fbpx
Home NBA LeBron James sui Big 3 degli Heat: “Ho avuto paura. Pensavo fosse finita”

LeBron James sui Big 3 degli Heat: “Ho avuto paura. Pensavo fosse finita”

di Francesco Catalano

In questo difficile momento in cui la diffusione del Coronavirus sta rubando la scena in qualunque campo, LeBron James ha trovato il modo di tornare a parlare di basket giocato regalando ai tifosi NBA un interessante aneddoto tornando ai tempi dei Miami Heat.

Nella serata di giovedì infatti ha tenuto una diretta di 45 minuti sul suo profilo Instagram. Non lo aveva mai fatto prima; probabilmente ha sentito anche lui il bisogno di mantenere il contatto con il mondo NBA in questo periodo. Non ha per nulla menzionato il fatto che due giocatori dei Lakers sono risultati positivi al patogeno Sars-Cov2. E quindi non ha neanche rivelato se fosse lui uno dei due in questione.

Ha voluto, però, raccontare uno dei punti di svolta della sua carriera. E’ tornato, infatti, indietro nel tempo: precisamente nel 2012. Si giocavano allora le Finali di Conference ad Est tra Miami Heat e Boston Celtics. Parliamo di due squadre grandiose: una all’inizio del suo sfolgorante percorso e l’altra al tramonto di un altro vincente cammino.

Sono gli Heat del trio formato da LeBron James-Dwayne Wade-Chris Bosh. Dopo la sconfitta in finale nell’anno passato contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, Miami è chiamata a vincere. Dall’altra parte però ci sono i Celtics di Paul Pierce, Kevin Garnett, Ray Allen e Rajon Rondo. Questa cavalcata ai playoffs è l’ultimo colpo di coda dei biancoverdi dopo il titolo del 2008 e la finale persa nel 2010. Ma non intendono fare un passo indietro, finché non sarà scoccato l’ultimo secondo sulla sirena.

Gli Heat vincono le prime due gare e sembra che la strada sia in discesa. Ma un problema addominale di Chris Bosh complica le cose. I Celtics tirano fuori gli artigli e vincono, una dopo l’altra, tre gare consecutive guidati da un super Paul Pierce. Quest’ultimo, soprattutto in gara 5, fa la differenza su tutte e due le parti del campo. In difesa si prende proprio LeBron e lo lascia a 4 su 16 dal campo. Uno schiaffo al Re che, invece di affossarlo, gli dà la carica di reagire e prendere per mano i suoi.

James ha annunciato proprio ieri che in quel momento ha avuto paura. Temeva infatti che se avessero fallito per il secondo anno consecutivo, Pat Riley avrebbe scambiato uno dei tre sancendo il fallimento. Riley non è nuovo a queste mosse decise, come quando decise di scambiare Shaquille O’Neal dopo la vittoria del titolo.

“Pensavo che se avessimo perso, Riley avrebbe distrutto tutto. E non volevo che accadesse. Poteva essere la rottura più veloce della storia del basket”. James voleva assolutamente evitare questo scenario. Sapeva di dover fare ancora grandi cose insieme a Wade e Bosh. “Vincere, perdere, pareggiare. Dovevo stare concentrato. Condurci alla vittoria. Non sapevo se sarebbe successo in quel modo, ma quella era il mio stato d’animo”.

Alla fine, sappiamo tutti com’è andata. James ha sfoderato una prestazione magistrale a gara 6 al TD Garden di Boston segnando 45 punti e 15 rimbalzi, e neutralizzando Paul Pierce. A Gara 7, infine, gli Heat si sono presi la serie e sono volati dritti in finale. Alle Finals hanno poi vinto 4 a 1 contro gli Oklahoma City Thunder di Durant, Westbrook, Harden e Ibaka. Quello fu il primo trionfo del trio di Miami.

Quello raccontato da LeBron è uno di quei momenti decisivi nella carriera di un giocatore. Uno di quei giri di boa in cui la posta in gioco è alto. E per uscirne fuori alla grande bisogna essere dei campioni.

Per ironia della sorte, Riley in estate non scambiò nessuno dei Big 3 ovviamente, ma prese uno degli altri “Grandi Tre”, quelli di Boston: Ray Allen. Quest’ultimo si rivelerà poi decisivo anche nella storia dei Miami Heat.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi