello. Stanotte, per salutare il ricordo dei suoi 27 anni, ha messo 27 punti ai Pelicans con 5 assist e 5 rimbalzi. Ordinaria amministrazione.

Le sue cifre sono impresse nei murales di Oakland, ma anche in quelli di Milano e del Mondo in generale. Seconda nomina a Player of The Week nelle ultime 3 settimane. La sirena di Oklahoma City dopo la sua tripla da metà campo rimbomba ancora nelle orecchie dei Thunder. Ricky Rubio ha pensato bene di fargliela rivivere qualche giorno fa.

Jun 11, 2015; Cleveland, OH, USA; Golden State Warriors guard Stephen Curry (30) reacts during the first quarter against the Cleveland Cavaliers in game four of the NBA Finals at Quicken Loans Arena. Mandatory Credit: Bob Donnan-USA TODAY Sports

Stephen Curry nella sua tipica espressione da baby faced assassin.

Questa settimana lo Chef non esagera con le portate e decide di cucinare l’ essenziale, le 4 vittorie d’ ufficio. Arriva subito al dessert da 41 punti e 13 rimbalzi contro gli Orlando Magic, con 4 recuperi di guarnizione. 12 punti e 10 assist per i malcapitati Utah Jazz, 34 punti contro i Portland Trail Blazers e 35 contro i Phoenix Suns. Alla fine é scappata la mano anche stavolta.

In controtendenza a quanto si dice sulla sua incredibile ascesa, é curioso notare il calo (‘fisiologico’ come quello di un neonato) nelle sue cifre… ma sempre con lo sguardo da assassino.  Da una settimana da 43.8 punti di media si passa ai 30.5, pari alla media stagionale. Il devastante 61.1% dall’ arco era pressoché irripetibile, si accontenta del 46% di questa settimana.

Percentuale realizzativa del 51.1%. Ancora secondo nell’ offensive rating dietro a Tristan Thompson con 125.6 punti, in calo rispetto al 126.4 di due settimane fa. Primo nella classifica del plus/minus con 12.8 (secondo Russell Westbrook a 9.8), inferiore al 13.3 precedente. Anche il PER in leggero calo: da 32.9 a 32.2, numeri estremamente relativi.

Tirando qualche somma elementare rispetto alla scorsa stagione da Mvp si nota che Curry é passato da una media di 23.8 a 30.5 punti. Calato negli assist da 7,7 a 6,5 mentre aumenta leggermente i rimbalzi da 4.3 a 5.3. Dal 44% al 46% nel tiro da tre punti, 51% di FG contro il 47 dello scorso anno e 57% da 2 contro il 52% del 2014-2015. A forza di ripeterle ci si crede.

Media settimanale:

30.5 pts, 5.8 ast 5.5 reb, 2,25 stls, 46% 3P.

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