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NBA, come cambiano Hawks e Jazz dopo la trade per John Collins

di Riccardo Rivoli

Lunedì è arrivata la trade tra Atlanta Hawks e Utah Jazz: i Jazz ricevono John Collins, mentre ad Atlanta arrivano Rudy Gay e una futura seconda scelta al draft. Una trade strana, ma proviamo a capire il perché di queste scelte da parte delle due franchigie.

Hawks

Collins ha le valigie pronte da più di un anno, ma gli Hawks a quanto pare non hanno mai ricevuto proposte soddisfacenti. Anche a gennaio il numero 20 era stato tempestato di offerte da ogni dove, ma la dirigenza non lo ha voluto cedere. I motivi per cederlo erano sia tecnici che salariali. 

Collins è un lungo di 6-9 dotato di un atletismo devastante e in generale di una grande mobilità. Questo lo rende pericoloso in post, in penetrazione e anche lontano dalla palla per gli alley-oops dei compagni. Al tiro non è molto continuo e in particolare quest’anno ha tirato col 50.8% dal campo e il 29.2% da 3 (peggiori percentuali in carriera). Il giocatore ha spesso espresso il suo desiderio di giocare da centro, ma questo non gli è mai stato concesso a causa della presenza di Capela. Il numero 20 da centro allargherebbe tanto il campo e sarebbe ottimo per un quintetto small ball, ma concederebbe tanto a rimbalzo e sarebbe sempre in deficit di chili contro i lunghi avversari. In pratica Collins è di troppo in questi Hawks e per questo era giusto mandarlo via.

Da un punto di vista salariale gli Hawks erano obbligati a rinunciare a uno dei loro 8 giocatori più pagati per scendere sotto la luxury tax. Il contratto di Collins, firmato con Atlanta nel 2021, prevedeva 125 milioni in 5 anni. Liberarsi di un contratto del genere era fondamentale per la franchigia. Da 9.3 milioni oltre la luxury tax gli Hawks si trovano sotto di 13.7. Atlanta si è creata così anche una trade exception da 25 milioni di dollari (la più alta di sempre). Il contratto di Rudy Gay è da 6 milioni l’anno, quindi molto più agibile. A livello tecnico Gay è un acquisto poco utile, perché ricopre un ruolo diverso da Collins e, a 36 anni, è ormai nella fase calante della carriera. Quindi dal punto di vista del valore dei giocatori scambiati la trade sembrerebbe vinta dai Jazz, ma gli Hawks hanno comunque liberato spazio salariale.

Jazz

La stagione 2022-2023 è stata piuttosto travagliata per Utah, che è passata dalla vetta della Western Conference all’11esimo posto finale. La squadra ha avuto i suoi più grandi successi nella prima parte di stagione, prima che la squadra venisse sconvolta a febbraio. Dopo gli addii di Vanderbilt e Beasley la squadra ha dovuto trovare una nuova forma. Lauri Markkanen è diventato ancora di più la stella della squadra, giocando come mai aveva fatto prima, talmente bene che ha conquistato il premio di MIP. Il rookie Walker Kessler si è preso invece il posto da titolare come centro ed è diventato un insostituibile nelle rotazioni della squadra.

Collins può ricoprire sia il ruolo di centro che di ala grande. Essendo già occupato il posto da 5 da Kessler, il numero 20 degli Hawks tornerebbe a giocare da 4. In questo modo si formerebbe un trio di lunghi formato da Kessler, Collins e Markkanen, talentuoso ma sbilanciato.

I Jazz sono abituati a giocare con 3 lunghi: nella seconda metà di stagione hanno giocato quasi sempre con Kessler da 5, Olynyk da 4 e Markkanen da 3. Questo è stato però anche il periodo peggiore di Utah, che infatti ha perso tante posizioni in classifica chiudendo 12esima. Un quintetto così lungo è sbilanciato e fatica a difendere sul perimetro. Collins al posto di Olynyk aggiungerebbe atletismo, mobilità e anche creatività in attacco. Senza dubbio Collins è un giocatore migliore del canadese, ma non risolverebbe i problemi dei Jazz.

Però non puoi neanche prendere un giocatore del suo calibro e con un contratto del genere per fargli fare il sesto uomo. In conclusione Collins sembra un po’ di troppo nella squadra di coach Will Hardy. C’è anche la possibilità che i Jazz si muovano ancora sul mercato per scambiare l’ormai ex Hawks con giocatori più funzionali alla squadra e al gioco di Markkanen.

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