70 – Anthony Edwards
I primi due mesi della stagione da rookie di “Ant” sono stati un disastro. Poi, finito l’ambientamento e con più spazio per giocare e sbagliare, tutta l’esuberanza atletica e di carattere di Edwards è esplosa. Il suo primo merito? Aver riportato un po’ di entusiasmo a Minnesota. Ora si tratta di migliorare ovunque, a rimbalzo dove potrebbe essere inarrestabile da guardia, nelle scelte offensive (2.2 palle perse a partita) e al tiro dalla lunga. Il dato: coach Finch ha rivelato che Anthony Edwards è cresciuto di 4-5 cm dallo scorso anno.
69 – Derrick Rose
Cos’altro resta da dire sul viaggio all’inferno del cestista e ritorno di D-Rose? In campo ha autonomia limitata, ma quando gioca si rivedono i guizzi dell’MVP, lo scorso anno anche ai playoffs dove è stato nettamente il miglior giocatore dei Knicks sopraffatti da Trae Young. Un altro giro, Derrick.
68 – Jordan Clarkson
Sesto uomo dell’anno in carica, a Utah Clarkson ha ripulito il suo gioco e scende in campo con l’arroganza del miglior Lou Williams. Come tutti i Jazz, porta nella nuova stagione la macchia d’aver perso al secondo turno dei playoffs contro i Clippers privi da gara 5 di Kawhi Leonard, una serie in cui erano stati avanti per 2-0 (Utah non aveva Conley). e anche Clarkson è calato durante la serie.
67 – Kristaps Porzingis
Wow. In qualche modo, lo scorso anno il lettone ha messo assieme 20 punti e quasi 9 rimbalzi di media a partita in 43 partite in stagione regolare, prima di mettersi in un angolo (letteralmente) ai playoffs. Dallas ha due scelte: o lo recupera, tatticamente e mentalmente, o lo cede. E cederlo ora non è una grande idea. La palla è nel campo di Jason Kidd e Luka Doncic ora, nel frattempo Porzingis ha avuto a disposizione un’estate per lavorare sul suo gioco senza infortuni da cui recuperare, e allora speriamo bene…
66 – Miles Bridges
Bridges è il pericolo pubblico numero uno per gli stoppatori NBA e fa sgolare Eric Collins (il telecronista degli Hornets) ogni 3 secondi con le sue schiacciate. Ma c’è di più, ad esempio un 43.2% al tiro da tre punti in situazione di pull-up (palleggio, arresto e tiro, ev’ryone) e 3.7 assist per 100 possessi, l’86% ai liberi. Per essere l’atleta che è, va in lunetta ancora poco ma ci si può lavorare. Con Bridges, LaMelo, Washington, Rozier, Kelly Oubre Jr, Kai Jones e James Bouknight, Charlotte sta mettendo in piedi un gran bel gruppo.

65 – Dillon Brooks
Se non sei baciato dal talento gioca come Dillon Brooks, dice il saggio. Quarantacinquesima (45) scelta al draft NBA 2017 (i Knicks hanno scelto Frank Ntilikina alla 8), Brooks è diventato la scorta armata di Ja Morant, un Vernon Maxwell senza risse (perché non si può più per fortuna), un Marcus Smart che non gioca a Boston. Per Dillon Brooks 31 punti all’esordio ai playoffs contro Utah in gara 1 e una serie da 25 punti a partita, le percentuali di tiro non saranno mai elevate ma chi se ne frega, a una certa.
64 – Dejounte Murray
E’ il miglior giocatore dei San Antonio Spurs avviati verso la ricostruzione e a 24 anni entra nel primo anno della sua estensione contrattuale da 64 milioni di dollari complessivi. Difensore d’elite sia sul pallone che sulle linee di passaggio, la scorsa stagione è sceso al 31% al tiro da tre punti ma raddoppiando i tentativi a partita, c’è ancora margine. Giocatore da tripla doppia e potenzialmente da All-Star Game a San Antonio, potrebbe diventare uomo mercato nei prossimi mesi. Non male per un’ex 29esima scelta al draft…
63 – Bogdan Bogdanovic
Scommessa finora vinta quella di mettere Bogdanovic accanto a Trae Young, una coppia di guardie che si espone a problemi difensivi ma che in attacco sa farsi perdonare. La stagione di Bogi era iniziata male, con un infortunio al ginocchio e due mesi di stop, ma è finita in un gran bel crescendo: playoffs solidi e tanti tiri pesanti nelle serie contro Knicks e 76ers, poi un guaio alle ginocchia che lo ha rallentato contro i Bucks.
62 – Gordon Hayward
Fuori dalla top 50 per via dei troppi infortuni, Hayward non riesce a giocare una stagione intera dai tempi dei Jazz, sostanzialmente. Finché è rimasto in campo lo scorso anno, gli Hornets (con LaMelo Ball in quintetto) erano in corsa per un posto nelle prime 6 a Est, poi un problema al piede destro e stagione finita. Peccato, perché quando è in campo è un giocatore di classe pura: 19.6 punti, 5.9 rimbalzi e 4.1 assist di media con il 41% da tre punti al suo primo anno da Hornets, con 1.2 recuperi a partita.
61 – Norman Powell
Ai Raptors ha viaggiato a 20 punti di media in 42 partite, prima di andare a Portland via trade. Ai Blazers si è confermato giocatore solido e aggressivo, che gioca a un livello fisico più “alto” del suo metro e 90 di altezza. I Trail Blazers hanno chiuso però male la stagione, e se CJ McCollum dovesse davvero partire via trade, il suo ruolo è destinato a crescere. Portland si è accollata la luxury tax per tenerlo, ora ha il contratto che voleva.


2 commenti
Buongiorno, mi sono sorpreso per l’assenza di Kawhi Leonard: fuori dai top 100?
Buongiorno, è scritto all’inizio, Leonard e Murray non sono stati inseriti perché infortunati e fuori per tutta la stagione, a meno di sorprese