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Lakers e Clippers: “C’era una volta a Los Angeles”

di Michele Gibin
Lebron james football

“C’era una volta a Los Angeles” – di Saverio Bontempo

Questo sarebbe stato il titolo del film di Quentin Tarantino se ci fossimo ritrovati a parlare della situazione cestistica nella città degli angeli. In quel di Los Angeles le due rappresentanti maggiori del basket, i Clippers ed i Lakers si sono date parecchio da fare per riportare il tanto agognato anello di campione NBA in California.

“C’era una vola a Los Angeles”: I Lakers

Le due squadre, attraverso degli scambi molto interessanti ed una attenta scelta dei giocatori su cui puntare durante la free agency hanno riportato l’attenzione degli esperti sulle due franchigie. I Lakers partono sicuramente più decisi rispetto ai cugini e, sacrificando quasi tutto il loro “young core” ed alcune future scelte al draft, si sono accaparrati Anthony Davis dai New Orleans Pelicans ottenendo un giocatore che, se in salute, rientra senza problemi nell’elite del gioco e che darà alla squadra di coach Frank Vogel maggior possibilità far rifiatare The King, LeBron James.

Los Angeles Lakers

LeBron James guarda avanti

Ah già! Il Re! Non bisogna mai dimenticare che L.A. potrà contare sui servigi di James, ovvero di un 4 volte MVP e di un 15 volte All-NBA, che metterà sicuramente anima e corpo per provare a vincere il suo quarto anello. Oltre a due campioni di livello assoluto la squadra losangelina potrà contare su veterani interessanti come Dwight Howard, 3 volte difensore dell’anno e due volte leader NBA per stoppate, Danny Green, 2 volte campione NBA e giocatore da oltre il 40% dalla linea dei tre punti sia in stagione regolare che ai playoffs, passando poi per ex-campioni alla ricerca di un ultimo attimo di gloria come Rajon Rondo, campione NBA nel 2008 con i Boston Celtics e 3 volte miglior passatore della lega.

I Lakers profumano di vintage dalla testa ai piedi e, confidando nel supporto di giovani stelle come Kyle Kuzma sono finalmente riusciti a fare il salto di qualità che mancava per tornare ad essere una contender. Certo, ci sarebbe piaciuto vedere Gregg Popovich guidare un “2 and D Team”, ma crediamo che Frank Vogel possa dare allo stesso modo un contributo importante.

“C’era una volta a Los Angeles”: i Clippers

Il discorso è diverso se invece prendiamo la macchina e ci spostiamo alla facility dei cugini meno conosciuti e titolati, I Los Angeles Clippers. “La seconda squadra di Los Angeles” è uscita da un periodo che ha lasciato l’amaro in bocca a non pochi tifosi. In una decade di NBA i Clippers hanno avuto tra le mani talenti purissimi, quali per esempio Blake Griffin, matricola dell’anno 2011 e 6 volte All-Star, o Chris Paul, 4 volte miglior assist-man della lega e 6 volte leader per palle rubate a gara.

Se a tutto questo talento aggiungete giocatori come DeAndre Jordan o Eric Bledsoe, l’obiettivo minimo non avrebbe potuto essere altro che combattere per l’anello. Nonostante ciò i Clippers di “Lob City” non sarebbero mai andati oltre le semifinali di conference, causa infortuni ed uno spogliatoio mai troppo unito, lasciando una sensazione di incompleto nei cuori dei tifosi.

Ora, tornando al presente iniziamo a parlare della off-season dei Clippers dal principio: ci troviamo a pochi giorni dalla fine delle NBA Finals, e mentre le altre franchigie della lega combattono e piazzano i primi colpi nella free agency, i Clippers si limitano ad esercitare le player option per i loro giocatori chiave, rifirmando in pochi giorni l’eterno Lou Williams. Al draft chiamano Mfiondu Kabengele e si limitano a blindare tutti i giocatori che hanno fatto parte della cavalcata playoffs 2019.

Attenti a questi due, i nuovi Clippers

Da qui in poi, la storia prende quella che definiremmo una piega inaspettata: il front office dei Clippers piazza il colpo inaspettato: Doc Rivers, Lawrence Frank ed il proprietario Steve Ballmer convincono la ex-star di Toronto e San Antonio Kawhi Leonard a disdire il taxi per El Segundo, la casa dei Lakers ed a partire il prima possibile per raggiungere il resto della squadra.

Neanche il tempo di riprendere fiato che, spedendo ad Oklahoma City Thunder l’azzurro Danilo Gallinari, la talentosa point guard Shai Gilgeous-Alexander e sette (!) scelte future al primo giro (2021, 2022, 2023, 2024 e 2026) I Clippers convincono Sam Presti a lasciar partire Paul George. Quel Paul George, appena arrivato terzo dietro a James Harden e Giannis Antetokounmpo nella corsa al premio di MVP.

I Clippers si trovano oggi con due potenziali candidati al titolo di MVP della stagione 2019\20, due o tre giocatori capaci di garantire 15 a sera e tre dei migliori difensori della lega, come Patrick Beverley oltre agli stessi Leonard e George. Sicuramente nono saranno intriganti (cestisticamente parlando) come i cugini in canotta giallo-viola, ma sono sicuramente più concreti e probabilmente anche più motivati.

Per queste ragioni vediamo ancora un passo avanti i Clippers ma, si sa, mai scommettere sul cuore di un campione, o di un Re.

Quindi, mettetevi seduti comodi e gustatevi pieno la stagione che sta per iniziare.

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