Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsIndiana PacersLarry Bird, le scelte di mercato dei suoi Pacers

Larry Bird, le scelte di mercato dei suoi Pacers

di Andrea Cosner

Nonostante il terribile infortunio subito dalla loro stella Paul George durante la preparazione per il Mondiale 2014, che lo ha mantenuto fuori per tutta la stagione, gli Indiana Pacers di Larry Bird sono pienamente in corsa per la lotta playoff. La squadra di coach Vogel è coinvolta nella volata finale per gli ultimi posti utili per partecipare alla off season e si giocherà tutto nelle ultime partite di stagione regolare. Larry Bird, presidente del team di Indianapolis, si aspetta naturalmente di raggiungere i playoff e continua a veder crescere la propria squadra che fino a poco tempo fa sembrava tagliata fuori per un posto tra le prime 8 ad Est.

Riuscirà Larry Bird nel tentativo di firmare nuovi importanti elementi in estate?

Larry Bird, General Manager degli Indiana Pacers

Intervistato da Mike Mazzeo di ESPN.com, l’ex giocatore dei Celtics è stato interrogato sulle sue idee in merito al tanking, argomento sempre più discusso negli ambienti Nba: “Mi fa male allo stomaco il solo pensiero di questa parola. Per chi come me ha vissuto in questo campionato per più di 30 anni è inconcepibile che si possano perdere delle partite di proposito e, se devo dirla tutta, non credo che nessuno in questa lega attui questa soluzione. Chiaro che questa è la mia opinione e tutti possono pensarla diversamente da me”, ha dichiarato il presidente dei Pacers. Quando Mazzeo ha chiesto a Bird se il team preferisce scegliere dei giocatori che trascorrono al college più di un anno, quindi con più esperienza, il commento è stato questo: “Non penso che questa sia una direzione precisa, certo mi piacciono i giocatori con esperienza perché sanno già quello che la Lega pretende da loro e sono già pronti. Abbiamo preso Lance Stephenson e Paul George molto giovani, li abbiamo fatti crescere e sono diventati ottimi giocatori. Ma ogni Draft ha la sua storia. Quando scegliemmo Danny Granger, sapevamo del suo problema al ginocchio e lo abbiamo aspettato e chiamato alla scelta 17. Chi avrebbe scommesso che Roy Hibbert dopo il suo primo anno da freshman diventasse il giocatore che è oggi? Forse nessuno, ma ha lavorato sodo ed è migliorato tantissimo. Con David West è stato tutto molto più facile, quando è venuto da noi era già costruito e pronto”.

Per Nba Passion,
Andrea Cosner

 

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