Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersEditoriale: Cavaliers, l’Anello è a portata di mano

Cleveland, ci siamo. Questa può essere realmente la volta buona per portare a casa il tanto agognato Anello. E le premesse ci sono tutte (anche se può sembrare come la scoperta dell’acqua calda).

LeBron James

LeBron James.

D’altronde forse era nell’aria che questa offseason avrebbe rappresentato per i Cavaliers il momento giusto per fare il salto qualità. Sensazioni che si concretizzano l’11 luglio 2014 quando LeBron James annuncia il ritorno in Ohio. Contratto annuale con player option per la prossima stagione: il Prescelto si è espresso così sulla sua scelta, senza fare troppi proclami: Non sto promettendo un titolo. So quanto sia difficile da mantenere questa promessa. Non siamo ancora pronti ora, non lo siamo per niente. Chiaramente voglio vincere l’anno prossimo, ma sono realista. Sarà un processo lungo, molto più lungo di quanto non lo fosse nel 2010″ – ha scritto James nella lettera indirizzata a Sport Illustrated. Beh, forse l’ex Miami Heat avrà anche ragione, ma le sue parole entrano in contraddizione con le mosse della società che il 23 maggio confeziona un colpo coi fiocchi.

Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)

Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)

Dopo un lungo tira e molla, in quel di Cleveland è  approdato anche Kevin Love, stella dei Minnesota Timberwolves, in cambio di Anthony Bennet, Andrew Wiggins e una scelta futura del Draft in un’operazione che coinvolge anche i Philadelphia 76ers. Le intenzioni dei Cavs sono chiare: rinunciare al futuro e alla prospettiva (Wiggins) per vincere subito. Un sogno che potrebbe diventare realtà con lo starting five da palati fini che la franchigia presenta. Come dal 2011 a questa parte, toccherà a Kyrie Irving orchestrare la manovre della squadra di David Blatt. Il play dovrà mettere in ritmo il buon Dion Waiters e il neo arrivato Love, mentre il centro brasiliano Anderson Varejao farsi valere sotto le plance (più in difesa che in attacco) contribuendo soprattutto alla voce rimbalzi. E poi c’è ovviamente LBJ che dovrà trascinare un gruppo che ha accolto tra gli altri Mike Miller e Shawn Marion, gente d’esperienza che può dare ancora una mano ad roster che necessita ancora di qualche tassello. Il grosso, comunque, è stato fatto. Con una squadra così le NBA Finals, che mancano dalla stagione 2006/2007 ( finì tutto con un secco 4-0 per i San Antonio Spurs) non sono poi così lontane. James e compagni non possono,anzi, non devono porsi altro obiettivo minimo: una volta  arrivati in fondo quell’Anello tanto desiderato sarà ancor più a portata di mano. Solo il parquet ci dirà se i Cleveland Cavaliers possono dare il via ad un nuovo ed immediato ciclo vincente.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter)

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