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Blazers, il futuro di Aldridge lontano dall’Oregon: le 5 pretendenti in corsa per LaMarcus

di Gabriel Greotti
lamarcus aldridge

LaMarcus Aldridge, di gran lunga una delle power forward più complete e competitive di tutto il panorama NBA odierno, non ha nascosto la propria profonda delusione in merito all’eliminazione dai playoff dei suoi Blazers al primo turno ad opera dei Memphis Grizzlies di Marc Gasol. Ad oggi ciò che farà Aldridge, prossimo alla free agency,è un mistero per tutti, a partire dai tifosi Blazers, passando per la dirigenza della franchigia dell’Oregon e arrivando probabilmente allo stesso lungo nativo di Dallas.

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LaMarcus Aldridge

Una recente intervista al giocatore, pubblicata da Brett Pollakoff su in un articolo probasketballtalk.com, mette in mostra la delusione dello stesso Aldridge, che alla domanda “Cosa è importante per te quando sarà il momento di decidere sul tuo futuro?” ha prima detto di non voler parlare di questo argomento, aggiungendo però poi di essere felice di essere a Portland da ormai nove primavere e di non essere deciso a cambiare aria, ma precisa che incontrerà il suo agente per parlare dei vari scenari che gli si presenteranno in estate, quando sarà unrestricted free agent. Alla seconda domanda “Portland è ancora in vantaggio per trattenerti?” LaMarcus ha ribadito che dovrà parlare col suo agente e non ha voluto entrare nel dettaglio, ponendo ancora l’attenzione sul fatto che a Portland è felice e non cambierà aria facilmente.

Se ci si basa semplicemente sulle dichiarazioni del giocatore, a questo punto, viene naturale pensare che sarà Aldridge stesso a prendere in considerazione un rinnovo che lo leghi ancora per qualche stagione alla franchigia dell’Oregon, ma qualora si presentasse una franchigia con un progetto vincente, e LaMarcus volesse cambiare aria, potrebbe diventare un’occasione che in pochi si lasciano sfuggire.

A questo punto non resta ch analizzare le possibili destinazioni che Aldridge potrà prendere in considerazione durante l’offseason:

