fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimenti NBA Collection Stories – “The Klaw” Kawhi Leonard, episodio 5

NBA Collection Stories – “The Klaw” Kawhi Leonard, episodio 5

di Diego Borella

Ci sono quelle maglie per le quali non posso aspettare che un giocatore si ritiri per prenderle, come quella di The Klaw, Kawhi Leonard.

O perché sono troppo belle, o perché raccontano una storia difficilmente ripetibile. Ed è proprio questo il caso. Un tipo di maglia esistita per una sola stagione, solo per le squadre arrivate ai playoffs l’anno precedente, una Earned Edition.

Capitolo 1 – Kawhi Leonard, Fun Guy

Un personaggio apparso sempre schivo e silenzioso, ma che ha tirato fuori col tempo la parte divertente e autoironica. Fun Guy appunto, ovviamente detto con ironia vista la sua difficoltà nel mostrare anche solo un sorriso. Ma c’è un motivo che ha portato Kawhi Anthony Leonard a non avere voglia di ridere per tanti anni. È cresciuto a Riverside, in California, era un ragazzo tranquillo, nella norma. Viveva con la madre Kim che era separata dal padre Mark, ma erano in buoni rapporti tanto che Kawhi andava spesso a dare una mano al padre al suo autolavaggio di Compton, a Los Angeles.

Gli piaceva quel posto e gli piaceva stare con suo padre, il suo amico, il suo mentore.

Kawhi Leonard storia

La Earned Edition dei Toronto Raptors

Kawhi Leonard maglia Raptors

la maglia nr 2 di Kawhi Leonard

Il 19 gennaio 2008 è il giorno in cui cala il silenzio nella vita di Kawhi Leonard. Qualcuno spara, suo padre muore. Senza motivazioni plausibili, si parla di rapina, ma dal momento della telefonata della madre, che gli darà la notizia, sarà Kawhi a smettere di parlare. Esternamente è morto anche lui. In pochi attimi è un adulto nel corpo di un adolescente che riversa tutte, ma proprio tutte le sue emozioni nel gioco, in quello che sa fare meglio, in quello di cui il padre sarebbe stato fiero se lo avesse potuto vedere.

Non ci sono altri obiettivi davanti a lui, deve renderlo fiero. Quindi non c’è niente da dire e neanche niente da ridere.

Si allena più di tutti e diventa Mr. Basketball California alla high school, continua ad allenarsi più di tutti e dopo 2 anni alla San Diego University è pronto per andare con i grandi, lui che grande lo è diventato prima degli altri.

Capitolo 2 – Ai San Antonio Spurs

15esima scelta degli Indiana Pacers al draft NBA 2011. Cinque minuti dopo passa ai San Antonio Spurs. Dopo la sua prima partita, quando gli chiederanno delle sue sensazioni, risponderà di essere molto triste perché suo padre non poteva essere lì a vederlo. È in NBA, ma lui ha sempre e solo la stessa cosa in testa, migliorare. Nonostante il contratto milionario continua ad andare al campo con la sua macchina del 1997 e la cambierà solo al secondo anno su pressione dei familiari.

Il suo carattere trova il luogo migliore per crescere. Con gente come Duncan, Parker e Ginobili. E con Gregg Popovich, forse il più grande allenatore psicologo della lega, ci riesce ed anche in fretta. La squadra di Pop trova il giocatore perfetto. Al suo secondo anno è già un punto fermo della squadra e arriva  alle NBA Finals dove, per la prima volta, mostra delle emozioni in gara 6. Sbaglierà un tiro libero a pochi secondi dalla fine che risulterà fatale considerata la tripla di Ray Allen, subito dopo, che porterà i Miami Heat a gara 7 e a vincere quell’anello. Negli anni agli Spurs diventa “The Klaw”, l’artiglio, la sua difesa e le sue mani ne sono la giusta dimostrazione. Ma anche in attacco diventa impossibile da fermare.

Con i ritiri dei veterani è lui il punto di riferimento, ma nella stagione 2017/18 qualcosa si rompe. Dopo l’infortunio delle finali di Conference dell’anno precedente il suo modo di comportarsi cambia, anche con Popovich, sempre in chiusura ma adesso nei confronti del suo team. Un infortunio che sembra durare troppo a lungo, Kawhi non va nemmeno a vedere le partite, il silenzio come scudo. Vuole solo tornare a Los Angeles, ai Lakers, ma non si trovano gli accordi, c’è la possibilità allora di andare a Toronto prima di diventare free agent, e lui la coglie, ha bisogno di cambiare. In una lettera agli Spurs si congederà a modo suo, sinteticamente ma chiarissimo, due parole: Thank You. Ringrazia tutti e ricorda i momenti indimenticabili.

Come quel 2013\14, l’ anno della vendetta sportiva di San Antonio e la consacrazione definitiva di Kawhi. Finals sempre contro la Miami di un LeBron James che verrà cancellato dal californiano, non c’era storia quella volta, tra tutti quegli enormi campioni era lui l’MVP delle finali. Era gara 6. Era il giorno della Festa del Papà…

Kawhi Leonard infortunio

L’infortunio di Kawhi Leonard contro i Golden State Warriors

Capitolo 3 – He The North

L’anno in cui The Klaw va a Toronto è lo stesso anno in cui ho deciso di collezionare le Jersey NBA e, nella mia lista c’era la numero 2 degli Spurs. Ho iniziato prendendone delle altre e, mentre il tempo passava, anche la stagione prendeva forma e ho deciso di attendere per quella di Leonard.

I Toronto Raptors arrivano a sorpresa secondi a Est. Sono una sorpresa perché oltre a Leonard e Lowry non c’erano molte aspettative, ma Kawhi è quel giocatore che di natura può sì risolverti le partite, ma migliora chi gli sta accanto. Quindi Siakam, VanVleet e l’esperienza di Ibaka. Green e Marc Gasol arrivato a gennaio diventano fondamentali. Lui, con il suo gioco fatto di meticoloso e duro lavoro ( ma sempre con la stessa espressione sul viso), fa superare alla squadra il primo turno dei playoffs partiti con una sconfitta in casa con Orlando.

Sconfitta che ha fatto rumoreggiare sulla solidità della squadra, ma già da gara 2 ne mette 37 e i Magic non ne vinceranno più una. Poi ci sono le semifinali equilibratissime contro Philadelphia che arrivano a gara 7 dove succede qualcosa agli ultimi secondi che lascia senza fiato. Un tiro che entra dritto nella storia, di Toronto e di The Klaw, un tiro che è riuscito a fargli cambiare espressione.

Ma per dare a quel tiro il valore che merita ha dovuto, poi, superare le due squadre più forti della lega. Si è detto che l’MVP della stagione Antetoukumpo era troppo giovane per essere al suo massimo livello. Che gli Warriors erano troppo afflitti dagli infortuni e non erano più gli stessi. Ma la verità è che Leonard ha dominato tutti, in silenzio e con una sola espressione. Ha fatto alzare ai Raptors il primo trofeo della loro storia diventando MVP delle Finals per la seconda volta e con 2 maglie diverse, come Kareem e LeBron. Per poi salutare e tornare nella sua Los Angeles, sponda Clippers, per provare a scrivere nuove storie nella città che era di suo padre.

A noi rimane indelebile quell’unico anno. In cui quel signore con la maglia rossa, la scritta North davanti e un 2 dietro, ha fatto alzare per la prima volta il trofeo ad una squadra Canadese. Lui era Kawhi Leonard, per tutti, The Klaw

Kawhi Leonard tiro

Il cambio di espressione dopo il tiro in gara 7 contro Phila

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi