Brooklyn cerca continuità dopo lo scambio Harden-Simmons

La stagione dei Nets, o meglio dire gli ultimi anni di Brooklyn, sono stati caratterizzati da un costante stato di incertezza. Al di là dello strabordante talento individuale, con il senno di poi possiamo dire che i Nets non solo abbiano fatto difficoltà, ma forse non siano mai riusciti a trovare la giusta chimica di squadra, necessaria quando il talento, e l’ego, sono di queste proporzioni.
L’intera situazione Kyrie Irving, la forma fisica di James Harden e le condizioni di Durant, hanno fatto sì che questi tre giocassero solo 16 gare insieme. Complice anche qualche infortunio di troppo, Durant si è ritrovato solo in quella serie contro i Milwaukee Bucks, e per un pelo, letteralmente, non l’ha spuntata. Il rifiuto di Irving a vaccinarsi, poi, sembra aver infastidito Harden, il quale, alla prima occasione, ha fatto sapere che quest’estate non avrebbe esercitato la player option.
Così la dirigenza Nets ha provveduto a scambiarlo, smontando un trio che, a conti fatti e per vari motivi, non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Lo sbarco di Ben Simmons nel newyorchese è al contempo una ventata d’aria fresca ed un punto di domanda: se l’ex point-guard dei Philadelphia 76ers riuscisse a sgomberare la mente, a Brooklyn potrebbe fare quel che gli riesce meglio, mettere in visione i compagni e difendere, senza doversi preoccupare di far canestro.
I Nets si affacciano a questa seconda metà di stagione con un assetto diverso: con il ritorno in campo di Durant sempre più vicino, Brooklyn potrebbe schierare Simmons da cinque, come point-center, ed Irving da point-guard. In questo modo, Steve Nash disporrebbe di due eccellenti trattatori del pallone, Irving e Simmons, più una serie di armi offensive che hanno contraddistinto, fino ad oggi, il gioco dei Nets.
Al momento, Brooklyn è ottava a Est causa 28 sconfitte su 59 partite disputate. Queste ultime venti gare fungeranno da rodaggio e, perché no, da assestamento in classifica.
Lakers: LeBron e le condizioni fisiche precarie di Anthony Davis

La stagione dei Lakers è stata, e probabilmente continuerà ad essere, tumultuosa e confusionaria. Tralasciando Russell Westbrook ed il suo inserimento in squadra, un rebus forse irrisolvibile, Los Angeles si ritrova alle prese con una problematica che non solo li afflige da tempo, ma potrebbe prendere risvolti inaspettati: le condizioni fisiche di Anthony Davis.
E’ innegabile che l’ex lungo dei New Orleans Pelicans stia vivendo un vero calvario: il 19 dicembre Davis va a terra per una distorsione al ginocchio sinistro, rimarrà ai box per circa un mese. Dopo 17 gare saltate, torna contro Brooklyn, mette su una serie di partite di buon livello e le speranze dei tifosi Lakers, anche se per poco, si riaccendono. Il 17 febbraio contro gli Utah Jazz, Davis è ancora a terra dolorante sul parquet: distorsione alla caviglia destra, altre 4 settimane di stop.
Davis ha preso parte a 37 incontri su 58 quest’anno, mentre la stagione precedente, in cui i Lakers vennero eliminati al primo turno dai Suns, ne ha giocate solo 36. A questo punto, i losangelini non hanno altro da fare che rivolgersi, per l’ennesima volta, a LeBron James, a cui toccherà il compito di trascinare una squadra abbastanza disfunzionale a 37 anni d’età.
Per quanto si confidi nelle innegabili capacità del nativo di Akron, sarebbe un miracolo se Los Angeles riuscisse a sorprendere tutti ai playoffs, cancellando la reputazione che si è costruita in stagione regolare. E’ probabile che i Lakers stiano già guardando alla free agency, dove bisognerà prendere una decisione importante circa il futuro di Westbrook e di Davis.
Per il momento, rimaniamo a guardare cosa faranno i Los Angeles Lakers in questa seconda parte di stagione.