  • Dallas – Aldridge è proprio nativo di Dallas, e si da il caso che i Mavs abbiano solo quattro giocatori con il contratto garantito per il prossimo anno, anche se la situazione per la franchigia di Mark Cuban è spinosa. Il GM dei Mavericks dovrà gestire le player option di Raymond Felton, Al-Farouq Aminu e Monta Ellis, oltre alla qualifying offer di Bernard James ed alla team option di Dwight Powell. A Dallas inoltre si fanno sempre più insistenti le voci riguardanti un cambiamento di ruolo per Dirk Nowitzki, che potrebbe essere il sesto uomo di coach Carlisle la prossima stagione, e dovranno essere trattati con cura anche i casi dei rinnovi contrattuali di Rajon Rondo (che sembra però sul piede di partenza) e Tyson Chandler, che occupano attualmente una bella fetta del salary cap dei texani. Aldridge farebbe al caso di coach Carlisle, che troverebbe in lui un degno sostituto di Nowitzki nel ruolo di PF titolare e potrebbe trovare lo spazio per firmare il lungo attualmente in forza ai Blazers proprio non rinnovando Rondo e qualche altro contratto minore.
  • San Antonio – Gli Spurs hanno una situazione simile in alcuni aspetti a quella dei Mavs, con soli sei contratti garantiti per la prossima stagione dei quali solo la metà sono piuttosto onerosi, ed hanno da gestire le qualifying offer di Leonard, Joseph e Baynes. A San Antonio inoltre si respira aria di ritiro per i Big3, dei quali il solo Tony Parker ha un contratto sino al 2017/18, mentre Duncan e Manu sono in scadenza a fine anno. Con loro, in scadenza, ci saranno anche i contratti di Danny Green, Marco Belinelli, Jeff Ayres, Matt Bonner, Austin Daye, Reggie Williams e JaMychal Green. Insomma nemmeno agli Spurs manca lo spazio di manovra, e Aldridge rappresenterebbe una valida alternativa ad un ipotetico ritiro di Tim Duncan, che non è certo di giocare il prossimo anno. Qualora però il nucleo Spurs si smembrasse con un ritiro in massa dei Big3 a quel punto la scelta del big man dei Blazers potrebbe ricadere su un’altra franchigia.
  • New York – Franchigia in totale rebuilding, forte di una star a roster che è stata lasciata a “riposo precauzionale” così che la franchigia della Grande Mela potesse ottenere una scelta molto alta al Draft. La dirigenza dei Knicks dovrà decidere chi affiancare a Carmelo Anthony e al talento che verrà pescato dal Draft, e lo spazio di manovra anche qui, non manca affatto: i giocatori con un contratto garantito per la prossima stagione sono solamente quattro, con due qualifying offer (Shved e Wear) e due team option (Acy e Galloway da gestire) il roster dei Knicks potrebbe essere totalmente trasformato nella prossima stagione. Con la dipartita di Stoudemire, l’unico contratto oneroso da gestire in vista di un possibile rinnovo è quello di Andrea Bargnani, e Aldridge potrebbe essere l’uomo giusto per occupare lo spot di PF titolare nella franchigia allenata da Derek Fisher, che troverebbe in lui un solido compagno da affiancare a Carmelo Anthony.
  • Boston – La franchigia più blasonata della lega è alla sua seconda stagione di rebuilding consecutiva, e sebbene di rebuilding si tratti, la bella stagione giocata dai ragazzi in canotta biancoverde guidati da coach Brad Stevens ha centrato l’obbiettivo della post season, salvo essere poi eliminati ad opera dei Cavs per 4-0. Danny Ainge, il GM dei Celtics, si è ben guardato dal trattenere a roster giocatori con contratti onerosi come Rondo e Green, che hanno salutato Boston ancora prima della fine dell’anno 2014, ed ha anzi ripulito una bella fetta di salary cap, facendo un ottimo utilizzo delle trade exception che aveva guadagnato. I Celtics hanno 8 contratti garantiti nella prossima stagione, dei quali però soltanto uno supera di pochissimo i 10 milioni di dollari (Gerald Wallace). Le qualifying offer con le quali Ainge dovrà fare i conti sono ancor meno onerose, trattandosi di meno di 3 milioni di dollari, e sono quelle dell’azzurro Gigi Datome e Jae Crowder. L’ultimo contratto non garantito è quello del playmaker tascabile Phil Pressey, che ha una team option da meno di un milione di dollari per la prossima stagione. Dato il quadro della situazione, e data la mancanza di vere stelle nel roster dei C’s, è difficile pensare che Aldridge firmi a Boston, ma qualora il GM dei Celtics riesca a mettere a segno un altro colpo durante la free agency il lungo nativo di Dallas potrebbe essere la risposta ai problemi della mancanza di ali, in particolare potrebbe essere la risposta ai problemi di peso di Sullinger ed all’incapacità difensiva di Olynyk.
  • Los Angeles, sponda Lakers – Anche i losangelini stanno attraversando un periodo di rebuilding, aggravato anche dai continui infortuni dell’unica superstar a roster, Kobe Bryant. Durante la prossima stagione, la franchigia di Los Angeles, potrà contare su una scelta alta al draft, data la deludente stagione appena conclusa, ma potrà soprattutto contare sulla buona flessibilità a livello salariale. La prossima stagione segnerà anche il termine del contratto di Kobe Bryant, che percepirà ancora 25 milioni di dollari per il prossimo anno, mentre gli altri contratti garantiti a roster, in totale 3 (escluso quello del numero 24), sono tutti al di sotto dei dieci milioni di dollari. Sarà soltanto una la player option da gestire, a poco più di un milione di dollari, quella di Ed Davis, mentre le team option saranno ben quattro, con quella di Jordan Hill molto onerosa, da ben 9 milioni di dollari. Il rinnovo più spinoso da trattare sarà quello di Jeremy Lin, che percepisce la bellezza di 14 milioni di dollari l’anno e non vorrà certo di meno. LaMarcus Aldridge, tuttavia, potrebbe essere anche a Los Angeles la soluzione migliore per tornare in fretta ai vertici della lega, anche alla luce del fatto che la prossima stagione potrebbe essere l’ultima di Bryant.
  • Portland – Poco da dire, il contesto vincente già c’è, l’eliminazione dai playoff è dipesa, per ammissione dello stesso Aldridge, dal fatto che tutta la squadra non si sia espressa al proprio meglio, dando vinta la serie a Memphis e in meno gare del previsto. LaMarcus ha già passato ben nove stagioni nello stato dell’Oregon, ama il pubblico dei Blazers e si trova bene in città e in squadra, ma all’età di 31 anni e con una carriera da star è lecito che voglia concludere qualcosa di concreto, e portare nel suo palmarès almeno un anello. Saranno in grado i Blazers di trattenerlo oppure in estate il matrimonio tra Aldridge ed i Blazers volgerà al termine? Ai posteri l’ardua sentenza

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

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