Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsEterni Secondi: Karl “The Mailman” Malone

Eterni Secondi: Karl “The Mailman” Malone

di Luca Niko Nicolao

Eccoci di nuovo qui con Eterni Secondi, questa settimana parleremo di colui che rappresenta l’eterno secondo per eccellenza, sto parlando di Karl Malone, detto il Postino.
La sua carriera cestistica parte dalle file della Lousiana Tech University, nei tre anni passati con la squadra, Malone riesce per la prima volta nella storia a portare la franchigia al torneo NCAA con un grandioso record di 29-3 nella stagione 1984-85, i suoi numeri parlano per lui, 18.7 punti di media e 9.3 rimbalzi, la Lousiana Tech University ha ritirato addirittura la sua maglia numero 32.

Arrivato in NBA solamente come 13^ scelta del Draft 1985 dagli Utah Jazz (Malone in realtà sarebbe dovuto essere preso dai Mavericks all’ottava chiamata ma questi gli preferirono Detlef Schrempf), “The Mailman” come venne soprannominato, formò una delle coppie più forti di tutti i tempi insieme al playmaker John Stockton.

1997: Karl Malone #32 of the Utah Jazz goes for a dunk during the NBA game at the Delta Center in Salt Lake City, Utah. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this Photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory copyright notice: Copyright 1997 NBAE Mandatory Credit: Norm Purdue /NBAE/Getty Images1

Malone giocò per ben 18 stagioni vestendo sempre la maglia degli Jazz, diventando in quegli anni il diretto rivale di sua maestà Michael Jordan, i due si scontrarono nelle Finals per due anni consecutivi, nel 1997 e nel 1998.
Proprio al termine della stagione 1996-97, il Postino ricevette il premio di Most Valuable Player (il secondo arriverà due anni più tardi) grazie ai 27.4 punti a partita, 10 rimbalzi, 4.5 assist e il 55% dal campo, gli Utah Jazz si affacciarono ai Playoffs con un ottimo record di 64 vinte e solo 18 perse (miglior record nella storia della squadra), Malone e compagni spazzarono via facilmente sia i Clippers che i Lakers, arrivando alle finali di conference dovendo affrontare gli Houston Rockets del temibile trio Olajuwon-Barkley-Drexler.

Ancora una volta il gioco di squadra di Utah si rivelò efficace e i Rockets vennero rispediti a casa in 6 partite, nella Conference opposta naturalmente i favoriti erano i Chicago Bulls di Jordan.
MJ e Pippen trascinarono subito sul 2-0 la serie in favore dei Tori, sembrava essere tutto già scritto ma Malone ridiede nuove speranze ai suoi spezzando il break e pareggiando la serie sul 2-2 vincendo entrambe le gare a Salt Lake City, segnò ben 37 punti in Gara 3 e 23 in Gara 4.
Chiaramente sappiamo tutti come andò a finire, Jordan si caricò la squadra sulle spalle vincendo le seguenti 2 partite e portò a casa l’ennesimo Titolo NBA per la franchigia dell’Illinois.

Ecco alcune delle più belle giocate del Postino in maglia Jazz:

L’anno successivo fu ancora più frustrante, Malone e i suoi reduci da un’altra ottima stagione (62-20) si ritrovarono a dover affrontare gli ormai acerrimi nemici Bulls durante le Finals.
La serie era arrivata nuovamente a Gara 6, Chicago era in vantaggio per 3-2 e chiaramente gli Jazz si giocavano il tutto per tutto in quella serata.
A 19 secondi dalla fine dell’ultimo periodo di gioco, il tabellone recitava 86-85 in ScreenShot2013-08-28at4.38.40PM_crop_northfavore di Karl Malone e compagni, ma proprio quando ormai la partita sembrava chiusa fu proprio Michael Jordan che andò a raddoppiare su Malone, riuscendo a strappargli il pallone dalle mani, con appena 10 secondi da giocare, andò immediatamente nella metà campo offensiva e piazzò uno dei più formidabili tiri che la pallacanestro ricordi, canestro perfetto e punteggio finale 87-86 per i Chicago Bulls che vennero incoronati per la 6^ volta Campioni NBA.

Nelle stagioni successive, il nostro uomo viaggiò sempre su ottime cifre (circa 23 punti di media) ma gli Utah Jazz non riuscirono mai ad arrivare al tanto agognato Titolo.
Nel corso dell’estate 2003, il Postino trovò l’accordo con i Lakers i quali potevano offrirgli un’ultima possibilità per mettere le mani sull’anello di Campione NBA, insieme a lui anche un altro veterano si accasò ai Lakers, ovvero Gary Payton, la
franchigia losangelina poteva vantare così un’ottimo pacchetto di starting five, che comprendeva 4 All-Star, appunto i due appena citati e il classico duo giallo-viola composto da Kobe e Shaq.
kobe-malone-shaq-payton-174979_480_art_R0Purtroppo però i sogni di gloria si spensero malamente, dopo aver battuto Rockets, Spurs e Timberwolves, i Lakers erano visti come i favoriti nella corsa al Titolo, ma le cose non andarono esattamente come ci si aspettava.
La squadra emergente di quell’annata furono i Detroit Pistons, trascinati da Chauncey Billups e Ben Wallace, i quali durante le Finals del 2004 sbriciolarono le aspettative dei lacustri, vincendo il campionato in 5 gare.
Karl Malone purtroppo anche questa volta non riuscì a scrollarsi di dosso il pesante appellativo di eterno secondo, sembrava quasi che il destino avesse deciso per lui una sorte diversa da quella riservata ai massimi campioni di questo sport…eppure il Postino rimmarrà sempre se non la più forte ala grande di sempre, una delle prime 3 di ogni epoca.

Premi Individuali: miglior realizzatore nella storia della NBA (36.928 punti), 2 volte MVP della Regular Season (97-99), 14 volte nel quintetto All-Star, 2 volte MVP dell’All-Star Game, 11 volte nell’All NBA First Team, 3 volte nell’All Defensive First Team, miglior realizzatore nella storia degli Utah Jazz, medaglia d’oro a Barcellona 1992 e ad Atlanta 1996.

per NBAPassion, @LucaNikoNicolao

You may also like

Lascia un commento