Home NBA, National Basketball AssociationNBA in EvidenzaI Top 100 giocatori NBA per la stagione 2021-2022, la classifica

I Top 100 giocatori NBA per la stagione 2021-2022, la classifica

di Michele Gibin

50 – LaMelo Ball

Rifacciamo il draft 2020 domani e verifichiamo chi non sceglierebbe LaMelo Ball con la prima chiamata assoluta. Nessuno probabilmente. ‘Melo ha compiuto il primo passo rimettendo gli Charlotte Hornets sulla mappa, da periferia dell’impero quale il North Carolina del basket pro è sempre stato. Swag, talento e tanta sostanza laddove non era scontato ci fosse (già): tiro da tre punti, attitudine, persino condizione atletica (lato su cui gli Hornets stanno ben attenti, con lui). L’anno prossimo si gioca già per l’All-Star Game.

49 – Draymond Green

Dray è un grandissimo esaltatore di sapore, questo lo abbiamo ormai ben compreso. Lontano da Golden State si rischierebbe un effetto “Ben Wallace ai Bulls” che lévati, e infatti Dray a Golden State ci resta e gli Warriors hanno già dimostrato che in fondo, tutto quello che occorre è avere Curry, Thompson e Green in campo assieme. Il resto vien da sé (condizioni di Klay permettendo). Draymond Green non guarda praticamente più il canestro – 6 tiri di media a partita lo scorso anno – ma resta la vera point guard della squadra e il leader difensivo e dello spogliatoio (con Steph). Insostituibile.

48 – Jonas Valanciunas

I Grizzlies hanno sacrificato uno dei migliori 5 lunghi della passata stagione per avere la decima scelta al draft 2021 e maggior flessibilità salariale in futuro. Onesto. Al posto di Valanciunas ci sarà Steven Adams, che è meno forte del lituano ma anche meno ingombrante, soprattutto con Jaren Jackson Jr da rilanciare dopo l’infortunio e il lungo stop. Lo scorso anno Jonas Valanciunas ha chiuso con 17.1 punti e 12.5 rimbalzi di media, massimi in carriera, e tirato i liberi con il 77%, per i Pelicans un upgrade non indifferente.

47 – Collin Sexton

Solo i Cavs possono avere dubbi sul rinnovo di contratto di Collin Sexton, una delle scelte più felici della gestione Koby Altman. 24 punti di media col 47% al tiro e 4.4 assist a partita (career high) nel 2020\21, nelle prime 22 partite della stagione con Andre Drummond in campo i Cavaliers erano 11-10. Sexton deve ancora compiere 23 anni, gioca con una ferocia alla Russell Westbrook e non ha paura di nulla. In una NBA in cui piovono milioni sulla testa di chi non li merita, che a Cleveland indugino ancora resta quantomeno singolare.

46 – Tobis Harris

Harris è il “terzo violino” di una squadra di vertice che vorresti. Il problema sorge quando il secondo violino si eclissa ai playoffs e tocca rimediare in corsa, come successo ai Sixers lo scorso anno. Tobias ha prodotto l’ennesima stagione solida, chiusa con il 51% al tiro e 3.5 assist di media, tutti massimi in carriera, e Doc Rivers sa come esaltarlo. Resta uno dei punti fermi dei 76ers anche per la prossima stagione.

DeMar DeRozan, nuovo acquisto dei Bulls, è in classifica

45 – Malcolm Brogdon

L’anno scorso Bjorkgren lo ha investito di più responsabilità offensive e Brogdon ha risposto, con una stagione personale di alto livello. I Pacers sono andati male e hanno patito gli infortuni (Warren, Turner, LeVert), con il ritorno di Rick Carlisle è tornata anche la fiducia in un roster di talento. Vale sempre la pena ricordare che Malcolm Brogdon è un’ex seconda scelta (36, Bucks), le sue cifre non vanno date per scontate.

44 – Kyle Lowry

Lowry non è più quello del 2019, probabilmente, ma darlo per finito è un altro paio di maniche. Investimento importante di Miami per un quasi 36enne, ma agli Heat interessa vincere oggi, e non “poi”. Giocatore vincente, carismatico e difensore intelligente, Kyle si sposa benissimo con la filosofia di basket di Miami, con Butler si intenderà a occhi chiusi come fece tre stagioni fa con Kawhi Leonard. E quei Raptors sono un ottimo esempio da seguire per gli Heat 2021\22. Il dato: 39.3% da tre lo scorso anno, seconda miglior percentuale in carriera.

43 – Michael Porter Jr

L’anno prossimo Michael Porter Jr dovrà essere la seconda star dei Nuggets, con Jamal Murray infortunato. Se non lo diventerà il gap di talento tra Nikola Jokic e il resto del roster rischia di rivelarsi un canyon, e la stagione di Denver una corsa in salita. Troppa pressione? Forse, ma i Nuggets lavorano per blindarlo con un contratto importante, e si sa che da grandi contratti derivano grandi responsabilità. Anche oltre la stagione 2021\22.

42 – DeMar DeRozan

DeRozan ha accompagnato i San Antonio Spurs verso l’inevitabile rifondazione, garantendo ancora una partecipazione ai playoffs (2019) e risolvendo diverse partite in bilico con tiri pesanti. E col tempo si è fatto piacere il Texas, destinazione che NON aveva gradito dopo la trade per Kawhi Leonard. Ora ai Bulls avrà un ruolo inedito, forse addirittura da sesto uomo, probabilmente da point guard principale della squadra e sicuramente non più da prima opzione offensiva. Come si adatterà? I suoi 6.9 assist a partita dello scorso anno sono il massimo in carriera.

41 – Mike Conley

Il difensore più importante dei Jazz lo scorso anno? Se avete detto “Gobert” avete sbagliato (di poco). Un Mike Conley di nuovo in condizione ha reso in stagione regolare la difesa di Utah una delle più efficaci, in attacco coach Snyder ha semplificato la vita a tutti e in primis all’ex star dei Grizzlies con più tiro da tre punti e tanto pick and roll. Non averlo avuto in campo ai playoffs è un rimpianto enorme per Utah che ha però rilanciato rinforzandosi in estate (non c’erano alternative). Se integro, Conley resta una delle migliori point guard della NBA. Se.

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2 commenti

Alessio 27 Ottobre 2021 - 9:24

Buongiorno, mi sono sorpreso per l’assenza di Kawhi Leonard: fuori dai top 100?

Risposta
Michele Gibin 27 Ottobre 2021 - 9:42

Buongiorno, è scritto all’inizio, Leonard e Murray non sono stati inseriti perché infortunati e fuori per tutta la stagione, a meno di sorprese

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