Come ormai tutti sappiamo, da due stagioni (terza in corso) i Boston Celtics hanno avviato il processo di ricostruzione dopo l’era dei Big Three. Al termine della stagione 2012/13, con un Ray Allen già accasatosi a Miami alla corte di LeBron James, Ainge si accorse che i pilastri di quel team (Paul Pierce e Kevin Garnett) cominciavano ad accusare la stanchezza delle molte stagioni NBA sulle spalle, così decise di scambiarli, scegliendo di intavolare una trade con i Brooklyn Nets. Da quel momento in avanti, il General Manager dei C’s Danny Ainge ha intavolato una serie infinita di trade atte ad accumulare scelte ed a liberare spazio salariale, così da prepararsi ad ogni eventuale occasione. Durante la scorsa stagione, poi, si è arrivati alla cessione di pezzi da novanta come Rajon Rondo e Jeff Green, cessioni che hanno fruttato parecchio sia in termini di assets acquisiti, sia in termini di scelte e, perchè no, anche in termini di spazio salariale trade exception).
Veniamo ora ad analizzare la situazione attuale: i Boston Celtics presentano a roster due contratti piuttosto onerosi, quelli di David Lee (15 milioni a stagione, in scadenza a fine anno) e di Amir Johnson (biennale da 12 milioni a stagione, in scadenza 2016-17 ma con la sola stagione corrente garantita). I contratti restanti oscillano tutti al di sotto dei 10 milioni di dollari l’anno, e con il progressivo aumento del monte salari previsto per i prossimi anni lo spazio salariale a disposizione di Ainge dovrebbe aumentare. Inoltre, le numerose scelte al primo giro di cui i Celtics potranno disporre nel Draft 2016 perchè acquisite negli scambi precedenti, possono essere utilizzate come pedine di scambio insieme ai numerosi assets a roster.
Riguardo la politica portata avanti dalla dirigenza bianco-verde, Jimmy Toscano di CSNNE.com, ha intervistato il co-proprietario della franchigia più titolata della NBA, Wyc Grousbeck, che ha detto: “La free agency è l’ultima spiaggia, a meno che non si siano verificati scambi che intasano particolarmente il salary cap o si assista all’exploit di uno dei ragazzi a roster, che potranno così chiedere il massimo salariale al momento del rinnovo. Non vogliamo dire di no a coloro che chiedono tanti soldi: abbiamo portato a Boston David (Lee) e Amir (Johnson), però con un contratto di un anno. Vogliamo valutarli, sono due giocatori forti ed esperti, ed abbiamo la possibilità di firmar loro dei nuovi contratti durante la prossima estate. Possiamo estendere il contratto ad alcuni dei giocatori già presenti a roster, o decidere di scambiarli prima della trade deadline di febbraio. Alla fine di tutto questo, se lo spazio salariale sarà sufficiente, prenderemo in considerazione la Free Agency.”.
Grousbeck, che non è nuovo ad alzare un po’ troppo il tiro in alcune dichiarazioni, ha quindi rimarcato la volontà di Ainge di lasciarsi quante più strade diverse aperte, così da non farsi cogliere impreparato quando (e se) si presenterà una ghiotta occasione. Già durante il Draft 2015, al fine di accaparrarsi il talento Justise Winslow, Ainge ha cercato fino all’ultimo secondo di effettuare una trade-up, mettendo sul piatto pedine “importanti” come Marcus Smart, definito dallo stesso GM un “prezzo troppo alto” per scalare le posizioni al Draft.
Quali saranno i prossimi movimenti in casa Celtics? Riuscirà Ainge, tramite le numerosissime scelte ed i propri assets, a riportare un nome di spicco nella Beantown, così da far tornare i Boston Celtics nelle posizioni che competono alla franchigia che ha vinto più titoli di tutti in NBA? Intanto, dando uno sguardo più vicino, ci sono in discussione i rinnovi di Tyler Zeller e Jared Sullinger e, secondo indiscrezioni provenienti dagli insiders di Boston, il GM bianco-verde sembra intenzionato a lasciar scadere entrambi i contratti.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)


