Denver Nuggets: ci piace eccome!
Esiste modo migliore per dirti che non hai fatto un buon lavoro, che disfare tutto quello che hai messo su in tre mesi dopo che te ne sei andato? E’ ciò che è successo a Calvin Booth, fu Gm dei Nuggets e messo alla porta in aprile assieme a Michael Malone. Dei mezzi prospetti che Booth ha scelto al draft in tre anni tra primo e secondo giro non se ne salva mezzo, e a Denver devono tenersi caro Nikola Jokic per cui non c’è tempo da perdere: veterani e ancora veterani per allungare la panchina, dentro il cavallo di ritorno Bruce Brown, Tim Hardaway Jr e Jonas Valanciunas che alla fine ci sarà. E dentro anche Cam Johnson, super-presa da Brooklyn in cambio di Michael Porter Jr che aveva esaurito il suo percorso in Colorado e saluta da campione NBA. Johnson beneficierà degli spazi aperti da Jokic per cannonneggiare da tre e diventerà il pericolo pubblico numero uno in transizione nella NBA. Presente Klay Thompson? Tipo.
Si, i Nuggets saranno una contender nel 2025-26. Osservato speciale DaRon Holmes II, scelta numero 22 al draft 2024 e che debutta dopo aver saltato per intero la sua stagione da rookie. Se lui e Peyton Watson riusciranno a non finire in fondo alle rotazioni, sarà un’altra vittoria per i Nuggets. E un premio di consolazione per Booth.
Lakers: non ci piace neanche un po’
Sgomberiamo il campo: per i Lakers sarà un anno di transizione en travesti. Perché?
Per prima cosa, il cambio di proprietà cui seguiranno, col tempo, i logici cambiamenti: strategia, personale e priorità. In seconda cosa, il 2025-25 sarà l’ultima stagione di LeBron James perlomeno in maglia Lakers e LeBron, per quanto sia ancora un grandissimo giocatore, è assunto al livello “leggenda vivente che non sa quanto smettere” (non che sia facile capirlo, eh). E quindi resta lì come convitato di pietra su qualsiasi decisione strategica e tattica, “cosa ne pensa LeBron, non ha commentato, si allena a Cleveland, non saluta i nuovi compagni di squadra etc“. Si può davvero andare avanti così per tutto l’anno?
Per terza cosa: Deandre Ayton. Ora, Luka Doncic ha fatto sembrare a tratti un giocatore professionista Jaxson Hayes e Ayton è molto più forte di Hayes. L’ex Suns e Blazers arriva con un contratto più che potabile (1+1 da 16 milioni di dollari totali), è una macchina da doppie doppie e non avendo praticamente concorrenza alle spalle metterà dei numeri sontusi non appena avrà capito dove dovrà mettersi. Deandre Ayton è anche però un giocatore… di fino? Si guadagna 1 tiro libero a partita, non gradisce i contatti ed è meno verticale di quanto dovrebbe, e non allarga il campo più in là della lunetta. Può giocare da facilitatore al gomito ma con Doncic e LeBron da facilitare ci sarà poco. Sulla carta è il centro meno adatto a giocare con Doncic che ci si possa immaginare ma ha abbastanza talento perché non lo si noti almeno fino ai playoffs.
Jake LaRavia si giocherà i minuti con Dalton Knecht come tiratore dalla panchina, Rui Hachimura e Austin Reaves potrebbero non finire la stagione in maglia Lakers. La domanda da farsi è: quanti dei giocatori oggi a roster faranno parte dei Lakers di Luka Doncic da qui a 16 mesi?

