Non solo i Brooklyn Nets, ci sarebbero infatti anche i Golden State Warriors interessati a approfittare di una spaccatura tra Jimmy Butler e i Miami Heat.
E se è vero che i Nets possono tranquillamente attendere la off-season 2025 e che Butler, il cui contratto prevede al momento una player option per la stagione 2025-26 da 52 milioni di dollari, diventi free agent, gli Warriors non avranno tale lusso e dovranno per forza muoversi d’anticipo e mettere in piedi una proposta di trade.
Quale proposta? Quella che Golden State non ha voluto mettere sul tavolo per Lauri Markkanen degli Utah Jazz, e – pare – anche per Paul George che era invece il giocatore che Stephen Curry e Draymond Green avevano indicato come obiettivo per mantenere la squadra competitiva col meglio della Western Conference.
Golden State ha come noto messo sotto contratto dei veterani come De’Anthony Melton, Kyle Anderson e Buddy Hield e sta trattando sulle rookie scale extension di Jonathan Kuminga e Moses Moody. Situazione che complica vieppiù un’ipotetica trade con Miami per Jimmy Butler, in caso di firma sia Moody sia Kuminga non sarebberio cedibili sul mercato in questa stagione. E gli Warriors hanno detto chiaro e tondo che considerano Brandin Podziemski incedibile.
Gli Warriors avrebbero da proporre a Miami il contratto di Andrew Wiggins, quelli in scadenza di Gary Payton II e Kevon Looney, e le scelte future al primo giro del draft di cui Golden State dispone (per fortuna sono tante). Una base che da sola non sarebbe mai sufficiente a convincere Pat Riley anche solo a rispondere al telefono, anche se Jimmy Butler dovesse andare da lui e chiedere espressamente di essere ceduto, e solo agli Warriors. Jonathan Kuminga dovrebbe rientrare in ogni discorso di trade senza dubbio, e anche così la bilancia non si sposterebbe più di tanto.
Servirebbe probabilmente una terza squadra, che mettesse a disposizione (non gratis, ovviamente) alcuni giocatori di livello per favorire una trade. Quale? I Chicago Bulls potrebbero essere una, con Zach LaVine e soprattutto Nikola Vucevic e il contratto in scadenza di Lonzo Ball da cedere in cambio di prime scelte future. I Nets guarderanno al mercato per cedere i contratti di Dorian Finney-Smith e Bojan Bogdanovic, e potrebbero considerare offerte per Cam Johnson. I New Orleans Pelicans hanno in Brandon Ingram un All-Star con un piede fuori dalla porta, senza rinnovo di contratto, Golden State non sarebbe però interessata all’ex Lakers e allora occorrebbe “dirottare” Ingram altrove: gli Heat sarebbero interessati a trattare? I Los Angeles Lakers avrebbero i contratti di D’Angelo Russell, Rui Hachimura, Gabe Vincent e forse Jarred Vanderbilt da proporre ma l’obiettivo sarebbe Butler, e allora niente.
Gli Atlanta Hawks hanno ceduto a luglio Dejounte Murray ai Pelicans, e dopo aver scelto con la prima chiamata assoluta al draft NBA 2024 Zaccharie Risacher potrebbero non aver terminato coi lavori in casa. Clint Capela, De’Andre Hunter, forse anche Onyeka Okongwu sono da considerare sul mercato, Bogdan Bogdanovic è stato lo scorso anno uno dei sesti uomini più efficaci e ha giocato la sua miglior stagione in carriera, è sotto contratto a lungo (fino al 2027).
In una trade a tre team tra Warriors, Heat e Hawks per Jimmy Butler, Miami potrebbe ricevere in cambio Jonathan Kuminga, Moses Moody, De’Andre Hunter e Bogdan Bogdanovic oltre a una futura prima scelta. Ad Atlanta finirebbero Andrew Wiggins, Kevon Looney e Nikola Jovic oltre a due future prime scelte e agli Warriors Jimmy Butler. Per creare le pre-condizioni per tale trade, né Moody né Kuminga dovrebbero firmare le rispettive rookie scale extensions (c’è tempo fino al 21 ottobre) e Miami dovrebbe accettare di perdere anche Jovic nello scambio. Probabilmente gli Heat preferirebbero inserire Duncan Robinson ma in tal caso ci sarebbe da rimettere decisamente mano allo scambio. Gli Hawks darebbero spazio da subito a Zaccharie Risacher e a Vit Krejci, Dyson Daniels e Jalen Johnson nello spot di guardia e ala, aggiungerebbero Nikola Jovic a un nucleo decisamente ringiovanito e dovrebbero accollarsi il contratto di Andrew Wiggins fino al 2027. Miami avrebbe in Hunter e Bogdanovic con Kuminga la contropartita tecnica, Jonathan Kuminga sarebbe eleggibile per un’estensione di contratto al termine della stagione.
Per Golden State la trade assomiglia a uno scenario da sogno: arrivare a Jimmy Butler facendo leva sulla sua volontà, e senza rimetterci quel Brandin Podziemski così tanto apprezzato. Miami avrebbero gioco facile nel pretendere anche l’ex Santa Clara ma è pur vero che Butler è sotto contratto sicuramente solo per un’altra stagione e potrebbe “minacciare” di lasciare in free agency in cambio di nulla. I tre veterani firmati in free agency, Anderson, Hield e Melton, diventeranno scambiabili solo dal 15 dicembre in poi.
Miami si accollebbe con Hunter e Bogdanovic anche due contratti lunghi, per due giocatori che nonostante il valore non possono “fare” un Jimmy Butler. E’ pur vero che così facendo, si aprirebbero ancora più spazi e responsabilità per Tyler Herro il cui unico limite oggi è l’affidabilità, gli infortuni lo hanno limitato a sole 42 partite lo scorso anno, Herro ha saltato per intero anche i playoffs NBA 2023, con Miami in finale.
