The Oklahoma City Thunder just went 7-6 against two teams that went 140-24 during the regular season so maybe hold off for a day on calling them trash. Kevin McElroy
Al termine di gara 7 della finale della Western Conference, ho letto questo tweet di McElroy e da qui voglio partire per analizzare quanto fatto dagli Oklahoma City Thunder. Se è vero che non è tutto oro quel che luccica, sarà pur vero che non è tutta spazzatura tutto quel che puzza.
Alla fine della regular season 2014-15 dove i Thunder avevano mancato il traguardo dei playoff, specialmente per via degli infortuni, è arrivato un nuovo coach, Billy “The Kid” Donovan. In molti lo avevano apprezzato in Florida, ma in pochi pensavano potesse cambiare radicalmente OKC. Il 55-27 come bilancio definitivo del 2015-16 è stato entusiasmante, soprattutto perché ottenuto in una Conference più competitiva che mai. A questo punto per raggiungere la grandezza, Kevin Durant e compagni avrebbero dovuto battere due delle migliori squadre di sempre, impresa al limite della fattibilità. Il primo step ai playoff sono i Dallas Mavericks, che però non possono chiedere altro alla stagione, se non un’ultima vittoria prima dell’arrivederci alla prossima stagione. Dunque carichi di un 4-1 sono passati alla semifinale contro i San Antonio Spurs, i texani sono i super favoriti. Gara 1 della serie è stata un blowout e ad inizio maggio Spurs-Warriors, sembrava inevitabile come finale, invece 4 vittorie nelle successive 5 gare hanno portato la vittoria a Oklahoma.

Billy Donovan sul parquet della Chesapeake Energy Arena.
Nella serie contro Golden State sono riusciti ad andare oltre le aspettative di chiunque e sul 3-1 sembravano destinati a chiudere a cavalcata trionfale alle Finals. Le cose non sono finite così, ma non si può per questo pensare che sia tutto da buttare. Il futuro dipenderà quasi totalmente dalla scelta di KD, ma la dirigenza della franchigia ha elementi in più rispetto allo scorso anno. I punti su cui potranno puntare per cercarlo di trattenere, sono: Billy Donovan, che ha dimostrato al primo anno di poter competere con i migliori coach al mondo. Kanter, Waiters e Roberson nettamente cresciuti e con margini di miglioramento ancora grandi. L’intesa con Westbrook è ormai una garanzia anche contro difese preparate. Infine l’aver battuto i San Antonio Spurs e l’aver portato a gara 7 gli Warriors. L’anello sarebbe stata sicuramente una motivazione determinante, ma KD quest’anno e Russell il prossimo, nel prendere la tanto attesa decisione, non potranno non pensare ai miglioramenti in chiave Thunder.
Il bilancio dell’annata a Oklahoma City è quindi da considerarsi tendenzialmente positivo, i cambiamenti che si sono palesati ai playoff, dovuti all’ottimo lavoro del coach, faranno da contraltare alla sconfitta amara di gara 7 alla Baia Californiana. Senza però adagiarsi sugli allori, poichè il 2016-17 potrebbe davvero rivelarsi come l’ultimo in cui tentare la vittoria del Larry O’Brien Championship Trophy.

