Un’altra stagione per i Los Angeles Lakers, scarsi e infortunati, sta scivolando nella mediocrità, e a LeBron James non resta altro da fare se non accumulare numeri utili a raggiungere e superare al più presto Kareem Abdul-Jabbar e il suo record, e pianificare gli ultimi anni di carriera.
Quanti? Neppure LeBron ha la risposta, King James ha raccontato dopo la sconfitta a Miami contro gli Heat per 112-98 “di non avere un numero preciso di stagioni in testa“, prima di appendere le scarpe al chiodo.
James ha segnato altri 27 punti, con 9 rimbazli e 6 assist con 6 palle perse in 34 minuti contro i suoi ex Heat, che hanno ritrovato Jimmy Butler e Bam Adebayo, e controllato la partita nel secondo tempo. Vittoria che per Miami vale il ritorno sopra al 50% di vittorie, per i Lakers (14-21) senza Anthony Davis anche la zona play-in comincia invece ad allontanarsi, con la classifica della Western Conference che come l’universo, si espande e si allarga in tutte le direzioni.
Meglio pensare a cosa riserverà un futuro più lontano, allora: “Io so solo che finché la mia testa sarà in grado di restare ‘dentro’, posso continuare a giocare a qusto livello per un bel po’. Il mio fisico sarà OK se la mia mente lo sarà, perché è questa che mi garantisce che sarò sempre pronto fisicamente, e disposto a lavorare“.
I Lakers erano in back to back e LeBron non ha voluto mancare a Miami, dove tra 2010 e 2014 giocò 4 finali NBA con 2 titoli. Bei tempi, se raffrontati poi allo stato attuale dei gialloviola.
“Ma io gioco sempre per vincere, sono un vincente e come tale voglio sempre darmi una chance per provare a vincere. E questo non è mai cambiato da quando avevo 18 anni e iniziavo a giocare nella NBA. E so che passi occorre fare per arrivarci, e comunque nel mio DNA non c’è il giocare a basket per il solo gusto di farlo. Nei prossimi due anni? Si vedrà, vedremo il grado di freschezza mentale“.
LeBron James compirà 38 anni il 30 dicembre, e avrà la possibiltà di uscire dal suo contratto al termine della stagione 2023-24 e diventare free agent. L’ennesimo infortunio di Anthony Davis ha azzerato per il momento le possibilità dei Lakers di giocare per i playoffs a Ovest, e senza poter contare su un AD in salute, semplicemente non esiste per LA una trade che possa alzare il livello di un roster modesto, neppure sacrificando le ormai leggendarie prime scelte al draft 2027 e 2029.
Punto fermo della dirigenza Lakers, che al contrario di James deve pensare anche al futuro dalla squadra, e con cui anche LeBron sembra (mai dire mai) aver fatto pace.
“Oggi penso soprattutto a quant ancora giocherò, e penso che, potendo, non vorrei finire la mia carriera giocando come sto giocando, ma con dei risultati di squadra di questo livello. Io sarò sempre in grado di giocare per vincere perché so cosa posso dare a qualunque squadra con altri pezzi giusti, in questo senso“.

