MVP – Kevin Durant (Brooklyn Nets)
Come al solito il premio di MVP è il più delicato da assegnare. Dopo un primo mese dove Curry sembrava potesse riabbracciare il trofeo, dopo la doppietta 2015 e 2016, un calo di prestazioni ha lasciato spazio ad altri due giocatori che il premio lo hanno già vinto. I favorito, ad ora, infatti, sembrano essere il vintore nel 2019 e 2020 Giannis Antetokounmpo e la star dei Nets Kevin Durant, vincente nelle due stagioni precedenti al greco. Scegliere tra i due è quasi impossibile. Il greco è più incisivo in fase difensiva, ma il miglior record della squadra e il contesto mi fanno propendere per KD.
Durant già lo scorso anno aveva fatto capire che rientrava dall’infortunio al tallone d’Achille con intenzioni bellicose. Nella scorsa stagione, infatti, solo una serie di altri problemi fisici e di partite saltate lo hanno tolto dal discorso MVP. Mentre è servito un Giannis in versione uomo in missione per interrompere la sua corsa ai playoffs. Quest’anno con un Harden che sta migliorando la condizione fisica, ma non è ancora quello di Houston, e un Irving alle prese con la personale lotta ai vaccini sta ancora a KD caricarsi tutto il peso sulle spalle. Però, a differenza dello scorso anno, la condizione fisica lo sta sorreggendo e ha giocato ben 31 delle 36 giocate dai Nets, portando i suoi al secondo posto a Est con un record di 24-13. Oltretutto le 5 sfide saltate sono dovute al protocollo Covid, quindi per ora il fisico regge.
Guardando i numeri messi su dall’ex Warriors in queste prime 30 sfide ci dicono che KD è il 2° giocatore nella lega per minuti giocati di media a gara (37.1). Solo VanVleet sta di più in campo, mentre è 1° per punti a sera (30.0), staccando di 1.5 il secondo che è LeBron. Il tutto condito da 7.5 rimbalzi, 5.6 assist e 1 stoppata, tirando con il 37.1% da 3 e 51.8% dal campo e una true shooting del 62%, rispetto al 55.7% di media del resto della lega. Inoltre i Nets possono vantare un +/- tra quando lui è in campo e quando lui non c’è di +4.5. Però, a dare ancora più valore alla stagione di Durant, non sono i numeri, ma il fatto che li stia realizzando in ruolo nuovo ruolo.
L’ala nativa di Washington è entrato nella lega come SG/SF, ma già dalla seconda stagione gioca fisso da ala. Mentre i minuti da 4 sono aumentati stagione dopo stagione. Poi negli ultimi due anni a Golden State e nello scorso a Brooklyn gioca stabilmente da ala grande. Però spesso si trova a disputare alcune sfida con qualche minuto anche da centro nei quintetto small ball. In questa stagione però è cambiato tutto. Sono praticamente spariti i minuti da SF, venendo impiegato da 5 nel 40% dei possessi giocati. Ruolo molto anomalo per lui che prima di quest’anno non aveva mai superato il 16% delle azioni. A rendere possibile ciò è un sistema di gioco gli permette di essere efficacie e di essere un 5 moderno.
Gli altri candidati al premio sono: Giannis Antetokounmpo (Bucks), DeMar DeRozan (Bulls), Stephen Curry (Warriors), Ja Morant (Grizzlies) e Nikola Jokic (Nuggets).

