“Gioca con una libertà, un’allegria e un’imperturbabilità tali che potrebbe essere una sorpresa, come lo è stato per me, sapere che Curry soffre di ansia da prestazione, che si avvicina a ogni partita con una paura di ciò che lo aspetta” ha dichiarato Tim Keown (ESPN). “Non sembra soffrire di alcuna angoscia esistenziale mentre segna 17 punti nel quarto quarto contro i Los Angeles Lakers il giorno di Natale. Allo stesso modo, non è sembrato per niente agitato nel realizzare 8 tiri da tre contro la Francia quando ha vinto la medaglia d’oro olimpica. E invece…”.
E invece Stephen Curry, la superstar dei Golden State Warriors, il più grande tiratore di tutti i tempi, ma questo non significa che sia immune all’ansia pre partita.
Il numero 30 ha rivelato che le aspettative particolarmente elevate del pubblico nei suoi confronti, gli procurano agitazione, anche se ritiene che questo lo aiuti a non mollare mai.
Dopo essere stato 10 volte All-Star, 4 volte campione NBA, 2 volte MVP della lega e una volta MVP delle Finals, l’impressione è che Curry abbia realizzato praticamente tutto ciò che si può realizzare.
Ha portato gli Warriors alle Finals per ben 5 stagioni consecutive, dalla 2014-15 alla 2018-19, vincendo ben 3 titoli. Poi, nella stagione 2021-22, gli Warriors e Curry sono tornati alle Finals, battendo i Boston Celtics e conquistando il quarto anello della sua storica carriera.
Sebbene il 36enne si stia avvicinando alla fine della sua carriera, continua a produrre ad alto livello, praticamente ogni singola sera. In questa stagione, Curry sta viaggiando con una media di 22.5 punti, 4.9 rimbalzi e 6.3 assist a partita, tirando con il 45.2% dal campo e il 42% da tre.
Viene da sé che Curry, insieme a LeBron James e Kevin Durant, ha avuto a che fare con aspettative più elevate del normale nel corso della propria carriera. Questo può certamente pesare sulla calma di un determinato giocatore, e Steph non fa eccezione. Ma sembra che Curry abbia trasformato questa ansia in un modo per motivarsi, e giocare ad alto livello il più spesso possibile.
“Oh, sicuramente ho l’ansia” ha detto. “Gran parte di essa è legata alle aspettative che ho stabilito e al livello a cui voglio giocare. Sono le stesse aspettative che ho anche io stesso riguardo le mie prestazioni, e la consapevolezza di quanto sia importante giocare una buona partita. È una sana insicurezza quella di dover dimostrare il proprio valore ogni singola sera, il che è positivo. Ti fa andare avanti”.
