Home NBA, National Basketball AssociationMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattative10 squadre NBA attive sul mercato in uscita prima della trade deadline

10 squadre NBA attive sul mercato in uscita prima della trade deadline

di Gabriele Melina
NBA trade deadline

7. Cleveland Cavaliers: Kevin Love e Cedi Osman

Su Kevin Love c’è poco da dire. Siamo a conoscenza della situazione in cui ha vissuto Cleveland nell’era post-LeBron, delle condizioni fisiche di Love, dell’età dell’ex Minnesota Timberwolves, e del suo scarso rendimento. Infine, essere sotto contratto a 30 milioni annui all’età di 33 anni non è certamente un vantaggio.

Per Cleveland sarà difficile imbastire uno scambio che lo veda coinvolto e da cui la franchigia dell’Ohio possa trarre un certo vantaggio. Denver ha più volte bussato alla porta in passato, anche recentemente, tuttavia niente è mai andato a buon fine. Love potrebbe trascorrere questi ultimi due anni a cifre spropositate a Cleveland, come potrebbe accettare un ruolo minore altrove. Ciò nonostante, per il momento la situazione pare in stallo: Love ha giocato in questo inizio di stagione e sembra aver beneficiato di un ruolo meno importante, ma i piani futuri dei Cavs continuano a divergere con quelli del cinque volte All-Star.

Un ragionamento diverso è da applicare alla situazione Osman, anch’essa probabilmente in stallo. Bene i primi anni al fianco di LeBron, meno bene (ma non male) quelli successivi. Da giovane promettente, Osman sembra non aver effettuato alcun progresso negli ultimi tre anni, e questo forse va a discapito di Cleveland che necessita di giocatori freschi e giovani. A 26 anni, Osman entra in quel periodo della sua carriera in cui si iniziano a raccogliere i frutti del proprio lavoro, ad emergere per quel che si è veramente sul campo da basket.

Cleveland potrebbe tranquillamente far finta del mancato progresso di Osman, in quanto scambiarlo è molto più facile che muovere Love, ad esempio. Mancano tre anni allo scadere del suo quadriennale da 30 milioni complessivi, ed una squadra che sta emergendo, munita di spazio salariale e di un ambiente giovane ma non troppo, potrebbe voler concordare una trade per Osman.

8. San Antonio Spurs: Derrick White, Lonnie Walker IV, Thaddeus Young

Il primo è un giocatore che può effettivamente dire la sua in un ambiente più competitivo. Il secondo è ancora in cerca della sua identità e del suo spazio. Il terzo è un veterano con un annuale da 15 milioni che è sempre valido per i già citati “salary dump”.

White è reduce dalla sua miglior stagione in carriera in termini di punti di media, 15.4. Le sue percentuali dal campo e da tre sono però in discesa, segno che è forse giunto il momento di cambiare ambiente. Combo guard che è decisamente migliorato nella visione di gioco e nel mettere in ritmo i compagni, tiratore capace di far canestro da diverse posizioni sul campo, può essere un’ottima soluzione per una squadra in cerca di una guardia in uscita dalla panchina.

Lonnie Walker, al contrario, si è trovato in un ambiente costantemente in bilico tra fare i playoffs da ottava posizionata o arrivare ad un soffio dal “traguardo”, aspetto che non ha decisamente promosso la sua crescita da giocatore. Tuttavia, lo scorso anno ha comunque chiuso con 11.2 punti di media, saliti ad 11.6 in queste prime 10 gare di stagione. E’ un penetratore, un tiratore, un passatore? Al momento non lo sappiamo, probabile un po’ di tutto ma niente veramente bene. Ciò nonostante, Walker ha solo 22 anni, un annuale da poco più di 4 milioni, ed è praticamente inseribile in qualsiasi tipologia di scambio.

