Il brusco passo indietro dei Trail Blazers

Carmelo Anthony è tornato ad alti livelli, ma Portland ha deluso
Delle tre squadre analizzate, i Portland Trail Blazers sono quelli che hanno meno discriminanti a loro favore. Quello che doveva essere l’anno della consacrazione o, nella migliore delle ipotesi, della trasformazione di Portland in una contender, si è invece rivelato un flop decisamente inaspettato.
Eppure, i presupposti per fare bene c’erano tutti. I go to guy Damian Lillard e CJ McCollum, un nuovo big man di alto livello come Hassan Whiteside per compensare l’assenza di Jusuf Nurkic, oltre agli arrivi in corsa di un Carmelo Anthony rinato e del solido Trevor Ariza. Fin dalle prime partite però, è sembrato chiaro che qualcosa non andava. Le sole 8 vittorie nelle prime 20 giornate sono state un pessimo viatico, e l’infortunio di Lillard prima dell’All Star Weekend ha fatto il resto. I nuovi arrivati Kent Bazemore, Anthony Tolliver, Pau Gasol e Mario Hezonja sono state delle meteore,portando il fino a quel momento osannato Terry Stotts sul banco degli imputati.
Insomma, una stagione negativa nonostante i playoffs erano distanti soltanto 4 partite prima dello stop. C’è tempo per rimediare per la franchigia dell’Oregon, ed è meglio che si attivi subito per non sprecare quanto di buono fatto in queste ultime stagioni.

