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From the Corner #19: le delusioni della stagione regolare

di Antonio Sena
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Il tracollo dei Golden State Warriors

From the Corner: D’Angelo Russell, la grande delusione del mercato dei GSW

D’accordo, iniziare la stagione con gli addii di  Kevin Durant, Andre Iguodala e DeMarcus Cousins  più l”infortunio di Klay Thompson era già un grosso handicap, a cui si è aggiunto l’infortunio di Stephen Curry come ciliegina sulla torta. Ma in pochi si sarebbero immaginati di vedere i Golden State Warriors, vice-campioni in carica, all’ultimo posto dell’intera NBA con il record raccapricciante di 15 vittorie e ben 50 sconfitte. Che cosa è successo alla dinastia dei fenomeni?

Il primo motivo è stato già detto, la rivoluzione all’interno del roster è pesata molto. Ma non può bastare per spiegare un disastro simile. Quest’anno non è girato nulla nei meccanismi di coach Kerr, anche lui uscito parecchio ridimensionato dalla stagione. D’Angelo Russell, che doveva in parte compensare l’assenza dei partenti, si è spesso rivelato un pesce fuor d’acqua nel sistema della Baia, ed è stato tradato senza remore nella trade deadline invernale. Draymond Green ha dimostrato di non essere in grado di portare la croce come fatto spesso da Curry e Thompson, perdendosi nel suo solito nervosismo. Inoltre, anche a causa infortunio, è mancata la maturazione prospettata nell’altro pretoriano Kevon Looney. Unica nota lieta, quanto di buono visto dagli underdog Eric Paschall, Glenn Robinson III e Jordan Poole, che hanno cercato di dare un senso a questa stagione.

Ovviamente i Warriors non sono finiti. Con il rientro di Curry e Thompson sarà un’altra storia. E chissà se questa annata sarà stata utile per rendere subito d’impatto i giovani sopracitati che tanto spazio hanno avuto. In ogni caso, Golden State resta in un certo senso la più grande delusione dell’annata NBA.

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