Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion App We The North #5: Dritti nella storia

We The North #5: Dritti nella storia

di Paolo Sinacore
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Bismack Biyombo e Patrick Patterson hanno trascinato squadra e pubblico con il loro atteggiamento coinvolgente

Dopo anni di inferno e purgatorio, il dio della palla a spicchi in questi playoffs ha finalmente deciso di aprire le porte del paradiso cestistico ai Toronto Raptors e ai suoi tifosi.
Le scene a cui abbiamo assistito in gara 7 fra gli spalti dell’Air Canada Center, intervallate da quelle provenienti dall’ormai celebre Jurassic Park, hanno reso bene l’idea di quanto questa città, e più in generale questo popolo, attendesse con ansia questo momento. La coreografia con la gigantesca foglia d’acero al centro delle tribune è un immagine dal fortissimo – e altrettanto scontato – valore simbolico.
La finale di Conference resta un traguardo ovviamente storico, pur essendo stata mai come quest’anno pronosticabile a fine regular season. Il record senza precedenti da 56 W, il 2° posto di conference, la mediocrità generale dell’est: tutti ingredienti indispensabili per spiegare questo exploit.
I fantasmi del passato hanno continuato ad aleggiare nelle menti dei giocatori, e in tal senso sarebbe troppo facile far riferimento alle percentuali da brivido di Kyle Lowry e DeMar DeRozan nella serie contro Indiana. Ma la capacità di reagire immediatamente (fondamentale da questo punto di vista l’overtime vinto in gara 2 vs Miami) e di buttarsi nella bagarre di 2 serie playoffs brutte, sporche e cattive, ha rappresentato il segnale fondamentale della tanto attesa svolta caratteriale.
Continuare a perdere gara 1 fra le mura amiche non ha fatto differenza, perchè i Raptors hanno insistito sulla loro strada con qualche logico aggiustamento (vedi Powell in marcatura su George, o Luis Scola fuori dalle rotazioni, o Joseph in quintetto al posto di DeRozan negli ultimi quarti), ma consapevoli del proprio potenziale: solo così si spiegano le due gare 7 vinte con tutta la pressione del mondo addosso.
Adesso è il turno degli imbattuti Cavaliers di Lebron James, Kyrie Irving e Kevin Love, un mix esplosivo di talento ed esperienza che non dovrebbe lasciare il minimo spazio ai sogni di gloria dei canadesi. Tanto più che Jonas Valanciunas difficilmente sarà di nuovo a disposizione prima di gara 3.
Ma a questo punto, con la leggerezza di chi ha già fatto il suo e parte da sfavorito, i Raptors sanno che l’occasione di fare quantomeno una bella figura è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

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