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NBA trade deadline 2022, le pagelle

di Gabriele Melina
Harden e Simmons

Los Angeles Clippers: 7.5

Oltre alla trade citata in precedenza, che ha visto i Clippers scaricare l’annuale da 9.7 milioni di Serge Ibaka per Hood ed Ojeleye, Los Angeles aveva inizialmente acquisito Norman Powell e Robert Covington dai Portland Trail Blazers in cambio di Eric Bledsoe, Justise Winslow, Keon Johnson, e una scelta al secondo giro del 2025.

Si tratta dunque di uno scambio a basso rischio, visti i giocatori di cui i Clippers si sono dovuti disfare: Bledsoe è ormai abbastanza disfunzionale per la pallacanestro di oggi, Winslow non è mai decollato in NBA, Johnson non ha praticamente visto il campo in questo suo primo anno, e la scelta al secondo giro può essere il giusto prezzo da pagare per un abile attaccante, Powell, e un veterano da spolverare, Covington.

Al fianco di Kawhi Leonard e Paul George, entrambi al momento infortunati, Powell potrà giocare da terzo violino. I suoi 18.8 punti con il 45.7% dal campo e il 40.7% da tre serviranno a togliere un po’ di pressione dalle spalle delle due star. Dal punto di vista salariale, poi, l’ex guardia dei Blazers è sotto contratto fino al 2026, quando percepirà 20 milioni, una cifra accettabile. Covington, invece, è in palese calo, ma uno come lui non fa mai male alla rotazione di una squadra che vuole vincere il titolo.

Inoltre, il suo contratto da 12 milioni scade a fine stagione, per cui i Clippers potrebbero firmarlo al minimo veterano quest’estate. Traendo le somme, Los Angeles si è liberata di Ibaka, che oltre a essere in scadenza non è più quello di una volta, e si è portata a casa Powell e Covington in cambio di qualche pedina più che sacrificabile.

San Antonio Spurs: 8

Nonostante non abbia suscitato scalpore, l’ultimo mercato degli Spurs sarebbe da considerare come modello da applicare a tutte le franchigie in ricostruzione. Cercare di spremere al massimo il valore di mercato dei propri giocatori, è questa la tecnica di successo che ha applicato San Antonio.

Gli Spurs hanno iniziato cedendo Thaddeus Young ai Toronto Raptors assieme a Drew Eubanks (poi tagliato) e una scelta al secondo giro. In cambio, Toronto ha spedito in Texas Goran Dragic, che farà buyout, e una scelta al primo giro protetta del 2022. E qui San Antonio guadagna la prima scelta. Poco tempo dopo, gli Spurs inviano Derrick White ai Boston Celtics per Josh Richardson, Romeo Langford, e una scelta al primo giro. E qui San Antonio guadagna la seconda scelta.

In due trade all’apparenza irrilevanti, il front office Spurs ha messo le mani su due scelte, un pedina scambiabile come Richardson, e un giovane che fino ad ora ha faticato, ma può migliorare, quale è Langford. Infine, San Antonio ha anche acquisito Tomas Satoransky ed una scelta al secondo giro del 2027 (via Utah) in uno scambio a tre con i Jazz e i Portland Trail Blazers. Satoransky ha un contratto da 10 milioni che scade a fine anno.

Boston Celtics: 6.5

trade deadline White Celtics
Derrick White con i Boston Celtics

I Celtics hanno puntato su due giocatori in questa trade deadline: Daniel Theis e Derrick White. Theis aveva già vestito la maglia dei Celtics dal 2017 al 2021, quattro anni in cui si era mostrato come un abile giocatore da rotazione con capacità di spaziare il campo. A Boston, Theis è tornato in cambio di Dennis Schroder, Bruno Fernando e Enes Kanter Freedom, poi tagliato dagli Houston Rockets. Insomma, tre giocatori sacrificabili.

Fin qui, dunque, nessuna sbavatura. In un secondo momento, i Celtics hanno ricevuto una scelta al secondo giro dagli Orlando Magic per Bol Bol e PJ Dozier (tagliato), entrambi ai box fino al termine della stagione, una scelta al secondo giro e una somma di denaro. Così facendo, Boston scende al di sotto della luxury tax. Anche questa una mossa di mercato positiva.

Rimane solo la trade con gli Spurs, ed è qui che i Celtics hanno commesso un errore a cedere una scelta al primo giro. Per quanto White possa essere funzionale al loro gioco, l’ex guardia di San Antonio ha tirato con il 31.4% da tre in 49 gare quest’anno, una percentuale insufficiente per un tiratore. Josh Richardson era da muovere per il suo scarso rendimento e così è stato fatto, si potrebbe fare lo stesso discorso con Langford, tuttavia, si poteva forse evitare di cedere una scelta al primo giro.

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