Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersE Russell Westbrook disse: “Io ai Clippers? Diavolo no,” il racconto del GM degli Wizards

E Russell Westbrook disse: “Io ai Clippers? Diavolo no,” il racconto del GM degli Wizards

di Filippo Beltrami
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Una delle trade più importanti di questa offseason è stata sicuramente quella tra i Los Angeles Lakers e i Washington Wizards che ha visto il passaggio di Russell Westbrook ai gialloviola e di Kyle Kuzma, Montrezl Harrell e Kentavious Caldwell-Pope alla franchigia della capitale degli Stati Uniti.

All’inizio si era pensato che fosse proprio Westbrook ad averla richiesta e invece, come testimoniano le parole del GM degli Wizards Tommy Sheppard, l’ex giocatore dei Thunder si è sempre mostrato professionale e non ha mai chiesto di essere scambiato. “Russell non ha mai chiesto di andare via. Ha solamente detto: ‘Se potessi andare ai Lakers sarebbe una cosa che apprezzerei molto. Nel caso non si possa, tornerò qui.’ E io gli ho chiesto: ‘Cosa ne pensi dei Clippers?’ E lui ha detto: ‘Assolutamente no.’ Questo per dire che Russell era felice qui e noi gli siamo grati perché sia venuto qui.”

Le radici di Russell Westbrook hanno avuto un grande ruolo sulla realizzazione della trade

Westbrook è nato e cresciuto nei sobborghi di Los Angeles tifando Lakers. Ha anche frequentato il college di UCLA ed è sempre rimasto molto attaccato a queste zone nel corso della sua carriera. A tutto questo bisogna aggiungersi l’opportunità di giocare al fianco di LeBron James e competere per il titolo indossando la maglia della tua squadra del cuore. Risulta facile capire come all’MVP del 2016 sia piaciuta molto l’idea di poter giocare per i Lakers. “Se guardi alla stagione che ha fatto Russell, è assurdo come non fosse un All-NBA,” ha detto Sheppard in un’intervista a NBC Sports Washington.Bradley (Beal, ndr) se l’è meritato più di chiunque altro, ma penso che anche a Russell avrebbero dovuto dare questo riconoscimento. Ha viaggiato ad una tripla doppia di media. Ha aiutato molto la squadra ad arrivare ai playoff quando eravamo in una situazione che, personalmente, pensavo fosse già finita la stagione quando eravamo solamente a metà.”

Nonostante se ne sia andato, l’impronta di Russell Westbrook sulla squadra è rimasta ancora. “Non spiegare a parole l’impronta che lasciato. È stato quasi come quella di Truth quando era venuto qui. Quando Paul Pierce è venuto, il suo impatto sulla squadra si è visto da cima a fondo. Per questo non posso ringraziare Russell abbastanza per quello che ha fatto qui.”

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