80 – Lonzo Ball
E’ alla sua terza squadra NBA in 5 anni, non ha ancora giocato i playoffs ma ai Bulls ha appena firmato un quadriennale da 85 milioni di dollari. Creatore di gioco secondario in una squadra di creatori di gioco secondari (LaVine, DeRozan, Vucevic), Lonzo dovrà dare identità difensiva a una squadra che potrebbe fare parecchia fatica nella sua metà campo. Un dato: dopo LaVine è il miglior tiratore da tre della squadra. E quanto questa sia una buona notizia lo dirà il campo.
79 – Richaun Holmes
29-32 di record per i Kings con Holmes in campo la scorsa stagione, meglio di chiunque altro in squadra. Sacramento non poteva perderlo e infatti lo ha tenuto, quadriennale da “appena” 46 milioni di dollari complessivi per un lungo NBA moderno, gran rollante e con il floater più veloce del West (letteralmente) e che non necessità di un milione di possessi per essere efficace (vero Buddy?). Non il miglior difensore su piazza tra i lunghi, ma ai Kings non è il solo a “eccellere” nella specialità.
78 – Andre Drummond
Drummond resta una doppia doppia che cammina, e questo deve pur valere ancora qualcosa. Lo scorso anno i Cavs erano partiti con un bell’11-10 di record con Andre Drummond in quintetto, prima di fermarlo e cercare di cederlo via trade (continuare e provare a fare almeno i playoffs a Cleveland non piaceva, evidentemente). Ai Lakers si è ritrovato senza LeBron James e Anthony Davis, infortunati: difficile combinare qualcosa. Ora ai Sixers prende il posto di Dwight Howard da riserva del suo vecchio rivale Joel Embiid, per rilanciarsi e ritornare free agent nel 2022.
77 – D’Angelo Russell
Un infortunio al ginocchio ha spezzato in due la sua stagione lo scorso anno, Russell e Karl-Anthony Towns hanno giocato assieme sole 24 partite e il record è pure positivo: 13-11 con 119 punti a partita di squadra per Minnesota che Dio solo sa quanto abbia bisogno di mettere in campo una squadra viva, perlomeno. D-Lo, Towns e Edwards “dal primo minuto” nel 2021\22 per i Twolves per scoprire se c’è davvero qualcosa in quel 13-11. Sempre che non arrivi Ben Simmons.
76 – Evan Fournier
A Boston non era cosa per Fournier, Danny Ainge lo aveva preso solo per usare la famosissima trade-exception-di-gordon-hayward prima che scadesse. Appena arrivato il francese si è pure beccato il Covid per chiudere il quadretto. Si è rilanciato a Tokyo con una gran bella Olimpiade e la medaglia d’argento e i Knicks gli hanno dato un bel contrato da 73 milioni di dollari in 4 anni. Dovrà garantire ciò che sa fare meglio, punti e attacco accanto a Julius Randle e RJ Barrett.

75 – Harrison Barnes
I Celtics in realtà volevano Barnes, ma Sacramento ha detto niet. E ha fatto bene, l’ex Warriors ha chiuso la stagione a oltre 16 punti di media con il 39% al tiro da tre, col career high in assist e rimbalzi, i Kings lo considerano un punto fermo per l’operazione “back to the playoffs”. Almeno fino alla prossima trade deadline. Il dato: non gioca i playoffs da quando ha lasciato gli Warriors nel 2016.
74 – OG Anunoby
Career year per Anunoby lo scorso anno, l’unico assieme a Chris Boucher cui l’aria di Tampa Bay abbia fatto bene per i Raptors. 15.9 punti di media con il 40% da tre punti in 33 minuti di campo in 43 partite prima che la squadra tirasse i remi in barca, un bel modo per entrare nel primo anno del nuovo contratto. OG ha appena compiuto 24 anni, siamo curiosi di scoprire quanto margine ha ancora.
73 – Bojan Bogdanovic
Seconda\terza opzione offensiva di una contender? Yes sir, Bojan Bogdanovic ha dimostrato di poter coprire tale ruolo, seppure in un sistema offensivo “diffuso” come quello di coach Snyder a Utah. Due anni dopo, quel contratto da 73 milioni di dollari in 4 anni non sembra più così fuori scala come si pensava allora. Dimenticandosi spesso che non tutte le squadre possono ambire a Durant e Irving in free agency, e allora bisogna arrangiarsi con quello che c’è. 18.1 punti di media ai playoffs 2021.
72 – Spencer Dinwiddie
Il back court Beal-Dinwiddie sarà senza dubbio perlomeno divertente da vedere, gli Wizards hanno perso Westbrook ma hanno rafforzato il roster grazie alla trade. Spencer Dinwiddie ha voluto Washington, torna in campo dopo un anno di assenza ma nel 2019\20 aveva sostituito egregiamente Kyrie Irving viaggiando a 20 punti di media e tenendo i Nets in linea per i playoffs, prima del Covid (si parlava di All-Star Game per lui…). In più è un tipo brillante, divertente da ascoltare oltre che da vedere in campo, agli Wizards è nella situazione perfetta per riprendere il filo.
71 – Cade Cunningham
I Pistons ripartono da Cade, definito al college (tra le altre cose) un Ben Simmons with a jumpshot. Ok, il paragone con Simmons oggi non è popolare, ma Detroit è pronta a diventare la squadra di Cunningham, giocatore che potrà avere un impatto immediato anche in difesa, cosa tutt’altro che banale per un rookie. Passatore intelligente, atleta “normale” ma giocatore abile, crafty come si dice in inglese, alto (201 cm), con una meccanica di tiro solida. Tutto da seguire.


2 commenti
Buongiorno, mi sono sorpreso per l’assenza di Kawhi Leonard: fuori dai top 100?
Buongiorno, è scritto all’inizio, Leonard e Murray non sono stati inseriti perché infortunati e fuori per tutta la stagione, a meno di sorprese