Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNBA, 5 squadre da tenere d’occhio dopo l’All-Star Game

NBA, 5 squadre da tenere d’occhio dopo l’All-Star Game

di Gabriele Melina
DeRozan e Booker

Phoenix assume il controllo della Western Conference

NBA Devin Booker Phoenix Suns
Devin Booker in maglia Phoenix Suns

Si conferma una tautologia l’effetto positivo che Chris Paul ha su ciascuna squadra per cui gioca, compresa la stessa Phoenix. Da assoluti zimbelli della lega, i Suns sono arrivati prima ad un passo dal titolo, sconfitti in finale dei campioni in carica Milwaukee Bucks, e poi, questa stagione, primi a Ovest con uno stacco netto rispetto ai secondi posizionati, i Golden State Warriors.

Terzo miglior offensive e defensive rating, primi per net rating, quinti per effective field goal percentage con 54.4, sesti per true shooting percentage con 57.6%, quarti per turnover percentage con 12.9 (banalmente, la quarta squadra per minor numero di palle perse a partita), i Suns stanno giocando una stagione alquanto efficiente, sia in termini di percentuali di squadra che di cifre individuali.

Devin Booker, miglior realizzatore dei suoi, segna mediamente 25.5 punti a serata con il 44.6% dal campo ed il 36.9% da tre, non è da meno Chris Paul, 14.9 punti e 10.7 assist di media con il 48.7% dal campo. E ancora Deandre Ayton, anche lui in doppia doppia con 16.5 punti e 10.3 rimbalzi.

L’unica sventura a cui i Suns dovranno badare è l’ennesimo infortunio alla mano di Paul, che resterà fuori per almeno 6-8 settimane. Per il momento, tuttavia, Phoenix avanza a ritmo di vittorie, 26-5 il record di casa e 22-5 quello in trasferta.

Heat e Bulls si contendono il primo posto a Est: chi la spunterà?

NBA DeRozan Bulls
DeMar DeRozan in palleggio contro Gabe Vincent

Se i Chicago Bulls sono la rivelazione dell’anno, i Miami Heat sono la conferma di un meditato processo di crescita e di sagge mosse di mercato. Da una parte, l’innesto di DeMar DeRozan, da alcuni giudicato come una delle peggiori firme, ha in realtà stravolto in positivo le sorti dei Bulls: recentemente, DeRozan ha superato Wilt Chamberlain per aver segnato 35 punti o più con almeno il 50% dal campo in 7 gare consecutive (Wilt si era fermato a 6 nel 1963).

I 28.1 punti a gara dell’ex guardia degli Spurs, che sicuramente gli varranno una menzione per il premio di MVP, seguiti dai 24.6 con il 39.9% dalla lunga distanza di Zach Lavine, sono solo alcuni dei fattori principali di una stagione sorprendente da parte dei Bulls. In concomitanza con i successi di Chicago, però, anche i Miami Heat hanno iniziato a trovare la quadra.

Con 38 vittorie e 21 sconfitte, gli Heat sono a pari merito con i Bulls per il primo posto a Est. Da Jimmy Butler, 21.8 punti, 6.4 rimbalzi e 6.0 assist di media, a Tyler Herro, 20.0 punti, 4.8 Lrimbalzi, 3.9 assist, Miami continua a far leva su un gioco corale che può contare su più punti di riferimento in entrambe le metà campo.

Bulls e Heat hanno seguito due percorsi leggermente diversi: mente Chicago non si è mai guardata indietro da inizio stagione, Miami non è mai caduta in basso ma ha iniziato a premere sull’accelleratore solo recentemente. In una Eastern Conference sempre più competitiva, terminare la stagione da primi anziché secondi, o viceversa, può risultare in accoppiamenti vantaggiosi o meno ai playoffs.

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