Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNBA, la corsa all’MVP più pazza del mondo: ecco chi sono i 5 favoriti oggi

NBA, la corsa all’MVP più pazza del mondo: ecco chi sono i 5 favoriti oggi

di Michele Gibin
NBA MVP

NBA MVP 2021: le menzioni onorevoli

Ridurre a soli 5 nomi ignorando tutti gli altri non si può, ecco dunque un capitolo “riparatore” per dimostrare che non ci siamo dimenticati di:

Giannis Antetokounmpo: i Bucks sono sempre lì, i numeri di Giannis sono sempre quelli (fuori dal mondo) è la percentuale ai liberi è cresciuta dopo un inizio enigmatico (75.5% nelle ultime 15 partite). Perché Giannis non è mai il capofila della corsa all’MVP 2021? Perché ha già vinto gli ultimi due, e tre in fila pare brutto (a quanto si dice). It’s all politics.

Rudy Gobert: il terzo premio di difensore dell’anno il francese lo ha già in tasca, Gobert dovrà solo proteggerlo dalle mani rapide di Ben Simmons. Però, i Jazz sono ancora la miglior squadra NBA per record, la terza miglior difesa, la seconda per percentuale di rimbalzi e la prima per rimbalzi a partita, la terza per true shooting percentage, sono 14esimi per percentuale dal campo pur essendo di gran lunga la squadra che tira di più da tre punti, sono terzi per percentuale al tiro concessa. Tutte statistiche in cui l’apporto di Rudy Gobert è tangibile, se non decisivo. Questo è essere valuable.

LeBron James: l’infortunio lo ha levato dalla top 5, e senza lo stop la sensazione è che – stanti così le cose – LeBron si sarebbe portato a casa la sua quinta statuina in carriera. Purtroppo James di partite ne perderà davvero troppe per essere ancora in corsa, ed è un peccato perché LeBron, a quel premio, ci tiene anche se non lo dice troppo forte (ma lo dice, ed è giusto così perché è una cosa importante). Nel frattempo senza di lui e senza Davis i Lakers scivolano e come una valanga a ogni metro la caduta acquista peso e velocità.

Kawhi Leonard: ha giocato fin qui 40 partite su 47, il massimo che si possa chiedere da lui. I Clippers sono davvero difficili da leggere, la stagione di Kawhi è però granitica, il suo 51.2% al tiro è il massimo in carriera così come i 4.9 assist. Leonard finì secondo dietro a Stephen Curry nel 2015\16 e i suoi numeri sono oggi migliori ovunque, nel frattempo la NBA si è mossa però di un bel passo avanti se si parla di mere statistiche individuali. Kawhi merita comunque una menzione.

Stephen Curry: il record di squadra è appena decente (23-24), a questi Warriors serve uno Steph sempre al 100% per vincere e ogni qualvolta Curry cala (per motivi fisici) Golden State soffre. Questo è il motivo principale per cui gli Warriors non sono ancora riusciti a infilare una vera serie di vittorie. La stagione individuale di Curry è stata per i primi due mesi paragonabile a quella del suo secondo MVP (2016), poi gli acciacchi suoi e della squadra si sono fatti sentire.

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