La lista della spesa Spurs si chiude con Thaddeus Young, che si è ovviamente ritrovato a San Antonio per caso e non per sua spontanea volontà. Le cifre sono ovviamente in calo ed il contratto è abbordabile solo da quelle squadre prive di ambizioni per l’immediato futuro, ma rimane possibile inserire Young in uno scambio che miri ad un qualcosa di più grande, all’interno del quale il trentatreenne farebbe quadrare i salari.

9. Portland Trail Blazers: Robert Covington e Jusuf Nurkic

Sia Covington che Nurkic rappresentano l’emblema del contratto scambiabile che, come detto in precedenza con Young, fa’ quadrare i salari. Un annuale per entrambi a 12 milioni, la necessità assoluta di cambiare ambiente. Covington pare in totale caduta libera da quando si è accasato a Portland, mentre Nurkic è vittima di troppi infortuni anche se continua a mettere a referto cifre rispettabili.

Portland si trova in una situazione estremamente complessa: l’inizio di stagione poco incoraggiante di Lillard non è di certo un buon segno per la franchigia dell’Oregon, ben consapevole che questo sarà l’anno decisivo in tutti i sensi. In un’ipotetica trade che veda coinvolto Lillard, ad esempio, Nurkic e Covington tornerebbero utili dato che difficilmente lo scambio sarebbe a sole due squadre. Se così non fosse, Portland può comunque muovere entrambi i contratti prima della chiusura del mercato e ricavarne almeno qualche scelta al draft.

10. Dallas Mavericks: Kristaps Porzingis

Ci ha provato prima Rick Carlisle e poi Jason Kidd, eppure il centro lettone sembra non cozzare al fianco di Luka Doncic. All’apparenza, la versatilità di Porzingis e la sua capacità di spaziare il campo dovrebbero perlomeno alimentare la visione di gioco dello sloveno, tuttavia l’ex New York Knicks si è rivelato un’arma a doppio taglio: poco agile in difesa, troppo immobile e piantato su entrambe le metà campo, incapace di giocare spalle a canestro e di sfruttare la sua notevole stazza.

Va anche sottolineato, però, che Porzingis non è stato aiutato dalle infinite complicazioni al ginocchio che, in qualche modo, hanno compromesso le sue ultime stagioni nella lega. Per Dallas, al contempo, sembra giunto il momento di voltare pagina: nonostante il record sia attualmente positivo, i Mavericks continuano ad affidarsi Doncic senza creare soluzioni o giochi alternativi, ne consegue una pallacanestro molto fluida quando la palla la gestisce il volto della franchigia ma fin troppo ferma quando sono gli altri a doversi fare avanti.

Porzingis rientra in questa categoria; il suo gioco, ultimamente, si è focalizzato sul prendi e tira da tre che può agevolare semmai una guardia ma non un giocatore della sua altezza. Quest’anno, su 5.0 triple tentate a gara, sta tirando con il 20% dalla lunga distanza. Per di più, rimane ad ogni caso un’incognita il suo valore di mercato. Quanto vale Kristaps Porzingis, e cosa sono disposte a dare in cambio le altre squadre?

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1 commento

Giorgio 13 Novembre 2021 - 11:52

Quanti giocatori interessanti che non sono nel posto giusto!
Per quanto riguarda Boston, credo che una trade a tre con Sacramento, che coinvolga Buddy Hield e Marvin Bagley potrebbe sbloccare lo scambio per Simmons, ma personalmente andrei all in su Paskal Siakam.
E’ il giocatore ideale da affiancare a Robert Williams per avere, insieme a Tatum, un frontcourt micidiale.
E questo potrebbe essere il momento giusto per prenderlo.
In cambio di chi?
Smart, Horford, uno o due tra Nesmith, Pritchard, Langford e Grant Williams, due prime scelte e ricevere insieme a Siakam un giocare che a Toronto non serve, per far funzionare lo scambio dal punto di vista salariale.
Un quintetto con Schroeder, Brown, Tatum, Siakam e Rob Williams potrebbe lottare seriamente per il titolo ed essere al top per diversi anni.

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