Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLa Top 15 guardie della stagione NBA 2024-25

La Top 15 guardie della stagione NBA 2024-25

di Andrea Delcuratolo
Top guardie NBA 2024-25

12 – Austin Reaves

Se fin qui sono stati analizzati due contesti dove c’è qualcosa dal quale ripartire, a Los Angeles sponda Lakers si riparte da zero. Archiviata l’esperienza Darvin Ham, arriva JJ Redick. Il discorso è che Redick non ha assolutamente esperienza come allenatore. 

Domanda sorge spontanea: perché allora Reaves è stato messo sopra Young e Beal? Molto semplice: anche in un contesto che riparte da zero come quello dei Lakers, Reaves può mettersi in luce. L’esperienza con Ham, l’ha visto ritagliarsi uno spazio da protagonista trovando 15.9 punti, 4.3 rimbalzi, 5.5 assist giocando in media 32.1 minuti a gara. 

Se Reaves riuscirà ad adattarsi al meglio alle richieste di Redick, ecco che Hillbilly Kobe può diventare o il volto della franchigia per il futuro o un’ottima pedina di scambio. LeBron James ed Anthony Davis non sono eterni. Meglio capitalizzare subito.

11 – James Harden

Ultima chiamata per i Los Angeles Clippers. Ultima chiamata per James Harden. A 35 anni, una delle guardie migliori della Lega sa che i suoi giorni sono contati. Le speranze di un Titolo NBA si allontanano sempre di più.

Se però i Los Angeles Clippers vogliono giocarsi le loro carte, hanno bisogno di un Harden concentrato solo ed esclusivamente sul gioco. Ormai sembra che il nome di Harden sia legato sol ed esclusivamente a scaramucce extra campo, non più alle prestazioni di un giocatore che è stato MVP nel 2018.

16.6 punti di media, accompagnati da 8.1 assist e 5.2 rimbalzi in 34.3 minuti di utilizzo a gara. Salutato Paul George, è tempo per Harden e Kawhi Leonard di fare il salto di qualità decisivo per cercare di andare fino in fondo.

10 – Tyrese Maxey

Se Tony Parker giocasse oggi sarebbe Tyrese Maxey. Al netto dei 4 titoli vinti, per quelli si vedrà ovviamente.

Lo scorso anno Maxey è stato la ragione per cui i Sixers non si sono peritati di interessarsi più di tanto di che cosa chiedesse James Harden, ma solo di scaricarlo alla prima occasione e per fortuna gli LA Clippers esistono e sono sempre loro. 25.9 punti di media con 6.2 assist a partita su un volume altissimo di possessi e in stagione in cui Joel Embiid ha giocato appena 39 gare, ai playoffs è salito a 29.8 punti per gara con percentuali ancora migliori al tiro. Il suo gioco a due e l’intesa con Embiid sono cresciuti nel tempo, Maxey ha imparato a rallentare e adattarsi ai tempi di Joel, e fargli avere il pallone dove l’MVP 2023 lo desidera ancor meglio di quanto facesse Harden, considerando che il Barba era piantato per terra mentre questo vola. L’ex Kentucky ha ancora la tendenza a prendersi tiri e soluzioni difficili attaccando il canestro, quando fermarsi un passo prima (come faceva Parker!) potrebbe essere la chiave, non è infatti raro vederlo finire in acrobazia e autoescludersi automaticamente dal rientro difensivo in caso di errore. Nulla che non si possa correggere.

9 – De’Aaron Fox

La stagione 2023-24 ha rappresentato una grande inflessione per i Sacramento Kings rispetto alla stagione precedente. Il nono posto nella Western Conference dello scorso anno, vede gli uomini di Mike Brown chiamati a risalire la classifica. I Kings 2024-2025, si presentano ai nastri di partenza dell’NBA con il terzetto Sabonis-DeRozan-Fox

Quest’ultimo, è stato una delle (poche) note positive della franchigia californiana. 26.6 punti, 5.6 assist, 4.6 rimbalzi per Fox, chiamato a prendersi sulle spalle la squadra e tentare la risalita. Non ci sarà Harrison Barnes, sacrificato per arrivare a DeRozan. Basterà il terzetto menzionato sopra per riportare Sacramento in alto?

8 – Donovan Mitchell

A Cleveland sembrava di rivivere un copione già visto. Un talento che porta la squadra in alto, pronto a salutare. Non è stato così, con Donovan Mitchell che ha scelto di rimanere in Ohio dopo un lauto rinnovo contrattuale. A Cleveland è arrivato un nuovo allenatore cioè Kenny Atkinson

Mitchell, adesso, ha il compito di portare Cleveland a fare quel salto di qualità che da troppo tempo si aspetta. Un gruppo come Mitchell, Caris LeVert, Darius Garland, Jarrett Allen e Evan Mobley può fare la fortuna della squadra campione 2016. Dipende però da come Atktinson si ambienterà alla prima esperienza da capo allenatore.

Dalla sua, potrà contare su un Mitchell da 26.6 punti, 6.1 assist e 5.1 rimbalzi a gara. Numeri che fanno di Spida il giocatore più importante della squadra.

7 – Kyrie Irving

Se Dallas vuole riprovare l’assalto al Titolo, molto dipenderà dalle condizioni di Kyrie Irving. Di certo, l’esperienza non gli manca, dopo dodici stagioni ed la vittoria del 2016. La coesione con Luka Doncic c’è ed è molto forte. L’arrivo di Thompson poi, alza il livello del roster a disposizione di coach Jason Kidd.  

Il livello di Irving non si discute. Le medie dell’ultima stagione dicono 25.6 punti, 5.2 assist e 5.0 rimbalzi. Il compagno perfetto per Doncic, sia a livello offensivo che difensivo. I Dallas Mavericks sono fra le contender di questa stagione e avere un Kyrie Irving al top può fare tranquillamente le fortune della franchigia texana

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